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Monaco al tramonto vista dall'alto, con la Frauenkirche, il Neues Rathaus e la torre olimpica

Baviera Shop: libri, guide e film sulla Baviera

Guide di viaggio, storia, Ludwig II e Sissi, romanzi, film e souvenir tipici

Un viaggio in Baviera comincia quasi sempre molto prima della partenza: con una guida sfogliata la sera, con un romanzo che porta tra le strade di Monaco, con un vecchio film su Ludwig II visto in televisione. E spesso continua anche dopo il ritorno, quando viene voglia di capire meglio quello che si è visto, dai castelli del re delle fiabe ai biergarten all'ombra dei castagni. Questa pagina è il Baviera Shop di TuttoBaviera: una guida ragionata ai libri e ai film sulla Baviera, pensata per chi vuole preparare il viaggio, approfondirlo o semplicemente regalarlo a qualcuno.

I titoli sono divisi per argomento: le guide di viaggio, i libri di storia, quelli dedicati a Ludwig II e a Sissi, i romanzi ambientati nella regione e i film girati o ambientati in Baviera. Per ogni titolo trovi una breve scheda con l'autore, l'anno di pubblicazione e, quando esiste, l'editore italiano. Alcuni libri sono stati tradotti molti anni fa e oggi si trovano soprattutto in biblioteca o sul mercato dell'usato; altri non sono mai stati tradotti in italiano, e in quel caso lo diciamo chiaramente. In fondo alla pagina c'è anche una parte dedicata ai souvenir tipici da comprare in Baviera, dal costume tradizionale alla porcellana di Nymphenburg.

I riquadri con le copertine e i ritratti portano a una libreria online, dove si possono cercare i titoli e confrontare le edizioni disponibili: se acquisti passando da lì, TuttoBaviera può ricevere una piccola commissione, senza alcun costo in più per te.

Disegno di un libro aperto con le pagine che si sfogliano

Guide di viaggio sulla Baviera e su Monaco di Baviera

Nell'epoca delle mappe sul telefono, una buona guida di viaggio della Baviera resta lo strumento migliore per farsi un'idea d'insieme: aiuta a capire le distanze tra una città e l'altra, a scegliere un itinerario, a sapere che cosa c'è dietro una facciata o dentro una chiesa. La Baviera è grande e varia, con la capitale Monaco, le Alpi, i laghi, la Franconia e il Danubio: per questo conviene scegliere la guida in base al viaggio che si ha in mente, una guida della sola città per un fine settimana, una regionale per un tour più lungo. Le guide che seguono sono quelle disponibili in italiano, con le loro edizioni principali.

Copertina della guida Mondadori «Monaco e le Alpi bavaresi», con una veduta della città

Monaco e le Alpi bavaresi (Le Guide Mondadori)

È la guida della collana «Le Guide Mondadori» dedicata alla capitale e alle montagne che la circondano a sud. Le autrici sono la storica dell'arte polacca Izabella Galicka (1931-2019) e Katarzyna Michalska. La prima edizione italiana è uscita da Mondadori nel 2003 ed è stata ristampata e aggiornata più volte, nel 2004, nel 2006, nel 2008 (con il marchio Mondadori Electa), nel 2010 e nel 2012; nel 2005 ne è uscita anche un'edizione di RCS Quotidiani. Dato che l'ultima edizione risale a diversi anni fa, è una guida da usare soprattutto per la parte storica e artistica, verificando a parte orari, prezzi e trasporti.

Touring Club Italiano: Monaco e la Baviera e Germania Sud

Il Touring Club Italiano dedica alla regione una guida specifica dagli anni Novanta: nel 1991 uscì «Monaco e l'Alta Baviera», poi «Monaco e la Baviera» nelle edizioni del 1998 (con i laghi, i castelli di Ludwig e la Deutsche Alpenstraße), del 2007 e del 2010 (con le città d'arte, il Danubio e la Romantische Straße). L'edizione del 2020 copre Monaco, Ratisbona, le Alpi, la Romantische Straße e l'Algovia, Norimberga e la Franconia: è adatta a chi vuole girare tutta la regione, magari lungo la Strada Romantica. Chi abbina la Baviera ad altre zone del sud della Germania può scegliere invece «Germania Sud», la cui edizione più recente è del 2026 e comprende Monaco e i castelli della Baviera, Francoforte, Stoccarda e la Foresta Nera, il Reno e la Mosella.

