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Il parco di Nymphenburg visto dal castello, con il viale, le statue, le aiuole e il canale in fondo

Parchi e attrazioni di Monaco di Baviera: cosa vedere

Giardini, castelli, stadi, quartieri, musei e luoghi insoliti della capitale bavarese

Monaco di Baviera non è fatta soltanto di centro storico e musei: la capitale bavarese nasconde una serie di parchi e attrazioni fuori dai percorsi più battuti che raccontano la città meglio di qualunque cartolina. C'è l'Englischer Garten, l'immenso parco aperto nel 1789; c'è il castello di Nymphenburg, la residenza estiva della corte, dove si torna indietro nel tempo fra eleganti saloni, il padiglione rococò di Amalienburg e il museo delle carrozze, con quelle stupende di Ludwig II. E ancora il giardino botanico accanto al castello, il Parco Olimpico con la sua Olympiahalle, l'Allianz Arena che si illumina di notte, il Tierpark Hellabrunn, i quartieri di Schwabing e Bogenhausen, il Königsplatz e, per rilassarsi dopo una giornata di visite, una nuotata nella magnifica Müllersches Volksbad.

Questa pagina funziona da mappa ragionata: per ogni luogo trovi che cosa lo rende speciale, qualche dato verificato, il modo migliore per viverlo e il rimando alla pagina di approfondimento. Se vuoi inquadrare tutto nel contesto della città, parti dalla guida completa a Monaco di Baviera e dalla pagina sul centro storico; per muoverti fra un luogo e l'altro ti servono i consigli su come muoversi a Monaco. Molte mete sono lontane fra loro: conviene raggrupparle per zona, per esempio il Giardino Inglese con il Lehel e Bogenhausen, oppure Nymphenburg con il giardino botanico, Blutenburg e la Borstei, oppure l'Olympiapark con la Allianz Arena, che si raggiungono in metropolitana.

Il grande parterre del parco di Nymphenburg con le statue bianche, le aiuole rosse e il canale centrale visto dal castello

Il bello dei parchi e dei luoghi di Monaco è la varietà: in un solo giorno puoi passare dalla birra sotto la Torre Cinese alla scultura in granito di un quartiere degli anni Venti, dalle zattere sull'Isar a un set cinematografico dove sono nate serie amate in tutta Europa. Le sezioni che seguono si possono leggere in ordine o saltando da una all'altra, ciascuna con il suo tema.

Englischer Garten, il Giardino Inglese di Monaco

La Torre Cinese, pagoda di legno a più piani, e il suo biergarten affollato nell'Englischer Garten

L'Englischer Garten di Monaco, il Giardino Inglese, è il polmone verde della città: una enorme distesa di prati, boschi, ruscelli e laghetti che parte a pochi passi dal centro storico e si allunga verso nord per circa cinque chilometri e mezzo, fino alla periferia. Con 376 ettari di superficie (411 se si contano anche le Maximiliansanlagen, l'Hofgarten e il Finanzgarten) è uno dei parchi cittadini più grandi del mondo, più esteso del Central Park di New York e dello Hyde Park di Londra.

Il parco nasce nel 1789: il 13 agosto di quell'anno il principe elettore Karl Theodor firmò il decreto che trasformava l'Hirschanger, un'area di caccia lungo l'Isar, in un parco destinato non a un solo ceto, ma a tutto il popolo. L'idea venne a Benjamin Thompson, il futuro conte di Rumford, ministro della guerra e riformatore sociale; la forma attuale si deve soprattutto all'artista del paesaggio Friedrich Ludwig von Sckell, che dal 1804 ridisegnò percorsi, piantagioni e corsi d'acqua. Dei 376 ettari circa 170 sono boschi, 187 prati e 16 specchi d'acqua; i sentieri misurano 78 chilometri e i ruscelli, scavalcati da più di cento ponti e passerelle, circa 15. Ogni anno lo frequentano oltre cinque milioni di persone, e l'ingresso è libero tutto l'anno.

Il giro classico parte dalla Haus der Kunst, tocca la casa del tè giapponese costruita nel 1972 per le Olimpiadi, sale al Monopteros, il tempietto neoclassico completato nel 1837 da cui si vede il centro di Monaco, e arriva alla Torre Cinese. Questa pagoda di legno alta 25 metri, costruita nel 1789-1790 e ricostruita fedelmente nel 1952 dopo la distruzione del 1944, è il simbolo del parco. Ai suoi piedi si apre uno dei biergarten più grandi di Monaco, con circa 7.000 posti a sedere, dove si può portare la propria merenda e comprare sul posto solo le bevande; accanto gira dal 1913 la giostra storica per bambini. Per un confronto con gli altri giardini della birra della città c'è la pagina sui migliori biergarten di Monaco.

Da non perdere, anche in pieno inverno, i surfisti dell'Eisbach: il canale che entra nel parco accanto alla Prinzregentenstraße forma un'onda stazionaria su cui i surfisti si alternano in ogni stagione. È uno spettacolo gratuito che si segue dal ponte, ma l'onda è adatta solo a surfisti esperti: dopo l'incidente mortale dell'aprile 2025 il surf è stato vietato e poi consentito di nuovo con un'ordinanza dell'8 maggio 2026, con regole precise, fra cui il leash autosganciante e il divieto dopo le 22. Poiché l'onda si forma in modo naturale, la sua presenza non è garantita. Fare il bagno nei ruscelli del parco è vietato, perché la corrente è pericolosa.

Il Giardino Inglese è bello in ogni stagione. In primavera e in estate i prati si riempiono di gente che prende il sole, e la Schönfeldwiese è l'area destinata al naturismo; la terza domenica di luglio, dalle 6 del mattino, ai piedi della Torre Cinese si tiene il Kocherlball, il ballo all'alba in abito tradizionale. In autunno i colori attorno al Monopteros sono fra i più fotografati della città. In inverno, durante l'Avvento, intorno alla Torre Cinese c'è un mercatino di Natale con piste per il curling bavarese, giostra e musicisti di ottoni sul tetto della pagoda: per gli altri mercatini della città vedi la guida ai mercatini di Natale. Chi vuole sapere quando andare può consultare anche il meteo in Baviera.

In pratica: il parco è aperto tutto l'anno, il barbecue e il campeggio sono vietati, i cani vanno tenuti al guinzaglio e ogni anno si raccolgono circa 120 tonnellate di rifiuti, quindi portare via i propri è il modo migliore per ringraziare il parco. Le fermate più comode sono Nationalmuseum/Haus der Kunst (tram 16, autobus 100) per l'onda dell'Eisbach, Universität o Giselastraße (U3, U6) per il Monopteros, Chinesischer Turm (autobus 54 e 154) per la pagoda e Studentenstadt (U6) per la parte nord. Tutti i dettagli sono nella pagina dedicata all'Englischer Garten.

