
I dintorni di Monaco di Baviera: le gite più belle fuori città
Dachau, Andechs, Starnberger See, Ammersee, Erding, Freising, Schleißheim e Aying
I dintorni di Monaco di Baviera: perché restare qualche giorno in più
Una visita di più giorni a Monaco di Baviera permette di scoprire anche i dintorni della città, e chi ha tempo farebbe bene a non rinunciarvi. Il capoluogo bavarese è circondato da una corona di mete che si raggiungono in meno di un'ora con la S-Bahn, il treno suburbano: laghi prealpini con i battelli bianchi, monasteri sulle colline, castelli barocchi, cittadine vescovili, villaggi di campagna in cui la birra si produce da secoli. Sono luoghi molto diversi fra loro, e proprio per questo i dintorni di Monaco di Baviera sono il complemento ideale di un soggiorno in città: un giorno fra le piazze e i palazzi della città, il giorno dopo su un pontile in riva al lago o nel chiostro di un'abbazia.
Una prima meta, la più impegnativa sul piano emotivo, è Dachau: una cittadina con una storia di oltre dodici secoli, un castello dei Wittelsbach e un passato di colonia di pittori, il cui nome è però legato soprattutto al campo di concentramento aperto dal regime nazista nel marzo del 1933, alle porte della città che era stata la culla del movimento e che ospitava il quartier generale del partito. Oggi il campo è un memoriale, visitato ogni giorno da persone di tutto il mondo.
Poi c'è la Baviera della fede e della birra. Sul Sacro Monte di Andechs, nella birreria del santuario, si gusta la famosa birra prodotta ancora oggi dai monaci benedettini, dopo aver visitato una delle chiese rococò più belle della regione. Altre mete legate alla birra sono Freising, dove sul colle di Weihenstephan si produce birra da quasi mille anni, e Aying, il villaggio della birra Ayinger, con la sua osteria e il suo albero di maggio. Chi ama l'arte sacra trova a sud della città l'abbazia di Schäftlarn, nascosta nella valle dell'Isar.
Per un po' di relax ci sono le Terme di Erding, con una grande varietà di saune, piscine e una zona dedicata agli scivoli. E ancora i laghi: il lago di Starnberg, dove re Ludwig II morì misteriosamente, e l'Ammersee, più tranquillo e romantico. Infine il castello di Schleißheim, la grande residenza barocca dei principi elettori a nord della città.
In questa pagina trovi una presentazione di ciascuna meta, con le informazioni essenziali per decidere dove andare e come arrivarci, e alla fine qualche consiglio per combinare più gite nello stesso viaggio. Ogni luogo ha poi una pagina di approfondimento dedicata, in cui si entra nei dettagli della storia, delle opere d'arte, degli orari e dei prezzi.
| Meta | Posizione | Da Monaco con i mezzi pubblici | Da non perdere |
|---|---|---|---|
| Dachau | a nord-ovest della città | S2 o treno regionale fino a Dachau, poi autobus 726 | memoriale del campo, castello e giardino |
| Andechs | a sud-ovest, sopra l'Ammersee | S8 fino a Herrsching, poi autobus o a piedi | monastero, chiesa rococò, birreria dei monaci |
| Starnberger See | circa 25 km a sud-ovest | S6 fino a Starnberg, Possenhofen, Feldafing o Tutzing | battelli, Berg e la croce nel lago, Roseninsel |
| Ammersee | circa 35 km a sud-ovest | S8 fino a Herrsching | battelli a ruote, Dießen e il Marienmünster |
| Terme di Erding | a nord-est, a Erding | S2 fino ad Altenerding, poi autobus | piscine termali, saune, scivoli del Galaxy |
| Freising | circa 40 km a nord | S1 fino a Freising | Domberg e duomo, birreria di Weihenstephan |
| Schleißheim | a Oberschleißheim, a nord | S1 fino a Oberschleißheim, poi autobus fino a «Schloss» | tre castelli e giardino barocco |
| Aying | fra 20 e 25 km a sud-est | S5 fino ad Aying | birrificio Ayinger e Bräustüberl |
| Schäftlarn | una ventina di km a sud | S7 fino a Ebenhausen-Schäftlarn o Hohenschäftlarn | abbazia rococò e valle dell'Isar |
Dachau: la città dei pittori e il memoriale del campo di concentramento

A nord-ovest di Monaco, a una ventina di minuti di S-Bahn dal centro, si trova Dachau, una città che vanta una storia millenaria. Il suo nome compare per la prima volta in un documento del 15 agosto 805, quando la nobile Erchana, della stirpe comitale degli Ariboni, donò tutti i suoi beni di «Dahauua» al vescovato di Frisinga. Nel Medioevo il luogo fu legato ai conti di Dachau, la cui casata si estinse nel 1178 senza eredi maschi, e poi ai Wittelsbach. Dachau sorse dove la grande palude del Dachauer Moos, a sud, incontrava le colline boscose del nord, lungo la strada principale che collegava Monaco ad Augusta: già nel 1270 era chiamata mercato. Lo stemma cittadino conserva un ricordo che interessa gli italiani: il serpente azzurro dei Visconti, perché nel 1396 il duca Ernst sposò Elisabetta Visconti e le donò Dachau come dono di nozze.