Lonely Planet e Marco Polo (EDT)

Le guide Lonely Planet sono pubblicate in italiano da EDT di Torino. La Baviera è trattata nella guida «Germania», firmata da Andrea Schulte-Peevers e da altri autori, la cui edizione italiana più recente è del 2024. È la scelta giusta per chi viaggia in modo indipendente e cerca indicazioni pratiche su trasporti, alloggi e ristoranti. Sempre EDT pubblica in italiano le guide tascabili Marco Polo: il volume «Monaco», del 2017, è firmato da Astrid Dobmeier, Alex Wulkow e Amadeus Danesitz e promette, nel sottotitolo, i consigli di chi in città ci vive. È adatta a un fine settimana in città, mentre per costruire un percorso più lungo tornano utili i nostri itinerari per scoprire la Baviera.

Le guide di viaggio in italiano
TitoloAutoriEditoreEdizioni
Monaco e le Alpi bavaresiIzabella Galicka, Katarzyna MichalskaMondadori2003-2012
Monaco e la BavieraTouring Club ItalianoTouring1998-2020
Germania SudTouring Club ItalianoTouringultima 2026
Germania (Lonely Planet)Andrea Schulte-Peevers e altriEDTultima 2024
Monaco (Marco Polo)Astrid Dobmeier, Alex Wulkow, Amadeus DanesitzEDT2017

Libri di storia della Baviera: dai Wittelsbach al Novecento

Chi vuole capire davvero la Baviera deve fare i conti con la sua storia, lunga e complicata: un ducato che diventa elettorato e poi regno, una dinastia, quella dei Wittelsbach, che la governa per secoli, una capitale che nel Novecento attraversa la rivoluzione, la dittatura e la ricostruzione. In italiano i libri dedicati alla regione nel suo insieme sono pochi, ma ce n'è almeno uno da tenere in libreria, accanto ai saggi sui due capitoli più drammatici del secolo scorso. Per un primo orientamento trovi sul sito anche i nostri cenni storici sulla Baviera.

Storia della Baviera di Henric L. Wuermeling

È la storia della Baviera in italiano più completa disponibile oggi. L'autore, Henric L. Wuermeling (nato nel 1941), è un giornalista, redattore di primo piano della televisione pubblica bavarese, il Bayerischer Rundfunk. Il libro è stato pubblicato in Italia nel 2008 da Santi Quaranta, editore di Treviso, nella traduzione di Rossella Franceschini, con la collaborazione di Graziano Serra e Ferruccio Mazzariol. Offre un quadro d'insieme della storia della regione ed è un buon compagno per chi, visitando castelli e residenze, vuole sapere chi li ha costruiti e perché.

La Rosa Bianca di Inge Scholl

Nel 1943 i membri della Rosa Bianca, un gruppo di studenti di Monaco, diffondevano in città volantini contro il regime nazista; i fratelli Hans e Sophie Scholl furono sorpresi mentre li distribuivano all'università, arrestati e condannati a morte. Inge Scholl (1917-1998), sorella di Sophie, raccolse la loro storia in «Die weiße Rose», pubblicato nel 1952 dal Verlag der Frankfurter Hefte. Il libro arrivò in Italia già nel 1953, con La Nuova Italia e la presentazione di Theodor Heuss; l'edizione del 1961 aggiunse una prefazione di Ferruccio Parri. Oggi «La Rosa Bianca» è pubblicato da Itaca di Castel Bolognese, con un'introduzione di Tanja Piesch (2006, ristampato nel 2013). A Monaco la memoria di quegli anni è raccolta nel Centro di documentazione sul Nazismo.