Nymphenburg, la residenza estiva dei Wittelsbach

Il castello di Nymphenburg a Monaco visto oltre il canale, con le lunghe ali bianche dai tetti rossi

Il castello di Nymphenburg fino al 1918 era una delle principali residenze estive dei Wittelsbach, la famiglia che ha governato la Baviera come principi elettori e poi come re. L'origine risale al 1662, quando la principessa Enrichetta Adelaide di Savoia diede alla luce l'erede al trono Max Emanuel, con grande gioia della corte e soprattutto del marito, il principe elettore Ferdinand Maria. Il consorte volle regalare alla moglie una villa per le vacanze: i lavori cominciarono nel 1664 su progetto dell'architetto italiano Agostino Barelli, e fu la principessa a battezzare il luogo con un nome che richiamava l'Italia, «borgo delle ninfe». Il complesso fu poi ingrandito per più di un secolo, fino a diventare un grande palazzo barocco affiancato da ali e padiglioni, con la piazza semicircolare dello Schlossrondell.

La visita comincia dal castello, dove si ammirano la sala delle feste (Festsaal), affrescata da Johann Baptist Zimmermann e finita nel 1758, e la galleria delle bellezze: i ritratti di 36 donne di tutte le classi sociali dipinti da Joseph Stieler per Ludwig I, fra cui la «bella di Monaco» Helene Sedlmayr e Lola Montez. In una camera del castello è nato, il 25 agosto 1845, Ludwig II, il «re delle favole»; nel 1762 il piccolo Mozart, a sei anni, suonò qui davanti al principe elettore. Il castello si visita con un biglietto a fascia oraria.

All'interno del complesso si trova anche il museo delle carrozze di Nymphenburg, il Marstallmuseum, che custodisce oltre quaranta carrozze e slitte dei Wittelsbach: il pezzo più prezioso è la carrozza dell'incoronazione dell'imperatore Carlo VII, ma sono straordinarie anche quelle e le slitte di Ludwig II, il punto più alto dell'arte delle carrozze di gala dell'Ottocento. Al piano superiore, con lo stesso biglietto, il museo della porcellana racconta la manifattura fondata nel 1747. Nel 2026 castello e musei sono aperti dalle 9 alle 18 fino al 15 ottobre e dalle 10 alle 16 da quella data fino a marzo.

Il parco, aperto al pubblico dal 1792, passa dal Grande Parterre barocco al giardino all'inglese disegnato da Sckell, con canale centrale, laghi, cigni e sentieri. Nascosti fra gli alberi stanno i quattro padiglioni, costruiti per la caccia, il bagno, il tè e la meditazione: l'Amalienburg di François Cuvilliés (1734-1739), con la sala degli specchi coperta di stucchi d'argento, la Badenburg, dove si trova la prima piscina coperta e riscaldata dell'Europa moderna, la Pagodenburg e la Magdalenenklause. I padiglioni sono aperti da aprile al 15 ottobre e in inverno restano chiusi; il parco apre il cancello principale alle 6 del mattino. Il biglietto cumulativo estivo del 2026 costa 20 euro (16 euro in inverno), e i minori di 18 anni entrano gratis.

Nymphenburg si raggiunge dal centro con il tram 17, fermata «Schloss Nymphenburg», a cinque minuti a piedi. Per tutte le sale, il parco e i dettagli pratici c'è la pagina sul castello. Chi vuole proseguire sulle tracce dei Wittelsbach trova nella pagina su Ludwig II e i suoi castelli l'itinerario fra Neuschwanstein, Linderhof e Herrenchiemsee.

Giardino Botanico di Monaco-Nymphenburg

Le aiuole di rose del Giardino Botanico di Monaco davanti all'edificio principale con la cupola

Il Botanischer Garten di Monaco si trova accanto al castello di Nymphenburg, l'antica residenza estiva dei Wittelsbach, ed è stato inaugurato il 10 maggio 1914, durante il regno di Ludwig III, poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale. La superficie è di 21,2 ettari, di cui circa 18 aperti al pubblico. È considerato uno dei giardini botanici più importanti e meglio curati del mondo: vi si coltivano 16.240 specie e sottospecie di piante e lo visitano oltre 350.000 persone l'anno.

Il giardino all'aperto è un mosaico di aree: lo Schmuckhof, il cortile ornamentale con 35.000 tulipani, narcisi e giacinti in primavera; l'arboreto; l'Alpinum, con oltre 2.000 specie di montagna e mediterranee; il boschetto dei rododendri, che fioriscono da inizio maggio; la gola delle felci, il roseto e l'Hortus Conclusus, un giardino moderno premiato a Chelsea. Le serre coprono circa 4.500 metri quadrati e ospitano il Palmenhaus sotto una cupola alta 21 metri, la serra dei cactus, il Victoriahaus con le ninfee giganti e la collezione delle orchidee. In inverno, da metà dicembre ai primi di marzo, in una serra volano libere centinaia di farfalle tropicali, con biglietto a fascia oraria.

Nel 2026 il giardino è aperto tutto l'anno, tranne il 24 e il 31 dicembre; il biglietto giornaliero costa 5,50 euro (4 euro ridotto) e 6,50 euro durante le mostre speciali. Dal 25 ottobre 2026 al 27 marzo 2027 l'ingresso alle aree all'aperto è gratuito e si paga solo quello delle serre. L'ingresso principale è in Menzinger Straße 65, raggiungibile con il tram 17, fermata «Botanischer Garten». La pagina dedicata contiene calendario delle fioriture, orari e consigli per abbinare la visita al castello.

La storia del giardino comincia in centro città: il primo orto botanico di Monaco fu aperto nel 1812 su circa cinque ettari a ovest del Karlsplatz e oggi esiste ancora come parco pubblico, l'Alter Botanischer Garten. Dopo il 1871 la crescita della città rese necessario un trasferimento: il botanico Karl von Goebel, direttore dal 1891 al 1932, ottenne il via libera politico il 12 febbraio 1908 e nel nuovo complesso, costruito accanto al parco di Nymphenburg, si trasferirono anche l'istituto di botanica e le collezioni scientifiche statali. L'edificio principale, con interni in stile Jugendstil monacense, custodisce erbari con circa tre milioni di campioni. Il giardino appartiene alle collezioni scientifiche statali della Baviera ed è anche un luogo di ricerca su orchidee, piante succulente ed effetti del cambiamento climatico sulle Alpi.