Il castello di Dachau e il giardino
Sulla collina che domina l'abitato sorge il castello. Risale a una fortezza dei conti di Dachau e nel Cinquecento divenne la residenza di campagna preferita della corte di Monaco: dal 1546 i duchi Guglielmo IV e Alberto V la trasformarono in un grande complesso a quattro ali, una vera residenza estiva dei Wittelsbach. Nell'ala verso il giardino si trova la sala delle feste, il cui tesoro è il soffitto a cassettoni rinascimentale intagliato fra il 1564 e il 1566 dall'ebanista monacense Hans Wisreutter, con gli stemmi dei duchi e delle loro mogli: è considerato uno dei più importanti della Germania meridionale. Fra il 1715 e il 1717 il principe elettore Max Emanuel fece rimodernare in stile barocco l'ala della sala e il suo scalone da Joseph Effner. All'inizio dell'Ottocento tre quarti del castello furono demoliti e rimase solo quest'ala. Il giardino di corte, su un crinale affacciato sulla pianura, conserva vecchi muri, un pergolato di tigli di quasi 280 anni e un frutteto.
Nel 2026 il castello è aperto da aprile a settembre dalle 9 alle 18 e da ottobre a marzo dalle 10 alle 16, chiuso il lunedì; il biglietto costa 3 euro, 2 euro il ridotto, ed è gratuito fino a 18 anni. I biglietti si comprano nel caffè del castello. Il castello di Dachau è compreso anche nell'abbonamento ai castelli della Baviera.
La colonia dei pittori
Nell'Ottocento Dachau fu scoperta dai pittori di paesaggio, attratti dalla luce e dalla palude del Moos. Intorno al 1900, si diceva, un passante su dieci per le strade di Dachau era un pittore: qui lavorarono o vissero Carl Spitzweg, Max Liebermann, Lovis Corinth, Ludwig Dill, Adolf Hölzel e Arthur Langhammer, e accanto a Worpswede Dachau divenne una delle grandi colonie di artisti della Germania. La Prima guerra mondiale pose fine a quell'epoca e portò povertà e disoccupazione. Dachau divenne città il 15 novembre 1933 e oggi conta circa 48.000 abitanti.
Il campo di concentramento e il memoriale
Il 22 marzo 1933, poche settimane dopo la nomina di Hitler a cancelliere, i primi trasporti di prigionieri arrivarono nel campo di concentramento allestito sul terreno di una fabbrica di polvere da sparo e munizioni dismessa, alla periferia orientale di Dachau. Fu uno dei primi campi del regime e, dopo il 1936, l'unico dei primi campi a non essere chiuso: rimase in funzione per dodici anni. Il comandante Theodor Eicke vi introdusse un regolamento fondato sull'arbitrio e sul terrore e, diventato ispettore dei campi, lo estese a tutto il sistema come «modello di Dachau». Furono imprigionati qui e nei sottocampi più di 200.000 prigionieri da oltre 40 nazioni: oppositori politici, ebrei (quasi 11.000 uomini dopo il pogrom del novembre 1938), sinti e rom, omosessuali, prigionieri di guerra sovietici. Nel 1942 oltre 2.500 prigionieri malati furono portati nel castello di Hartheim, in Austria, e uccisi con il gas. Alla fine della guerra il campo contava circa 140 sottocampi, e nel 1944 vi erano rinchiuse oltre 30.000 persone. Almeno 41.500 persone morirono di fame, di malattia, sotto le torture o assassinate. Il 29 aprile 1945 il campo fu liberato dall'esercito americano.