Hitler di Ian Kershaw

Fotografia in bianco e nero di Adolf Hitler con il berretto militare

La storia del nazionalsocialismo è legata a Monaco fin dagli inizi, e per capirla serve una biografia seria del suo capo. Quella dello storico britannico Ian Kershaw (nato nel 1943 a Oldham) è considerata un riferimento: uscì in inglese in due volumi a partire dal 1998, quando Allen Lane pubblicò il primo, «Hitler 1889-1936: Hubris», e nel 2008 ne è uscita un'edizione in un solo volume. In italiano è pubblicata da Bompiani (edizione 2019, traduzione di Alessio Catania). È un libro impegnativo ma chiarissimo, che aiuta a leggere i luoghi della dittatura che si incontrano nella regione e che raccontiamo nella pagina sui luoghi del Nazismo in Baviera.

Libri su Ludwig II, il re delle fiabe

Nessun personaggio bavarese ha ispirato tanti libri quanto Ludwig II di Baviera. Salito al trono a diciotto anni, dopo la morte del padre, il re preferì l'arte e la musica alla politica e alle armi, costruì castelli che sembrano usciti da una fiaba e morì nel 1886 nelle acque del lago di Starnberg, in circostanze che fanno discutere ancora oggi. Su di lui sono usciti biografie, romanzi, raccolte di lettere, persino le memorie del suo cuoco. Ecco una selezione dei titoli più interessanti, da leggere prima o dopo la visita a Neuschwanstein, a Linderhof e a Herrenchiemsee.

Copertina di un libro tedesco su Ludwig II, con il ritratto del re in uniforme e la scritta «Mit 27 unveröffentlichten Briefen des Königs»

Das verlorene Paradies Ludwigs II. di Robert Holzschuh

È il libro che ha fatto più discutere negli ultimi decenni: «Das verlorene Paradies Ludwigs II. Die persönliche Tragödie des Märchenkönigs», cioè «Il paradiso perduto di Ludwig II. La tragedia personale del re delle fiabe», con 27 lettere inedite del re. L'autore, Robert Holzschuh (nato nel 1940), è un avvocato e collezionista di autografi. Il volume è uscito nel 2001 da Eichborn, a Francoforte, e nel 2003 da Piper; non esiste un'edizione italiana. La storia di quelle lettere e delle polemiche che hanno suscitato è raccontata nella nostra pagina sui diari segreti di Re Ludwig II.

Finestra con le sbarre di Klaus Mann

Klaus Mann, figlio di Thomas Mann, nacque a Monaco nel 1906. In esilio, nel 1937, pubblicò ad Amsterdam, presso l'editore Querido, «Vergittertes Fenster», una novella sugli ultimi giorni e sulla morte di Ludwig II. In italiano è uscita da Il Saggiatore nel 2015 con il titolo «Finestra con le sbarre. Gli ultimi giorni di Ludwig di Baviera», nella traduzione di Ferruccio Amoroso; nel 2022 La Vita Felice ne ha pubblicato un'altra edizione, «La morte del cigno», a cura di Peter Girardi. È un testo breve e intenso, perfetto per chi conosce già la storia del re e vuole leggerla con gli occhi della letteratura. Le ipotesi sulla sua fine sono raccolte nella pagina dedicata ai misteri e segreti di Ludwig II.

Ludwig: genio e follia di un re di Greg King

Per una biografia di Ludwig II in italiano completa e scorrevole, il libro di Greg King (nato nel 1964) è il punto di partenza ideale. L'originale, «The Mad King. The Life and Times of Ludwig II of Bavaria», è del 1996; Mondadori lo ha pubblicato nel 1998 con il titolo «Ludwig: genio e follia di un re», nella traduzione di Joan Peregalli e Claudia Pierrottet. Dopo la lettura, i luoghi della vita del re non sono solo i grandi castelli: ci sono anche Hohenschwangau, il castello della sua giovinezza, e lo Schachenhaus, il suo chalet di montagna.

Luigi II di Baviera. Il prigioniero di un sogno di Jean des Cars

Lo storico e giornalista francese Jean des Cars (nato nel 1943) pubblicò nel 1975, da Perrin, «Louis II de Bavière ou le roi foudroyé». L'edizione italiana è uscita da Mursia nel 1987 con il titolo «Luigi II di Baviera. Il prigioniero di un sogno». Oggi si trova soprattutto in biblioteca e nell'usato.