Chi ama la montagna deve sapere che il giardino gestisce da oltre cento anni anche un giardino alpino sullo Schachen, a 1.860 metri di quota nel massiccio del Wetterstein, con oltre 1.000 specie, raggiungibile solo a piedi. Un censimento del 2018 ha contato nel giardino di Monaco 45 specie di uccelli, 26 delle quali nidificano qui, mentre intorno allo stagno vivono libellule, pesci e anfibi. Per il futuro è annunciata, nel 2027, una nuova serra alpina senza barriere architettoniche. Nelle giornate di pioggia le serre sono il rifugio ideale: si passa in pochi passi dall'aria secca del deserto all'umidità della foresta pluviale, ed è bene vestirsi a strati. Per una pausa c'è il caffè del giardino, nel padiglione che dal 1936 ospita la ristorazione, con caffè e torte.

Olympiapark, il Parco Olimpico di Monaco

Panorama dell'Olympiapark di Monaco con il lago, le coperture a tenda, l'Olympiaturm e il grattacielo BMW

Realizzato in occasione delle Olimpiadi del 1972, l'Olympiapark è una tappa importante per il turista ma anche per gli appassionati di sport e soprattutto di calcio. Sorge sull'ex aeroporto dell'Oberwiesenfeld, nel quartiere di Milbertshofen-Am Hart: i movimenti di terra cominciarono nel 1968 e nel 1971-1972 furono piantati circa 3.100 grandi alberi. L'area, di 85 ettari, è famosa per la copertura a tenda dell'Olympiastadion disegnata da Frei Otto, per le strutture sportive di Günther Behnisch e per il paesaggio aperto di Günther Grzimek, con il lago, la collina e i prati. Per conoscere meglio la storia e le strutture c'è la pagina dedicata al parco.

Nel grande stadio si sono affrontate per oltre trent'anni, fino al 2005, le due squadre di Monaco: il Bayern München e il meno conosciuto ma più antico München 1860. Con il trasferimento delle partite all'Allianz Arena l'Olympiastadion, che può contenere fino a 77.337 spettatori, è diventato soprattutto la sede di grandi concerti; ha ospitato anche gare automobilistiche e gli X-Games. Dal 1972 al parco sono stati registrati circa 235,8 milioni di visitatori e oggi ne arrivano circa quattro milioni l'anno, senza contare chi passeggia e corre.

Il simbolo del parco è l'Olympiaturm, la torre alta 291,28 metri con la piattaforma panoramica a circa 180 metri, chiusa dal giugno 2024 per un lungo intervento di ristrutturazione, previsto in circa due anni: prima di programmare la salita conviene controllare se sia già stata riaperta. La collina del parco, l'Olympiaberg, offre piste da slittino di varie difficoltà, mentre la Olympia-Schwimmhalle propone corsi e una zona sauna. Il parco è raggiungibile con la U3 (e la U8), il tram 20 e diversi autobus; l'indirizzo è Spiridon-Louis-Ring 21, 80809 Monaco. Nella stessa zona si trova la BMW Welt, vedi la pagina sul BMW Museum.

Il parco è molto più di uno stadio e di una torre: ha 15 luoghi numerati, fra cui l'Olympiastadion, l'Olympiahalle, la piscina olimpica, l'Olympiaturm, la collina, il Theatron e il campo di regata olimpico. Ogni anno vi si tengono diverse centinaia di eventi, dai concerti agli spettacoli sportivi. La parte più bella è però la passeggiata: salendo sulla collina si ha una vista aperta sul lago e sulle coperture a tenda, e al tramonto la luce sulle coperture trasparenti regala una delle immagini più riconoscibili di Monaco.

Allianz Arena, lo stadio che si illumina di notte

L'Allianz Arena di Monaco di Baviera illuminata di rosso di notte

Costruita su progetto degli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, l'Allianz Arena è dal 2005 lo stadio di Monaco e la casa del Bayern. Sorge a Fröttmaning, all'estremità nord della città, accanto all'incrocio fra le autostrade A9 e A99. La prima pietra fu posata il 21 ottobre 2002 e l'impianto fu consegnato il 30 aprile 2005, dopo un referendum in cui il 65,8 per cento dei votanti aveva detto sì al nuovo stadio; il costo complessivo fu di 340 milioni di euro. Il Monaco 1860 giocò qui fino alla retrocessione del 2017 e oggi lo stadio è la casa del solo Bayern.

Ciò che la rende inconfondibile è l'involucro di cuscini d'aria che cambia colore: 2.874 rombi in ETFE, una pellicola spessa 0,2 millimetri, coprono 66.500 metri quadrati e sono illuminati da oltre 300.000 LED capaci di riprodurre fino a 16 milioni di colori. Il rosso è il colore del Bayern, ma lo stadio si accende anche di bianco e di altri colori in occasioni speciali. La capienza è di 75.024 posti nelle partite nazionali e 70.000, tutti a sedere, in quelle internazionali.

Nell'estate del 2006 ha ospitato la partita inaugurale e altre cinque gare dei Mondiali; nel 2012 la finale di Champions League, la «finale in casa» persa dal Bayern ai rigori con il Chelsea; nel 2021 quattro partite degli Europei 2020, rinviati per la pandemia; nel 2024 sei partite degli Europei e nel 2025 una seconda finale di Champions League. Sono previste anche partite della NFL, il campionato di football americano. Per sapere cosa si vede dentro, la pagina dedicata spiega le visite guidate dello stadio e il museo del Bayern, aperti tutti i giorni dalle 10 alle 18 nei giorni senza partite; nel 2026 il biglietto museo più visita guidata costa 25 euro. Dal centro si arriva con la U6, fermata Fröttmaning, in circa 16 minuti da Marienplatz.

Dentro lo stadio non c'è solo il campo: gli spazi per la ristorazione occupano 6.000 metri quadrati con 32 chioschi e due ristoranti per i tifosi, e in tutto lo stadio si paga senza contanti. Il museo del Bayern, inaugurato il 25 maggio 2012, è il più grande museo di una società sportiva in Germania, con 3.300 metri quadrati di esposizione: racconta il club dalla fondazione, nel 1900, ai successi più recenti, con la «Via Triumphalis» dei trofei e la Hall of Fame dei grandi giocatori. Dall'estate 2018 i seggiolini rossi dell'anello intermedio compongono lo stemma della società, e nell'anello inferiore della tribuna ovest si legge il motto «Mia san mia».

La visita guidata dura 60 minuti, in tedesco o in inglese, e porta nella sala delle conferenze stampa, negli spogliatoi, nel tunnel da cui i giocatori entrano in campo e a bordo campo. Lo stadio e il museo sono chiusi il 24, 25 e 26 dicembre, il 31 dicembre e il 1° gennaio. In auto si esce a Fröttmaning dalla A9 o dalla A99; nei giorni senza partite il parcheggio dei pullman costa 5 euro per le auto. Nel 2026 il museo è in fase di ampliamento, con lavori fino a fine ottobre. In molte giornate i posti delle visite si esauriscono, quindi conviene prenotare in anticipo.