Il memoriale, voluto dai sopravvissuti riuniti nel Comité International de Dachau, è stato aperto nel maggio 1965. La mostra principale, inaugurata nel 2003, segue il «percorso dei prigionieri», dall'arrivo nel campo alla liberazione. Il memoriale del campo di concentramento di Dachau è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17, tranne il 24 dicembre; l'ingresso è gratuito e non serve prenotare. Il documentario «Il campo di concentramento di Dachau» (2021, 38 minuti) è proiettato in italiano alle 12.30 e, su richiesta, alle 15.30; l'età minima consigliata per la visita è di 13 anni. Da Monaco si prende la S2 o il treno regionale fino a Dachau (circa 25 minuti) e poi l'autobus 726 fino al memoriale (circa 10 minuti). Per capire il contesto conviene visitare anche il Centro di documentazione sul nazismo a Monaco, sorto dove si trovava la «Casa Bruna», la sede centrale del partito.
Andechs: il Sacro Monte e la birra dei monaci

Conoscete un luogo dove allo stesso tempo ci si può rilassare in una famosa birreria e ammirare l'arte bavarese? Andechs, un paesino sulla collina che domina la riva orientale dell'Ammersee. Sulla cima, a oltre 700 metri di quota, sorge il complesso del monastero, con il campanile a cipolla che si vede da lontano: è il Sacro Monte, il più antico luogo di pellegrinaggio della Baviera ancora vivo.
Secondo la leggenda, nel lontano X secolo il conte Rasso, antenato dei conti di Andechs e venerato come beato, mise qui al sicuro delle reliquie raccolte in Terra Santa. Nel XII secolo il conte Bertoldo radunò le «cose sacre» del castello e vi aggiunse le Tre Sacre Ostie, arrivate nel 1179. Dopo la caduta della casata il tesoro andò perduto; nel 1388 fu ritrovato, e da allora cominciò a fiorire il pellegrinaggio al «Sacro Monte». Dal 1455 vivono sulla collina i Benedettini, che oggi appartengono all'abbazia di San Bonifacio di Monaco. La chiesa del pellegrinaggio, di impianto gotico, fu trasformata nel 1755 da Johann Baptist Zimmermann in un luminoso ambiente rococò; in una cappella è sepolto il compositore Carl Orff, l'autore dei «Carmina Burana».
Per molti visitatori, però, il motivo della salita è la birra del monastero di Andechs. I monaci la producono secondo un'antica tradizione, oggi in un birrificio ai piedi del monte, con più di 100.000 ettolitri all'anno: fra le specialità più note ci sono la Spezial Hell e la Doppelbock Dunkel, famosa in tutto il mondo, mentre fra l'11 novembre e il 19 marzo nel Bräustüberl si spilla una birra invernale che si trova solo qui. Il Bräustüberl, la grande birreria del monastero, ha terrazze affacciate sulla campagna che d'estate funzionano come un biergarten: si prende la birra alla mescita, il cibo ai banchi e ci si siede ai lunghi tavoli, ed è permesso portare il proprio cibo. Nel 2026 la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 18, il Bräustüberl dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 20 e il sabato, la domenica e nei festivi dalle 10 alle 20.
Il modo più bello per arrivare è a piedi: da Monaco si prende la S8 fino al capolinea di Herrsching, sull'Ammersee, e da lì si sale in circa un'ora attraverso il Kiental, una valle boscosa e ombrosa. Chi preferisce può prendere gli autobus 928, 951 o 958 fino alla fermata «Andechs, Kloster». Le birre dei monaci si bevono anche a Monaco, nel loro ristorante accanto alla cattedrale, la Frauenkirche; chi ama il tema trova altre idee negli itinerari della birra in Baviera.
Il lago di Starnberg: il lago di Ludwig II e di Sissi

Lo Starnberger See, il lago di Starnberg, si trova circa 25 chilometri a sud-ovest di Monaco ed è così vicino alla capitale che basta mezz'ora di S-Bahn per arrivarci. Con 56,36 chilometri quadrati è il secondo lago della Baviera per superficie, dopo il Chiemsee, ma il primo per quantità d'acqua, perché raggiunge una profondità di circa 128 metri. Oggi è noto soprattutto come il «lago dei vip», data l'altissima concentrazione di ville più o meno sontuose che ne punteggiano le rive e che hanno ospitato esponenti del bel mondo tedesco, della politica, dello spettacolo e di molte famiglie aristocratiche, a cominciare dai Wittelsbach.