Ludwig a tavola di Theodor Hierneis

Un libro curioso e godibilissimo: le memorie di Theodor Hierneis (Monaco 1868-1953), che da giovane fu cuoco alla corte di Ludwig II. Uscirono nel 1953 a Monaco, da Heimeran, con il titolo «Der König speist», «Il re pranza». In italiano le ha pubblicate Slow Food Editore nel 2003: «Ludwig a tavola. Memorie di un cuoco alla corte di Baviera», con la prefazione di Alberto Capatti e la traduzione di Monica von Wunster. Come dice il sottotitolo originale, sono ricordi dalla cucina di corte: un modo insolito di guardare il re, dal punto di vista di chi gli preparava i pasti.

La Baviera di Ludwig e la sceneggiatura di Visconti

Due titoli per chi ama viaggiare con un libro in tasca. «La Baviera di Ludwig. Diario di viaggio» di Antonio Quarta, con la prefazione di Rijkert Kettelhake, è uscito nel 2011 da Este, editore di Ferrara: come dice il titolo, è il diario di un viaggio nei luoghi del re. «Ludwig, di Luchino Visconti», a cura di Giorgio Ferrara, pubblicato da Cappelli a Bologna nel 1973, raccoglie invece la sceneggiatura del film di Visconti di cui parliamo più avanti. Chi vuole vedere da vicino gli oggetti appartenuti al re trova i musei e le mostre su Ludwig II.

Musica alla corte di Baviera: Wagner e Mozart

Ritratto fotografico in bianco e nero di Richard Wagner di profilo, con il berretto di velluto

Appena salito al trono, Ludwig chiamò a corte Richard Wagner, il compositore che ammirava fin da ragazzo: un rapporto di protezione, entusiasmo e scandali che abbiamo raccontato nella pagina su Ludwig II e Richard Wagner. In italiano lo racconta «Parsifal e l'Incantatore. Ludwig e Richard Wagner» di Nicola Montenz (nato a Piacenza nel 1976, filologo classico e organista), pubblicato da Archinto nel 2010. Per ascoltare Wagner nel luogo pensato per le sue opere c'è il Festival di Wagner a Bayreuth.

Ritratto dipinto di Wolfgang Amadeus Mozart con la giacca rossa

Anche Mozart ha un legame con Monaco. Nel 1781 la sua opera «Idomeneo» andò in scena per la prima volta nel teatro di corte che il principe elettore Massimiliano III Giuseppe aveva fatto costruire tra il 1751 e il 1755 accanto alla Residenz. L'edificio fu distrutto il 18 marzo 1944, ma i palchi di legno intagliato e dipinto si salvarono perché erano stati portati via nel 1943: restaurati, furono rimontati entro il 1958 in un'ala della Residenz, dove oggi formano il Cuvilliés-Theater. Chi esce da una visita con la voglia di approfondire trova nella musica di Mozart e di Wagner due chiavi preziose per capire la Monaco di corte.

Libri su Sissi, l'imperatrice cresciuta in Baviera

Prima di diventare imperatrice d'Austria, Elisabetta, la principessa Sissi, era una duchessa in Baviera, che trascorse le estati dell'infanzia a Possenhofen, sulle rive del lago di Starnberg. La sua figura, resa celebre in tutto il mondo dai film degli anni Cinquanta, è stata raccontata da storici e biografi in libri molto diversi tra loro: alcuni costruiti sui documenti, altri più vicini al romanzo. Questi sono i libri su Sissi da leggere per conoscere la donna oltre il mito.