Königsplatz, l'Atene sull'Isar di Ludwig I

Königsplatz a Monaco con i Propilei a sinistra e la Glyptothek a destra sotto il cielo azzurro

Fatta costruire da re Ludwig I (1786-1868) nella prima metà dell'Ottocento, la Königsplatz rientra nel grande progetto urbanistico con cui il sovrano volle trasformare la capitale della Baviera in una «Atene dell'Isar». Su tre lati di un grande prato si affacciano la Glyptothek, il museo della scultura greca e romana inaugurato nel 1830, le Staatliche Antikensammlungen con i vasi, i bronzi e i gioielli dell'antichità, e i Propilei di Leo von Klenze, ispirati all'ingresso dell'Acropoli di Atene. Ogni edificio ha un ordine architettonico diverso, dorico, ionico e corinzio, e formano uno degli scorci più fotografati di Monaco.

La piazza racconta però anche una pagina buia. Durante gli anni del regime Hitler usò spesso la Königsplatz per i suoi comizi e per le parate militari: nel 1935 i prati furono sostituiti da oltre ventimila lastre di granito e il 10 maggio 1933 vi furono bruciati i libri degli autori sgraditi al regime. La sede del partito nazista era situata poco distante, nella Braunes Haus e in una serie di palazzi, alcuni tuttora esistenti; al posto della Braunes Haus sorge dal 2015 il cubo bianco del Centro di documentazione sul Nazismo, a ingresso libero, di cui parla la pagina sul Centro di documentazione sul Nazismo. Nel 1938, nel vicino Führerbau, fu firmato l'Accordo di Monaco.

Oggi i prati sono tornati, ripiantati nel 1987-1988, e d'estate la piazza ospita concerti e cinema all'aperto. Nel 2026 la Glyptothek e le Antikensammlungen sono aperte da martedì a domenica dalle 10 alle 17, con un biglietto giornaliero di 6 euro valido per i due musei; il lunedì sono chiusi. La Königsplatz è sempre accessibile e si raggiunge con le linee U2 e U8, fermata Königsplatz. Per gli approfondimenti sui musei vedi la pagina sulla Glyptothek e quella sulla Lenbachhaus, la villa che si affaccia proprio sulla piazza.

La Glyptothek è l'unico museo al mondo dedicato esclusivamente alla scultura antica, e fra i suoi capolavori ci sono il Kuros di Tenea e le sculture del tempio di Aphaia a Egina, acquistate all'asta da Ludwig nel 1812. Di fronte, le Antikensammlungen conservano una delle più importanti raccolte al mondo di vasi attici, con la coppa di Dioniso di Exekias del VI secolo a.C. Alle spalle della piazza, la basilica benedettina di St. Bonifaz custodisce le tombe di Ludwig I e della regina Teresa, morta di colera nel 1854, mentre sulla vicina Karolinenplatz un obelisco nero del 1833 ricorda i soldati bavaresi caduti nella campagna di Russia. Un giro a piedi della piazza richiede poco, ma con i musei e il Centro di documentazione la visita occupa facilmente mezza giornata.

La sala di Rubens dell'Alte Pinakothek con le grandi tele barocche alle pareti rosse e alcuni visitatori

La Königsplatz è anche il cuore del Kunstareal, il quartiere dei musei che comprende le Pinacoteche e che la pagina sui musei e pinacoteche di Monaco descrive nel dettaglio.

Schwabing, il quartiere degli artisti

La fontana in Geschwister-Scholl-Platz davanti al portico dell'Università di Monaco

Sviluppatosi nel corso dell'Ottocento intorno alla Ludwigstraße e alla Leopoldstraße, il quartiere di Schwabing è ben presto divenuto il centro culturale e artistico di Monaco. Il suo nome compare per la prima volta nel 782 come «Svapinga», e il villaggio fu annesso alla città il 20 novembre 1890. Nel 1885 fu rifondata l'Accademia di belle arti, che contribuì a fare di Schwabing e della vicina Maxvorstadt un quartiere di artisti; la Schwabing della Belle Époque fu il ritrovo della bohème, finché la Prima guerra mondiale non ne spense l'epoca. Nel 1896 nacquero le riviste «Simplicissimus» e «Jugend», quest'ultima all'origine del nome Jugendstil, il Liberty tedesco. Una frase di Fanny zu Reventlow lo riassume: Schwabing non è un quartiere, ma un movimento dello spirito.

La visita inizia dall'imponente St. Ludwig (Ludwigstraße 20), parrocchia e chiesa dell'Università, voluta da re Ludwig I ed edificata fra il 1829 e il 1844 dall'architetto Friedrich von Gärtner: è la prima grande chiesa neoromanica, e custodisce «Il Giudizio Universale» di Peter von Cornelius, dipinto fra il 1836 e il 1840 e considerato il secondo affresco d'altare più grande del mondo dopo quello di Michelangelo nella Cappella Sistina. Si prosegue con l'Università, trasferita da Landshut a Monaco nel 1826, il cui edificio principale su progetto di Gärtner fu concluso nel 1840 sulla piazza che oggi porta il nome dei fratelli Scholl, fra i protagonisti della resistenza della Rosa Bianca. Poi la Siegestor, l'arco di trionfo che chiude la Ludwigstraße, e una passeggiata alla scoperta di belle case Jugendstil.

La Münchner Freiheit, ribattezzata così nel 1947, è il cuore della vita serale; lungo la Leopoldstraße si incontrano caffè, librerie e studenti. Oggi Schwabing è un quartiere vivace in cui la memoria della bohème convive con le università e i musei; per un quadro storico generale si può leggere la pagina sulla storia di Monaco. Tutti i dettagli sul quartiere sono nella pagina dedicata a Schwabing.

I luoghi di Schwabing parlano anche di resistenza: nel 1943 Hans e Sophie Scholl furono arrestati nell'Università mentre distribuivano volantini contro il regime, e la piazza porta oggi il loro nome. Chi percorre la Ludwigstraße, uno dei grandi viali monumentali voluti da Ludwig I, vede in sequenza la chiesa, l'Università e la Siegestor: un museo a cielo aperto dell'architettura dell'Ottocento, su progetti di Friedrich von Gärtner. Il consiglio è di esplorare il quartiere a piedi, entrando nelle vie laterali, dove le facciate Jugendstil spuntano fra negozi e caffè.

Lehel e Bogenhausen, i quartieri eleganti sull'Isar

L'Angelo della Pace a Monaco illuminato di notte, con le scalinate e la fontana

Il tour comincia nella St.-Anna-Platz, sulla quale si affacciano le due chiese di St. Anna, affidate ai Francescani: quella antica, costruita fra il 1727 e il 1733 su progetto di Johann Michael Fischer con affreschi di Cosmas Damian Asam e stucchi di Egid Quirin Asam, è la prima chiesa rococò dell'Antica Baviera; quella parrocchiale, neoromanica, fu costruita fra il 1887 e il 1892. Il giovedì la piazza ospita un mercato contadino. Ci si sposta poi nella Maximilianstraße per ammirare il monumento di Re Maximilian II, opera di Caspar von Zumbusch, e si attraversa l'Isar fino al Maximilianeum, dal 1949 sede del Parlamento della Baviera, poi si sale all'Angelo della Pace di Monaco.