Ma è anche, e forse soprattutto, il lago di re Ludwig II e di Sissi. Sulla riva occidentale sorge il castello di Possenhofen, che il duca Massimiliano in Baviera, padre di Elisabetta, acquistò nel 1834 come residenza estiva: qui la principessa Sissi, futura imperatrice d'Austria, trascorreva l'estate da bambina. Il castello oggi è privato, ma il parco intorno è in parte pubblico. Sulla riva opposta, a Berg, il re delle favole trovò la morte il 13 giugno 1886 in circostanze misteriose, nell'acqua bassa davanti al castello in cui era stato trasferito dopo la deposizione, insieme al suo medico Bernhard von Gudden. Sissi e Ludwig erano legati da una stretta parentela: la madre di Elisabetta era sorella del nonno del re, Ludwig I. Oggi una semplice croce che spunta dall'acqua indica il luogo della morte, e sul pendio sopra la riva sorge la cappella votiva costruita in sua memoria fra il 1896 e il 1900.
Davanti a Feldafing c'è la Roseninsel, l'unica isola del lago, che Massimiliano II comprò nel 1850 e dove fece costruire una villa in stile italiano circondata da un giardino di rose; Ludwig II vi riceveva i suoi ospiti. Le acque intorno all'isola nascondono i resti di villaggi su palafitte preistorici, patrimonio dell'UNESCO dal 2011.
Il lago si raggiunge con la S6, che ferma a Starnberg, Possenhofen, Feldafing e Tutzing; a Starnberg la stazione è sul lungolago e il pontile dei battelli è a cinque minuti a piedi. I battelli della navigazione statale toccano otto approdi, fra cui Berg, Possenhofen e Tutzing: nel 2026 la stagione è andata dal 5 aprile al 18 ottobre. Una gita al lago di Starnberg si presta a molte varianti: il giro in battello, il bagno nelle aree attrezzate delle due sponde, la passeggiata alla croce di Berg, la visita alla Roseninsel. Altri specchi d'acqua della regione sono presentati nella pagina sui laghi della Baviera.
L'Ammersee: il lago romantico di Herrsching e Dießen

Meno famoso e mondano del vicino lago di Starnberg, l'Ammersee è il luogo ideale per gli amanti del romanticismo e dei ritmi lenti. Si trova in Alta Baviera, circa 35 chilometri a sud-ovest di Monaco, ed è il terzo lago della Baviera per grandezza, con 46,6 chilometri quadrati di superficie e una profondità massima di 81 metri. È un lago di origine glaciale, lungo e stretto, circondato da colline, prati, boschi e canneti; nelle giornate limpide, verso sud, si vede la catena delle Alpi.
Se si vuole fare un giro sul lago ci sono degli appositi battelli che partono dal paese di Herrsching, il porto principale, capolinea della S8. La flotta della navigazione statale comprende due battelli a ruote, il «Diessen», costruito nel 1908, e lo «Herrsching», in servizio dal 2002; la stagione va da Pasqua a metà ottobre, e nel 2026 i battelli hanno navigato fino al 18 ottobre. Herrsching ha anche una passeggiata a lago di dieci chilometri, fra prati, gelaterie e biergarten sull'acqua, ed è il punto di partenza del sentiero per Andechs.
Sulla riva opposta, a Dießen, si erge la splendida chiesa del Marienmünster, fondata dai Canonici Agostiniani nel XII secolo e ricostruita tra il 1732 e il 1739 in stile rococò sotto la direzione di Johann Michael Fischer. Gli affreschi della volta sono di Johann Georg Bergmüller e in un altare laterale si trova il «Martirio di San Sebastiano» di Giovanni Battista Tiepolo, del 1739. Dießen è anche il paese dei ceramisti, con un mercato della ceramica nei giorni dell'Ascensione, e il paese in cui visse Carl Orff.
L'Ammersee è anche un'area naturale preziosa: dal 1976 è una zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, e nelle sue riserve nidificano più specie di uccelli che in qualunque altro luogo della Baviera. Per chi visita il lago la regola è restare sui sentieri segnalati e tenersi lontano dai canneti.
Chi ha più tempo può fare il giro completo del lago: il percorso segnalato misura circa 45 chilometri, con meno di 200 metri di dislivello, e in bicicletta richiede più o meno tre ore di pedalata, soste escluse. Per il bagno ci sono lidi e spiagge libere su entrambe le sponde; il più caratteristico è lo Strandbad di Utting, con la terrazza di legno sull'acqua e il trampolino alto dieci metri. La riva occidentale è servita anche dai treni regionali della Ammerseebahn, con fermate a Schondorf, Utting, Riederau e Dießen: si può arrivare a Herrsching con la S-Bahn, attraversare il lago in battello fino a Dießen e tornare in treno. Anche la letteratura è passata di qui: nel 1932 Bertolt Brecht comprò una casa di campagna a Utting, di cui poté godere solo per poche settimane: nel febbraio 1933 dovette lasciare la Germania.