Copertina di un libro intitolato «Sissi», con un ritratto ottocentesco dell'imperatrice Elisabetta

Sissi di Brigitte Hamann

È considerata la biografia di riferimento. La storica Brigitte Hamann (1940-2016) la pubblicò nel 1982 a Vienna e Monaco, da Amalthea, con il titolo «Elisabeth. Kaiserin wider Willen», «Elisabetta, imperatrice suo malgrado». Lo stesso anno uscì in Italia da Longanesi, semplicemente come «Sissi», nella traduzione di Giorgio Cuzzelli; oggi è in commercio nell'edizione tascabile TEA (2003, ristampata nel 2011). Il titolo originale riassume già il ritratto che ne esce: un'imperatrice suo malgrado, molto lontana dalla principessa felice dei film. Hamann curò anche «L'album di Sissi» (Longanesi, 1986), una raccolta di immagini dell'imperatrice.

L'imperatrice Elisabetta di Egon Caesar Conte Corti

È la prima grande biografia di Elisabetta basata sui documenti di famiglia. Lo storico Egon Caesar Conte Corti (nato a Zagabria nel 1886) la pubblicò nel 1934 a Salisburgo, da Pustet, con il titolo «Elisabeth, die seltsame Frau», «Elisabetta, la donna singolare», utilizzando gli scritti dell'imperatrice e i diari della figlia. Mondadori la tradusse quasi subito: «L'imperatrice Elisabetta» uscì nel 1935 e fu ristampata più volte fino agli anni Cinquanta. Oggi si trova in biblioteca e nell'usato, ma resta una lettura affascinante.

Sissi. La vera storia di Martina Winkelhofer

Tra i titoli più recenti c'è il libro della storica viennese Martina Winkelhofer (nata nel 1972), pubblicato in Italia da Giunti nel 2022 con il titolo «Sissi. La vera storia. Il cammino della giovane imperatrice». Come dice il sottotitolo, si concentra sulla giovinezza di Elisabetta ed è adatto anche a chi si avvicina per la prima volta al personaggio.

Il Diario poetico di Elisabetta d'Austria

Per ascoltare la voce di Sissi senza intermediari ci sono le sue poesie. «Das poetische Tagebuch», curato da Brigitte Hamann, fu pubblicato nel 1984 dall'Accademia austriaca delle scienze; in italiano è uscito con il titolo «Diario poetico» da MGS Press di Trieste nel 1998 e di nuovo nel 2018, con la prefazione di Hamann e la traduzione di Hans Kitzmüller. Sul rapporto tra Sissi e la cultura italiana trovi anche la pagina sulla mostra-evento sul mito di Sissi.

Romanzi ambientati in Baviera e grandi autori bavaresi

La Baviera non è solo un set da cartolina: è il luogo in cui sono vissuti e hanno scritto alcuni grandi autori del Novecento, e in cui sono ambientati romanzi che raccontano la regione molto meglio di tante guide. Ecco una selezione di romanzi ambientati in Baviera tradotti in italiano, dai classici ai gialli più recenti.

Doctor Faustus di Thomas Mann

Fotografia in bianco e nero di Thomas Mann con la mano appoggiata alla tempia

Thomas Mann si trasferì a Monaco nel 1894 e vi visse fino all'esilio. Il suo romanzo più legato alla Baviera è «Doktor Faustus. La vita del compositore tedesco Adrian Leverkühn narrata da un amico», pubblicato nel 1947 a Stoccolma da Bermann-Fischer. In Italia è uscito da Mondadori nel 1949, nella traduzione di Ervino Pocar, ed è stato ristampato più volte, anche negli Oscar; nel 2026 Bompiani ne ha pubblicato una nuova edizione a cura di Paola Capriolo. Il romanzo è legato anche alla campagna dell'Alta Baviera, e in particolare a Polling, nel Pfaffenwinkel: qui il comune ha tracciato il Doktor-Faustus-Weg, un percorso storico-letterario ad anello di circa 5 chilometri con 13 stazioni, che parte e arriva sulla piazza della chiesa.