Il Friedensengel è una statua dorata alta sei metri sopra una colonna: con il monumento si raggiungono 38 metri. Fu costruito fra il 1896 e il 1899 per celebrare i venticinque anni di pace seguiti alla guerra franco-prussiana e domina la Prinzregentenstraße. Nonostante il nome non è un angelo cristiano ma una copia della Nike di Paionios, la dea greca della vittoria. Dal 1983 le ali puntano più ripide verso il cielo, dopo il restauro che seguì lo smontaggio del 1981. Il tramonto dalla terrazza è uno dei momenti più belli della città.

Oltre l'Angelo della Pace comincia Bogenhausen, il quartiere delle ville: qui si trovano il museo Villa Stuck, la residenza e atelier del pittore Franz von Stuck, aperta nel 2026 dal martedì alla domenica dalle 11 alle 18 con biglietto di 9 euro; il Prinzregententheater, inaugurato nel 1901 sul modello del teatro di Wagner a Bayreuth; la chiesa rococò di St. Georg con il piccolo cimitero dei personaggi famosi, e i grattacieli dell'Arabellapark. Il Lehel confina con l'Englischer Garten e con l'Eisbach e ha lungo la Prinzregentenstraße alcuni dei musei più importanti, come la Haus der Kunst e il Bayerisches Nationalmuseum. Il giro completo si fa in una giornata a piedi, con il tram 16 e 17 per i tratti in salita.

Alcuni quartieri raccontano più di altri la storia sociale della città. Il Lehel nacque come sobborgo dei braccianti e dei barcaioli, fu il primo dei sobborghi annessi alla città, nel 1724, e per secoli ebbe sull'Isar uno degli scali di zattere più grandi d'Europa. Bogenhausen era invece un villaggio di contadini e di fornaciai, annesso a Monaco nel 1892, e oggi è la parte più ricca ed elegante della città, fra ville, consolati e giardini: al numero 3 della Möhlstraße ha sede il Consolato Generale d'Italia, punto di riferimento per gli italiani che vivono in Baviera. A Bogenhausen visse dal 1914 al 1933 anche Thomas Mann, in una villa che fu ricostruita nel 2002-2005 e oggi è privata, visibile solo dalla strada. Al Friedensengel si tiene ogni estate per alcuni giorni la festa dell'Angelo della Pace.

Müllersches Volksbad, la piscina Liberty di Monaco

La sala piccola del Müller'sches Volksbad, l'ex piscina delle donne, con la cupola e le gallerie

Dopo una giornata trascorsa a visitare palazzi, chiese e musei, il corpo ha bisogno di relax e una soluzione ideale si trova proprio nel centro di Monaco: la storica piscina pubblica Müller'sches Volksbad, un gioiello Jugendstil, il Liberty tedesco, che si trova di fronte al Deutsches Museum, sulla riva destra dell'Isar. È senza dubbio una delle più belle piscine in Europa, ricca di stucchi, preziosi lampadari e marmi.

Fu inaugurato nel maggio 1901, come primo bagno coperto pubblico di Monaco, grazie alla donazione dell'ingegnere Karl Müller, che volle offrire ai monacensi più poveri un luogo dove lavarsi. Il progetto dell'architetto Carl Hocheder unì la funzione igienica alla magnificenza di un palazzo, con elementi che richiamano le terme romane, le chiese barocche e gli hammam: è uno stile detto «Jugendstil barocchizzante». Non è un museo, ma un bagno comunale in piena attività: le due piscine coperte (la vasca grande è lunga 31 metri, quella piccola 18) e il bagno romano-irlandese, che esiste dal giorno dell'apertura, si usano ancora oggi. La separazione fra uomini e donne è finita nel 1989, e resta solo il martedì riservato alle donne.

Nel 2026 l'ingresso intero alla piscina costa 5,80 euro e la sauna, piscina compresa, 23 euro per quattro ore; il bagno ha orari diversi per piscina e sauna e il lunedì apre solo di pomeriggio. L'edificio, tutelato come monumento, non è accessibile alle persone con disabilità motorie. Una volta al mese, l'ultimo venerdì, si tiene una visita guidata di mezz'ora. Si raggiunge a piedi dall'Isartor oppure con il tram 17, fermata Deutsches Museum. Sempre in tema di relax, per altre idee c'è la guida alle terme della Baviera.

La storia del bagno comincia nel 1894, quando Karl Müller donò alla città un complesso di case con la condizione che il ricavato servisse a costruire un bagno pubblico per chi non aveva il bagno in casa. Il cantiere si aprì nel 1897 e durò circa quattro anni; una piena dell'Isar allagò il seminterrato e ritardò l'apertura al maggio 1901. All'inizio c'erano 86 vasche da bagno e 22 docce, e perfino un bagno per i cani, chiuso nel 1978. Nel 1977 le sue sale fecero da set ad alcune scene di «Suspiria» di Dario Argento. Il percorso della sauna romano-irlandese passa per sale ad aria calda a 40, 60 e 80 gradi, e dopo il nuoto si può cenare nel ristorante Rustikeria, che propone cucina toscana in un ambiente anch'esso Jugendstil. Per una passeggiata ci sono le rive dell'Isar, il Deutsches Museum e il quartiere di Haidhausen.

Tierpark Hellabrunn, lo zoo di Monaco

Elefanti nel recinto del Tierpark Hellabrunn di Monaco, accanto a un padiglione bianco dal tetto azzurro

Il Tierpark Hellabrunn, situato lungo le sponde del fiume Isar, nella parte meridionale della città, è stato aperto il 1° agosto 1911 ed è dal 1928 il primo «geo-zoo» del mondo: gli animali non sono sistemati per famiglie zoologiche ma secondo il continente da cui provengono, così che la visita diventa un viaggio dal Polo all'Africa, dall'Asia all'America e all'Australia. Il parco misura 40 ettari, all'interno dell'area di tutela delle Isarauen, e ospita animali di circa 500 specie e razze. Spesso a separare i visitatori da giraffe, orsi polari o gorilla ci sono soltanto un fossato d'acqua o una vetrata.