Le Terme di Erding, la terma più grande del mondo

Il complesso delle Terme di Erding è stato inaugurato nel 1999 nell'omonima cittadina a nord-est di Monaco, sede del birrificio Erdinger, e da allora è stato ampliato più volte con nuovi padiglioni e attrazioni: con l'ampliamento del 2007 è diventato la più grande struttura termale d'Europa, e oggi si presenta come la terma più grande del mondo. Si estende su circa 185.000 metri quadrati, con più di 40 piscine e vasche, 28 scivoli e 35 saune e bagni di vapore. L'acqua viene dalla sorgente Ardeo, una fonte termale sulfurea e fluorata riconosciuta dallo Stato, scoperta nel 1983 durante una trivellazione petrolifera a 2.350 metri di profondità.
Questo esotico paradiso termale è oggi diviso in cinque aree. La Therme è il cuore del complesso, con le vasche di acqua termale a 34 gradi sotto la più grande cupola di vetro apribile d'Europa, le palme alte fino a 14 metri, la grotta di sale, il bagno sulfureo e il «bagno della giovinezza». Il Wellenbad è la laguna a onde, circondata da oltre 300 palme, con cinque intensità di onde, da quelle leggere per i bambini fino a onde alte circa due metri. Il Galaxy è il mondo degli scivoli, il più grande d'Europa: 28 scivoli per un totale di 2.850 metri, divisi nei livelli Family, Action e X-treme, fra cui il Magic Eye, lungo 360 metri, da percorrere in tre su una grande ciambella. Per grandi e piccoli, insomma.
Chi cerca la tranquillità ha due aree riservate a chi ha almeno 16 anni. La VitalOase è una zona di benessere in costume da bagno, con le vasche minerali al calcio, al selenio e iodio, i bagni sulfurei all'aperto e saune a temperatura moderata. La VitalTherme & Saunen è invece il paradiso della sauna senza costume, con 24 saune a tema, dalla grande sauna in tronchi di legno kelo alla «Erdinger Schwitzstube» a 100 gradi, e una piscina di acqua termale con il bar.
Nel 2026 terma, laguna e saune sono aperte dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 23, il sabato dalle 9 a mezzanotte e la domenica e nei festivi bavaresi dalle 9 alle 23; gli scivoli dal lunedì al giovedì dalle 13 alle 21, il venerdì dalle 13 alle 23, il sabato dalle 9 alle 23 e la domenica dalle 9 alle 21, con apertura anticipata nei giorni senza scuola. Ci sono vari tipi di biglietto, secondo le aree che si vogliono usare. Da Monaco si prende la S2 fino ad Altenerding e poi l'autobus. Chi vuole dormire sul posto trova l'Hotel Victory, costruito a forma di nave «ancorata» nella laguna, con 134 camere a tema. Altre idee per una giornata nell'acqua calda sono nella guida alle terme della Baviera, mentre chi viaggia con i figli trova altri suggerimenti nella pagina sulla Baviera per i bambini.
Freising: il Domberg e la birreria di Weihenstephan

A una quarantina di chilometri a nord di Monaco si trova la città di Freising, in italiano Frisinga, la più antica città vescovile sull'Isar. È stata per secoli un importante centro religioso e commerciale: nell'anno 739 san Bonifacio vi istituì una delle più antiche diocesi della Baviera, che dal 1821 ha sede a Monaco con il nome di arcidiocesi di Monaco e Frisinga. I principi-vescovi governavano dalla loro collina la città e un piccolo stato, e i loro commerci erano legati anche al ponte sull'Isar e ai dazi sul sale: proprio da una contesa per quei dazi, nel XII secolo, nacque la città che oggi è la capitale bavarese.
Il primo motivo per venire fin qui è il Domberg, il colle del duomo. Il duomo di Santa Maria e San Corbiniano è semplice all'esterno e, all'interno, un'esplosione di stucchi e affreschi dei fratelli Asam; qui, il 29 giugno 1951, Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, fu ordinato sacerdote. Accanto si trovano la cripta romanica, l'antica residenza dei principi-vescovi e il Museo diocesano. Il simbolo della città è l'orso di San Corbiniano, che secondo la leggenda portò i bagagli del santo fino a Roma.