Fra le tappe imperdibili ci sono la Polarwelt, il mondo polare con orsi bianchi, pinguini e otarie, aperta nell'estate 2017; la savana delle giraffe del 2013; la storica casa degli elefanti (Elefantenhaus) di Emanuel von Seidl, inaugurata nel 1914 e restaurata nel 2016; il mondo delle scimmie con gorilla, scimpanzé e oranghi; la grande voliera progettata da Frei Otto; e, nel Mühlendorf, il villaggio degli animali domestici con razze antiche e minacciate. Appena entrati dall'ingresso Isar si incontrano le caprette nane dell'Africa occidentale nel recinto delle carezze. È una tappa imperdibile per chi ha figli piccoli, ma non solo: i pasti commentati dei custodi, fra le 10 e le 12.15 e poi nel pomeriggio, permettono di vedere pinguini, leoni, tigri, elefanti e orsi polari nello stesso giorno. Nel 2028 è prevista l'apertura di un recinto per una coppia di panda giganti.

Lo zoo è aperto 365 giorni l'anno: nel 2026 dalle 9 alle 18 fino al 24 ottobre e dalle 9 alle 17 dal 25 ottobre. Dal 1° ottobre 2026 il biglietto giornaliero costa 24 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini da 4 a 14 anni. Si arriva con la U3, fermata Thalkirchen (Tierpark), a tre minuti a piedi dall'ingresso Isar. Per altre idee con i più piccoli c'è la pagina sulla Baviera per i più piccoli; i dettagli sulle strutture, sugli orari e sui prezzi sono nella pagina dedicata a Hellabrunn.

Il 23 maggio 1928, con il nuovo direttore Heinz Heck, Hellabrunn riaprì come primo geo-zoo del mondo, dopo la chiusura del 1922 per l'inflazione. Nel 1944 i bombardamenti la chiusero di nuovo, ma già a metà maggio 1945 il parco riaprì. Fra le novità recenti ci sono il recinto degli orsi polari del 2010, il recinto dei leoni del 2022 e la Dschungelwelt, riaperta il 25 giugno 2026 dopo un restauro. Nel 2025 lo zoo ha accolto 1.760.299 visitatori.

Chi viaggia con i bambini troverà i recinti delle carezze, i parchi giochi e il piccolo treno storico del Kinderland. I percorsi sono lunghi e in parte in salita: per questo si noleggiano i carretti a mano a 7 euro al giorno. È vietato dare cibo agli animali, i cani sono ammessi solo al guinzaglio corto e non nelle case degli animali, e non ci sono armadietti per i bagagli. Il consiglio più utile è arrivare all'apertura, alle 9, quando le prime ore sono più tranquille. Chi ha un po' più di tempo può uscire dall'ingresso Flamingo, da cui l'autobus 52 riporta a Marienplatz.

Blutenburg, il castello medievale di Monaco

Castello di Blutenburg a Monaco visto oltre lo stagno: la casa padronale bianca, le torri e le mura con l'edera

La storia del castello di Blutenburg risale al 1430, quando il duca Albrecht III di Baviera trasformò un piccolo maniero adagiato sul fiume Würm, il Pluedenburg, nella sua residenza di campagna. Qui trascorse dei momenti sereni in compagnia della sua amante Agnes Bernauer, che in seguito sposò segretamente, con ogni probabilità nella primavera del 1432. La famiglia del duca cercò in ogni modo di separare la coppia: il 12 ottobre 1435 Agnes fu gettata dal ponte nel Danubio a Straubing e morì annegata.

Il castello si trova nel quartiere di Obermenzing, all'estremità occidentale della città, ed è uno dei luoghi più tranquilli della zona ovest. Dopo la morte di Albrecht il vero signore di Blutenburg fu il figlio, il duca Sigismondo, che vi si ritirò nel 1467 e vi fece costruire la cappella tardogotica di Blutenburg, con gli altari dipinti da Jan Polack, le statue dei dodici apostoli e le vetrate del 1497: l'ingresso alla cappella è gratuito. Oggi il castello ospita la Biblioteca Internazionale della Gioventù, la più grande al mondo per la letteratura per l'infanzia e la gioventù, con circa 675.000 libri in più di 250 lingue, e piccoli musei dedicati a Michael Ende, James Krüss, Erich Kästner e Binette Schroeder.

Nel 2026 la cappella è aperta dalle 9 alle 17 dal 1° aprile al 30 settembre e dalle 10 alle 16 negli altri mesi; i musei costano 5 euro. Dal centro si prende la S-Bahn fino a Pasing e poi il Metrobus 56 fino al capolinea Schloss Blutenburg. Vale la pena unire la visita a una passeggiata lungo la Würm, con la pagina dedicata che spiega orari e dettagli.

La biblioteca per bambini, ricavata nelle antiche stalle, ha circa 20.000 libri in 24 lingue, fra cui l'italiano, e il prestito è gratuito: una risorsa preziosa per le famiglie italiane che vivono a Monaco. Il Michael-Ende-Museum, nel sottotetto, è dedicato all'autore della «Storia infinita» e di «Momo» ed è aperto solo il fine settimana. A dicembre nel cortile si tiene la «Blutenburger Weihnacht», il mercatino di Natale organizzato dall'associazione del castello, e a metà ottobre un mercato della ceramica con una cinquantina di espositori, che nel 2026 si è tenuto il 17 e 18 ottobre. L'ultimo tratto dalla stazione di Pasing si può fare a piedi lungo la Würm, in circa 25 minuti. Attenzione: dal 20 ottobre al 23 novembre 2026 il ponte d'accesso dalla Verdistraße è chiuso per essere sostituito, e le auto devono passare dalla Grandlstraße.

Bavaria Film, la Hollywood sull'Isar

Bambini in groppa al drago bianco Fucur della Storia infinita negli studi della Bavaria Filmstadt

La chiamano la Hollywood sull'Isar: si tratta del complesso degli studi cinematografici di Monaco di Baviera, che sorgono alla periferia sud della città, a Geiselgasteig. Fondata il 1° gennaio 1919, la cinecittà tedesca è stata il set, tra gli altri, di «La storia infinita», di «Das Boot» (U-Boot 96) di Wolfgang Petersen, di «Asterix e Obelix contro Cesare» e di «Profumo – Storia di un assassino». Sul terreno, di circa 30 ettari, si gira ancora ogni giorno, e oggi vi nasce anche la telenovela Tempesta d'amore. Per i fan di questa serie c'è la pagina sulla soap bavarese Tempesta d'amore.

Quanto a Derrick, alcune scene furono girate negli studi, ma la serie nacque come produzione di Helmut Ringelmann, lo stesso produttore di «Der Alte» e di «Siska»: per i luoghi e le curiosità c'è la pagina su Derrick, un mito della tv. Dal 1981, dopo le riprese di «Das Boot», una parte degli studi è aperta al pubblico come Bavaria Filmstadt: la visita guidata di circa 90 minuti mostra scenografie originali, dal sottomarino al drago bianco Fucur, e comprende il 4D Kino. Nel 2026 il biglietto Kombi costa 24 euro per gli adulti e 21 euro per i ragazzi da 6 a 17 anni.