Il secondo motivo è la birra. Sulla collina di Weihenstephan, di fronte al Domberg, si trova la più antica birreria ancora in attività al mondo: nel 1040 il monastero benedettino che vi sorgeva ottenne il diritto di produrre birra, e oggi la Bayerische Staatsbrauerei Weihenstephan appartiene al Libero Stato di Baviera, cioè alla Regione Baviera. Sul colle ha sede anche il polo di scienze della vita dell'Università Tecnica di Monaco. A nord della città comincia la Hallertau, la più grande zona di coltivazione del luppolo al mondo.
Freising conta 48.928 abitanti (31 dicembre 2024) ed è collegata al centro di Monaco dalla S1 senza cambi. Si trova a circa cinque chilometri dall'aeroporto di Monaco: per questo è anche una base comoda e tranquilla per chi arriva o riparte in aereo e vuole trascorrere una notte fuori dalla grande città.
Freising è anche una città verde. Nel 2001 è stata la prima città bavarese a ricevere il titolo di «città delle rose», e fra la stazione e il centro la Roseninsel, l'isola delle rose lungo un braccio del torrente Moosach, raccoglie oltre ottanta varietà. A circa cinque chilometri, nel bosco di Kranzberg, si stende il Weltwald, la «foresta del mondo»: un arboreto statale con oltre trecento specie di alberi e arbusti di Nord America, Asia ed Europa, aperto tutto l'anno a ingresso libero. E a tavola Freising rivendica l'invenzione dell'Obatzda, la crema di formaggio che non manca mai nei biergarten bavaresi.
Il castello di Schleißheim, la residenza barocca dei principi elettori

Presso il paese di Oberschleißheim, a nord di Monaco, si trova il castello di Schleißheim, una sontuosa residenza appartenuta ai Wittelsbach: la Schlossanlage Schleißheim è uno dei complessi più grandi e spettacolari che la dinastia abbia lasciato in Baviera. È composto da tre edifici, l'Altes Schloss, il Neues Schloss e il castello di Lustheim, che racchiudono uno dei più importanti giardini barocchi d'Europa.
La storia comincia con il castello vecchio. Dal 1595 il duca Guglielmo V acquistò alcune fattorie con eremi e cappelle e fra il 1598 e il 1600 vi aggiunse una modesta casa signorile; dal 1617 suo figlio Massimiliano I la sostituì con un edificio ambizioso, sul modello delle ville tardorinascimentali dell'Italia settentrionale. Distrutto nella Seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1971-72, l'Altes Schloss ospita oggi due sedi distaccate del Museo Nazionale Bavarese, fra cui una collezione di oltre 6.000 oggetti sulle feste religiose dei popoli.
Quello nuovo, il più bello e grande, fu realizzato su commissione del principe elettore Max Emanuel. Negli anni Novanta del Seicento, all'apice della sua carriera, il principe progettò con l'architetto di corte Enrico Zuccalli una residenza a quattro ali che doveva inglobare il castello dei suoi avi. Le sconfitte militari e l'esilio in Francia, dal 1704 al 1715, lo costrinsero ad accontentarsi di un'unica ala: la struttura fu costruita fra il 1701 e il 1704, e dal 1719 Joseph Effner, formato a Parigi, ne disegnò le facciate e gli interni nello stile del tardo barocco francese. Il castello era appena terminato quando Max Emanuel morì, nel 1726. Gli affreschi dei soffitti sono del veneziano Jacopo Amigoni e di Cosmas Damian Asam, gli stucchi di Johann Baptist Zimmermann; lo scalone d'onore, la sala delle feste, la sala delle Vittorie e la Grande Galleria formano una delle sequenze di sale più importanti dell'architettura barocca. Nelle sale di rappresentanza le collezioni statali di pittura espongono capolavori della pittura barocca europea.
In fondo al vasto parco alla francese si trova il castello di Lustheim, fatto costruire da Max Emanuel fra il 1684 e il 1688 per le nozze con Maria Antonia, figlia dell'imperatore. Oggi ospita una collezione di porcellane antiche di Meissen, la più importante dopo quella di Dresda. Il giardino, con i canali tracciati da Zuccalli già nel 1684 e il parterre e la cascata disegnati dal 1715 da Dominique Girard, allievo di Le Nôtre, è uno dei pochi giardini barocchi giunti quasi intatti fino a noi; da aprile a settembre i giochi d'acqua funzionano ogni ora dalle 10 alle 16.
Nel 2026 i tre castelli sono aperti da aprile a settembre dalle 9 alle 18 e da ottobre a marzo dalle 10 alle 16, chiusi il lunedì; il biglietto complessivo costa 11 euro (9 il ridotto) ed è gratuito fino a 18 anni, e l'audioguida del castello nuovo è disponibile anche in italiano. Accanto al castello si trova la Flugwerft Schleißheim, la sede del Deutsches Museum dedicata all'aviazione. Da Monaco si prende la S1 fino a Oberschleißheim e poi l'autobus fino alla fermata «Schloss». Chi ama le residenze dei Wittelsbach può completare il quadro con il castello di Nymphenburg, in città.
Aying: il villaggio della birra Ayinger

Aying è un villaggio dell'Alta Baviera fra i venti e i venticinque chilometri a sud-est di Monaco, in un paesaggio di colline, prati e boschi. Il comune, che riunisce diciannove frazioni, contava 5.621 abitanti al 30 giugno 2026. Il paese è noto per l'ottima birra Ayinger, che qui viene prodotta dal 1878: la fabbrica fu fondata da Johann Liebhard insieme al padre Peter, e la prima birra fu spillata il 2 febbraio di quell'anno. L'azienda è sempre rimasta nella stessa famiglia: passò alla figlia Maria e al genero August Zehentmair e, dopo la morte di quest'ultimo nel 1936, alla famiglia Inselkammer, che la guida ancora oggi. Nel 1978, anno del centenario, la produzione toccò il record di 160.000 ettolitri; nel 1999 è stato inaugurato il nuovo birrificio alle porte del paese.
Il cuore del villaggio è raccolto intorno alla piazza, con la chiesa di St. Andreas e il suo campanile a cipolla, il Bräustüberl con il biergarten all'ombra dei castagni, il Brauereigasthof del 1923 e l'alto albero di maggio dipinto di bianco e d'azzurro. Il birrificio organizza visite guidate su prenotazione, anche in italiano su richiesta. Fra le birre della casa le più famose sono la Jahrhundert Bier, nata per il centenario, e il Celebrator, un doppio bock scuro. Il calendario è scandito dalle feste della birra, dallo Starkbierfest di marzo alla sagra d'ottobre con la corsa dei buoi, fino al mercatino di Natale nei fine settimana d'Avvento.
Da Monaco si arriva con la S5, che ferma ad Aying e porta in centro in circa quaranta minuti. Intorno al villaggio la storia è molto più antica della birra. Il nome di Aying compare per la prima volta in un documento del 6 marzo 791, con cui il chierico Rihperht donò i suoi beni «ad Eiingun» al duomo di Frisinga. Nel bosco del Hofoldinger Forst si segue ancora per circa sette chilometri il terrapieno di una strada romana, che collegava Augusta a Salisburgo e che lo stemma comunale ricorda con una banda d'argento. Nella frazione di Kleinhelfendorf la tradizione colloca il martirio del vescovo Emmeram, a metà del VII secolo: la chiesa barocca di St. Emmeram e la cappella del martirio sono mete di pellegrinaggio, collegate ad Aying da sentieri ad anello.
Le birre Ayinger si trovano anche nel centro di Monaco, nelle osterie della famiglia sul Platzl, di fronte alla Hofbräuhaus.
L'abbazia di Schäftlarn e la valle dell'Isar

Visitare Monaco di Baviera non vuol dire limitarsi alle piazze, ai monumenti e alle grandi collezioni della città, ma avventurarsi nello scoprire anche i dintorni, ricchi di attrazioni davvero interessanti, come nel caso dell'abbazia benedettina di Schäftlarn, conosciuta più che altro dai locali e ben poco dai turisti. Si trova una ventina di chilometri a sud della città, in fondo all'Isartal, la valle del fiume Isar che poi bagna Monaco.
Il monastero fu fondato intorno al 762, rinacque nel 1140 come canonica dei Premostratensi, fu soppresso nel 1803 e nel 1866 fu affidato ai Benedettini, che lo abitano ancora oggi e vi gestiscono un ginnasio. La chiesa, costruita fra il 1733 e il 1760, è un gioiello del rococò: vi lavorarono François de Cuvilliés, Johann Michael Fischer, Johann Baptist Zimmermann e lo scultore Johann Baptist Straub. Davanti al monastero c'è il Klosterbräustüberl, l'antica osteria della birreria del convento, con il giardino all'aperto, e da maggio a ottobre la chiesa ospita una stagione di concerti.