Gli orari seguono un calendario pubblicato dagli studi, con orario lungo e orario ridotto e alcuni giorni di chiusura in inverno; nel 2026, fino al 31 ottobre, si apre dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 e il sabato e la domenica dalle 9 alle 18. Si arriva con il tram 25 in direzione Grünwald fino alla fermata Bavariafilmplatz. Altri dettagli sono nella pagina dedicata a Bavaria Film.

La storia degli studi comincia con la Emelka, la «Münchner Lichtspielkunst AG» fondata da Peter Ostermayr il 1° gennaio 1919: negli anni Venti vi girò i suoi primi film anche il giovane Alfred Hitchcock, «The Pleasure Garden» e «The Mountain Eagle». Gli studi hanno dodici teatri di posa, da piccoli studi di 50 metri quadrati a capannoni di oltre 3.000, e fra i soci del gruppo ci sono quattro emittenti pubbliche e la banca di sviluppo bavarese. Fra i titoli girati negli anni ci sono anche «Cabaret» con Liza Minnelli e i film di Michael «Bully» Herbig. Nella visita si recita anche davanti alla telecamera, nelle ricostruzioni di «Die Rosenheim-Cops» o nell'aula di «Fack ju Göhte». I bambini troveranno all'ingresso una torre giochi a forma di «B», e la Filmstadt ha ottenuto la certificazione «Reisen für Alle» sull'accessibilità.

Borstei, il quartiere giardino di Bernhard Borst

Un cortile della Borstei a Monaco con le statue, la colonna con la figura in bronzo e le case dai tetti rossi

L'architetto e costruttore Bernhard Borst ha edificato tra il 1924 e il 1929 un nuovo «quartiere» nella periferia nord-occidentale di Monaco, quasi una piccola città dentro la città. Le ultime case furono completate nel 1929. Il progetto prevedeva la realizzazione di depositi e laboratori per la sua ditta di costruzione, ai quali affiancare un insediamento abitativo destinato alla classe media; strada facendo Borst decise di costruire l'intero quartiere intorno ai giardini.

La Borstei, oggi nel distretto di Moosach e tutelata come monumento, occupa 68.690 metri quadrati, di cui solo 19.062 costruiti. Le 77 case, con 773 appartamenti, racchiudono sette cortili con nove fontane, 51 statue e quattro affreschi; il verde fu progettato dall'architetto paesaggista Alwin Seifert. All'epoca era un modello di modernità: riscaldamento centralizzato, acqua calda corrente e la prima centrale termica centralizzata della Germania, entrata in funzione nel 1928. È un quartiere vivo, abitato da circa duemila persone, i cui giardini sono aperti a tutti: si può passeggiare, prendere un caffè e visitare, su appuntamento e gratuitamente, il Borstei-Museum, aperto nel 2006.

La Borstei si raggiunge con il tram 20 o 21, fermata «Borstei», sulla Dachauer Straße; in primavera fioriscono i ciliegi giapponesi, d'estate le rose. Bastano un'ora o due per un primo giro, ricordando che si tratta di un complesso residenziale abitato. La pagina dedicata racconta la storia, l'architettura e le informazioni pratiche.

Bernhard Borst nacque a Offenburg nel 1883 e si trasferì a Monaco da bambino; imparò il mestiere di muratore, nel 1910 fondò il suo studio e la sua impresa, e ricevette numerosi riconoscimenti, fra cui il titolo di senatore onorario del Politecnico di Karlsruhe, per cui nella Borstei è ancora «il signor senatore». Morì nel 1963 ed è sepolto nel vicino Westfriedhof. Il museo, il più piccolo di Monaco, conserva il Kasperl della Borstei, una figura di legno del burattino bavarese premiata nel 2018 come «tesoro della patria». Nelle vicinanze, nel distretto di Moosach, si trovano il Pelkovenschlössl e il Westfriedhof, e oltre il Mittlerer Ring si apre l'Olympiapark.

Cimiteri di Monaco, un tour nella città insolita

La chiesa di San Giorgio a Bogenhausen con il campanile a cipolla e le croci del cimitero tra gli alberi

Un tour nella Monaco più insolita e meno turistica ci porta a scoprire le tombe di molti personaggi famosi che hanno trovato l'ultimo riposo nei cimiteri della città: carnefici e vittime del Nazismo come gli esponenti del movimento della Rosa bianca, letterati, scienziati, premi Nobel e tante personalità illustri della Baviera. Sophie e Hans Scholl e Christoph Probst riposano insieme nel Friedhof am Perlacher Forst, mentre nel piccolo cimitero di Bogenhausen, che ha solo 208 posti molto ambiti, sono sepolti Rainer Werner Fassbinder, Erich Kästner e Bernd Eichinger.

Fra le tombe più cercate ci sono quella dello stilista Rudolph Moshammer all'Ostfriedhof, di Soraya, seconda moglie dell'ultimo scià di Persia, al Westfriedhof, e quella di Michael Ende, l'autore della «Storia infinita», nel Waldfriedhof, segnata da un grande libro di bronzo. Nell'Alter Südfriedhof, il più antico cimitero di Monaco ancora conservato, aperto nel 1563, riposano gli architetti Leo von Klenze e Friedrich von Gärtner. I cimiteri di Monaco di Baviera sono aperti con ingresso gratuito, per esempio nel 2026 dalle 8 alle 20 da aprile ad agosto e dalle 8 alle 17 da novembre a febbraio.

Chi cerca le tombe dei re di Baviera deve invece visitare le chiese del centro: Ludwig II riposa nella cripta della chiesa di San Michele. I cimiteri sono luoghi di raccoglimento: niente cani, biciclette spinte a mano, silenzio. La pagina dedicata contiene la mappa di ogni cimitero, i numeri delle tombe e le fermate dei mezzi pubblici.

I grandi cimiteri comunali furono quasi tutti progettati dall'architetto Hans Grässel fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, e il Waldfriedhof, il «cimitero della foresta» inaugurato nel 1907, fu il primo cimitero di questo tipo in Germania. Con 64.500 tombe è oggi il più grande di Monaco e ospita anche il Cimitero Militare Italiano, creato nel 1922 per i soldati italiani morti in prigionia durante la Prima guerra mondiale, con più di 3.200 tombe. L'Alter Südfriedhof, aperto nel 1563 per seppellire i morti della peste fuori dalle mura, si estende su circa sette ettari e ha circa 18.000 tombe. Ogni sepoltura ha un codice per trovarla, formato da campo, fila e posto: quello di Johannes Heesters, per esempio, è 56-1-1. Fuori città, nel cimitero di Gräfelfing, riposa l'attore Horst Tappert, il celebre ispettore Derrick.

Olympiahalle, il palazzetto del Parco Olimpico

Lo stadio olimpico di Monaco con la copertura a tenda, le tribune verdi e il parco in primo piano

L'Olympiahalle di Monaco di Baviera è uno dei centri polifunzionali più prestigiosi e versatili d'Europa, situato nel cuore dell'Olympiapark, il parco olimpico costruito per ospitare i Giochi della XX Olimpiade nel 1972. Questo complesso è diventato un punto di riferimento non solo per gli eventi sportivi, ma anche per concerti di fama mondiale, spettacoli teatrali e grandi manifestazioni culturali: ospita rock e pop, sport, fiere ed esposizioni in oltre 200 giorni l'anno. Ha circa 15.000 posti a sedere ed è alta fino a 45 metri, ma sembra più bassa perché una parte è incassata in una depressione del paesaggio.

Nello stesso parco c'è anche la Kleine Olympiahalle, aperta nel 2011, con fino a 3.600 spettatori. Il modo più semplice per arrivare è la U3 fino alla fermata Olympiazentrum. Per il calendario dei concerti e degli spettacoli conviene controllare il programma ufficiale prima di partire; per un quadro dei teatri e dei cinema della città c'è la pagina su teatri, concerti e cinema a Monaco. L'Olympiahalle ha la sua pagina dedicata.

Praterinsel, l'isola sull'Isar nel Lehel

L'Isar al crepuscolo con lo sbarramento e la chiesa di San Luca illuminata

La Praterinsel di Monaco di Baviera è un'incantevole isola situata sul fiume Isar, nel cuore della città, nel quartiere del Lehel. Fino agli anni Settanta dell'Ottocento faceva parte del porto del legname sull'Isar; nel 1887-1888 fu unita alla vicina Feuerwerksinsel per la grande esposizione di arti applicate, e il 1° giugno 1888 vi aprì in stile neorococò il Café Isarlust, ritrovo della bohème monacense. Dal 1867 al 1984 vi funzionò la fabbrica Riemerschmid, i cui locali con le volte sono usati per eventi dal 1992.

Oggi l'isola offre un'atmosfera unica e pittoresca, con spazi verdi ed edifici storici, e ospita eventi, mostre d'arte e mercati. Il Museo Alpino del Club alpino tedesco si trova qui: nell'edificio del Café Isarlust, passato nel 1908 al Club alpino, il museo aprì il 17 dicembre 1911 e dopo un lungo restauro riaprì nel 2024. Le rive dell'Isar vicine sono uno dei posti più piacevoli di Monaco per una passeggiata; vedi la pagina dedicata alla Praterinsel per i dettagli.

L'isola è facilmente raggiungibile a piedi dal Deutsches Museum e dal Volksbad lungo le rive dell'Isar. Il Museo Alpino ha concluso nel 2024 un restauro iniziato nell'estate 2021, con un nuovo allestimento permanente. Il quartiere del Lehel, in cui l'isola si trova, è uno dei più ambiti della città, con la chiesa evangelica di St. Lukas sulla riva e le spiagge di ghiaia lungo il fiume, dove d'estate i monacensi prendono il sole.

Theresienwiese, il prato dell'Oktoberfest

La Theresienwiese durante l'Oktoberfest vista dall'alto, con le giostre, i tendoni e il viale affollato

Il Theresienwiese è un vasto spazio aperto di 42 ettari a Monaco di Baviera, famoso per ospitare l'annuale Oktoberfest, la più grande festa della birra al mondo. Il nome deriva dalla principessa Therese von Sachsen-Hildburghausen: il 17 ottobre 1810 il principe ereditario Ludwig, il futuro Ludwig I, organizzò sul prato una corsa di cavalli per le nozze con lei, davanti a circa 50.000 spettatori, e il prato fu intitolato alla sposa. La corsa dell'anno successivo avviò la tradizione della festa. Nel 2026 la direzione del festival stima che siano arrivati circa 7,4 milioni di visitatori in 16 giorni.

Durante l'anno il Theresienwiese accoglie vari eventi: in aprile il Frühlingsfest, la «piccola Wiesn», e da fine novembre a fine dicembre il festival culturale Tollwood. Davanti alla Ruhmeshalle sta la statua bronzea della Bavaria, alta circa 18 metri, dalla cui testa si gode il panorama sul prato; nel 2026 la Ruhmeshalle e la Bavaria sono chiuse dal 20 ottobre fino a fine marzo 2027. Per le date delle altre feste vedi la pagina sugli eventi a Monaco e, per tutta la regione, quella sugli eventi in Baviera.

Dove dormire vicino ai parchi e alle attrazioni

La scelta dell'hotel dipende dal tipo di giornata che si vuole fare. Per il Giardino Inglese, il Lehel e la Maximilianstraße c'è l'Hotel Vier Jahreszeiten Kempinski, uno dei grandi alberghi storici di Monaco, un cinque stelle sul viale dello shopping di lusso. Per Bogenhausen e l'Arabellapark ci sono il Four Points by Sheraton Munich Arabellapark, con una spa al 22° piano, e The Westin Grand München, che con 627 camere e suite è uno dei più grandi alberghi della città; entrambi sono a cinque minuti a piedi dalla metropolitana. Chi visita la Bavaria Film può dormire a Grünwald, nell'Alter Wirt, un albergo a tre stelle sulla piazza del mercato.

Per la ricerca delle sistemazioni in tutta la regione vedi la pagina sugli hotel in Baviera.

Prosegui la visita a Monaco di Baviera

Se questi parchi e queste attrazioni ti hanno incuriosito, la visita continua con altri percorsi della città. Il centro storico è il punto di partenza naturale: Marienplatz, la Frauenkirche e la Residenz, con i suoi vicoli e le sue piazze. Un panorama lungo la Ludwigstraße mostra la Theatinerkirche, le torri della Frauenkirche e, nelle giornate limpide, le Alpi innevate.

Il panorama di Monaco lungo la Ludwigstraße, con la Theatinerkirche, le torri della Frauenkirche e le Alpi innevate sullo sfondo

I musei e le pinacoteche, dall'Alte Pinakothek alla Haus der Kunst, sono raccolti nella guida già citata. Chi ha più giorni a disposizione può spingersi nei dintorni di Monaco, dove si trova anche il memoriale del campo di concentramento di Dachau, un luogo di memoria che richiede rispetto e tempo; la pagina sui dintorni di Monaco di Baviera raccoglie le gite fuori porta.

Il cancello d'ingresso del memoriale del campo di concentramento di Dachau con la scritta Arbeit macht frei

In pratica, un buon programma per tre giorni potrebbe essere questo: un giorno per il centro e il Giardino Inglese, uno per Nymphenburg, il giardino botanico e Blutenburg, uno per l'Olympiapark e la Allianz Arena, con una sera di relax al Volksbad. Ricordando che gli orari e i prezzi cambiano, conviene sempre controllare il sito ufficiale di ogni luogo prima di partire.

Il mercatino di Natale di Marienplatz a Monaco davanti al Nuovo Municipio illuminato di sera

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