Con una breve passeggiata in mezzo alla natura dell'Isartal si arriva all'abbazia dalle stazioni di Ebenhausen-Schäftlarn e Hohenschäftlarn, sulla linea S7; in alternativa l'autobus 904 collega ogni ora la stazione di Hohenschäftlarn con il monastero. In auto si esce dall'autostrada A95 all'uscita Schäftlarn: per questo l'abbazia è anche una sosta comoda sulla strada verso i castelli di Ludwig II. Lungo il fiume, rinaturalizzato intorno al 2000, corrono i sentieri percorsi dai ciclisti diretti verso le Alpi e dai pellegrini del Cammino di Santiago: la prima tappa del Cammino di Monaco termina proprio a Schäftlarn. Il comune, formato da cinque località (Hohenschäftlarn, Ebenhausen, Kloster Schäftlarn, Neufahrn e Zell), conta poco più di 5.800 abitanti. Accanto alla chiesa il convento ha un giardino di rose aperto a tutti, e nel periodo dell'Avvento il fienile del prelato si riempie delle bancarelle di un piccolo mercatino. Altri grandi monasteri della regione sono presentati nella pagina sui santuari e le abbazie della Baviera.
Come organizzare le gite nei dintorni di Monaco
Quasi tutte le mete di questa pagina si raggiungono con la S-Bahn di Monaco, a volte con un breve tratto in autobus, ed è il modo più comodo per visitarle: si evitano il traffico e i parcheggi, spesso pochi e a pagamento, e si può brindare con la birra dei monaci senza pensieri. Per Dachau, per esempio, il memoriale consiglia il biglietto giornaliero M-1, valido sia per la S-Bahn sia per l'autobus. Zone, biglietti e abbonamenti sono spiegati nella pagina su come muoversi a Monaco, mentre per le mete più lontane è utile la guida su come muoversi in Baviera in treno.
Le gite si combinano facilmente fra loro, perché molte mete stanno sulla stessa linea o nella stessa direzione. Verso sud-ovest, una giornata può unire l'Ammersee e Andechs: si arriva a Herrsching con la S8, si fa un giro in battello e si sale a piedi al Sacro Monte. Il lago di Starnberg, sulla linea S6, merita una giornata a sé. Verso nord, la S1 collega Oberschleißheim e Freising: in una giornata si possono vedere il castello di Schleißheim la mattina e il Domberg e Weihenstephan il pomeriggio. Dachau, sulla S2, richiede invece una giornata dedicata, perché la visita del memoriale è lunga e impegnativa. Verso sud, Aying e Schäftlarn sono gite di mezza giornata, ideali per un pranzo all'osteria della birreria o del convento; le Terme di Erding, infine, sono la scelta giusta per una giornata di pioggia.
Ogni stagione ha le sue mete. Da Pasqua a metà ottobre navigano i battelli sui laghi e si visitano i giardini dei castelli nel loro momento migliore, mentre i giochi d'acqua di Schleißheim funzionano da aprile a settembre. L'autunno porta le sagre e le birre stagionali, l'inverno la birra invernale di Andechs e i piccoli mercatini di Natale dei villaggi, come quello di Aying. Per molti castelli statali, fra cui Schleißheim e Dachau, conviene valutare l'abbonamento ai castelli, e prima di partire è sempre utile dare un'occhiata al meteo in Baviera.
Chi fa base a Monaco può raggiungere ogni giorno una meta diversa e tornare in città la sera. Chi preferisce dormire fuori trova alloggi in quasi tutti i luoghi di questa pagina: le locande di campagna intorno ai laghi, gli alberghi di Freising vicini all'aeroporto, il Brauereigasthof di Aying, l'Hotel Victory delle terme di Erding. Le singole pagine di approfondimento indicano gli alberghi di ogni località, e una panoramica più ampia si trova nella guida agli hotel in Baviera.
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Dopo i dintorni, la città ha ancora molto da offrire. Il punto di partenza è il centro storico di Monaco, con la Marienplatz, le chiese, il palazzo della Residenz e le vie dello shopping, da percorrere a piedi.

Per gli appassionati d'arte ci sono i musei e le pinacoteche di Monaco, a cominciare dalla grande sala di Rubens dell'Alte Pinakothek, una delle collezioni di pittura antica più importanti del mondo.

Infine il verde: i parchi e le altre attrazioni di Monaco, dall'Englischer Garten con la Torre Cinese e il suo biergarten fino al Parco Olimpico, sono il modo migliore per concludere un viaggio fra la città e la sua campagna.