Successo di Lion Feuchtwanger

Lion Feuchtwanger nacque a Monaco nel 1884 e morì in esilio a Los Angeles nel 1958. Nel 1930 pubblicò a Berlino, da Kiepenheuer, «Erfolg. Drei Jahre Geschichte einer Provinz», «Successo. Tre anni di storia di una provincia»: un grande affresco della Monaco dei primi anni Venti, costruito intorno a un processo ingiusto contro un direttore di museo. Nella seconda parte cresce il movimento di un agitatore, Rupert Kutzner, che ha i tratti di Hitler, e il suo tentativo di rivolta ricalca il putsch del 1923. In italiano il romanzo fu pubblicato da Corbaccio nel 1933, in due volumi, nella traduzione di B. Giachetti-Sorteni: da allora non è stato ristampato e si trova soprattutto in biblioteca.

Vertigini di W. G. Sebald

W. G. Sebald (1944-2001) nacque a Wertach, nell'Algovia, e morì in Inghilterra, nel Norfolk. «Schwindel. Gefühle.», uscito nel 1990 da Eichborn, è diviso in quattro racconti dominati dal tema del viaggio: tra Vienna, Venezia, Verona e il lago di Garda, il narratore torna anche ai luoghi della sua infanzia nelle Alpi bavaresi. In italiano è pubblicato da Adelphi con il titolo «Vertigini», nella traduzione di Ada Vigliani (2003, ristampato nel 2011). Un libro raffinato e malinconico, per chi ama una Baviera lontana dalle cartoline.

La fattoria del diavolo di Andrea Maria Schenkel

Per chi ama i gialli c'è il romanzo d'esordio di Andrea Maria Schenkel, nata a Ratisbona nel 1962. «Tannöd», uscito nel 2006 da Edition Nautilus di Amburgo, racconta l'omicidio di un'intera famiglia in un casolare isolato e immaginario dell'Alto Palatinato, a metà degli anni Cinquanta, attraverso le voci degli abitanti del villaggio. Ha vinto nel 2007 il Deutscher Krimi Preis, il premio Friedrich Glauser e il premio Corine, nel 2008 il Martin Beck Award, ha venduto un milione di copie ed è stato tradotto in venti lingue. In italiano è uscito da Giunti nel 2008 come «La fattoria del diavolo», nella traduzione di Francesca Legittimo. Nel 2009 ne è stato tratto un film, con Monica Bleibtreu nella sua ultima interpretazione, che però è stato girato nel Sauerland e nell'Eifel.

I libri della pagina in sintesi
Titolo italianoAutoreOriginaleEditore italiano
Storia della BavieraHenric L. Wuermeling-Santi Quaranta, 2008
La Rosa BiancaInge Scholl1952La Nuova Italia 1953; Itaca 2006
HitlerIan Kershaw1998-2000Bompiani, 2019
Das verlorene Paradies Ludwigs II.Robert Holzschuh2001non tradotto
Finestra con le sbarreKlaus Mann1937Il Saggiatore, 2015
Ludwig: genio e follia di un reGreg King1996Mondadori, 1998
Luigi II di Baviera. Il prigioniero di un sognoJean des Cars1975Mursia, 1987
Ludwig a tavolaTheodor Hierneis1953Slow Food, 2003
Parsifal e l'IncantatoreNicola Montenz-Archinto, 2010
SissiBrigitte Hamann1982Longanesi 1982; TEA
L'imperatrice ElisabettaEgon Caesar Conte Corti1934Mondadori, 1935
Doctor FaustusThomas Mann1947Mondadori 1949; Bompiani 2026
SuccessoLion Feuchtwanger1930Corbaccio, 1933
VertiginiW. G. Sebald1990Adelphi, 2003
La fattoria del diavoloAndrea Maria Schenkel2006Giunti, 2008

Film girati e ambientati in Baviera

Il cinema ha sempre amato la Baviera: i castelli di Ludwig, le Alpi, i paesi e la capitale sono comparsi in moltissimi film. Monaco è anche una capitale del cinema tedesco, con i grandi studi di Bavaria Film a Geiselgasteig, dove sono nati film e serie televisive famosi anche in Italia, dal commissario Derrick alla soap Tempesta d'amore. Questa è una selezione dei film girati in Baviera o ambientati in Baviera da vedere prima di partire, con le schede di regista, anno e luoghi delle riprese.

Scena del film Ludwig di Visconti: Helmut Berger, nei panni di Ludwig II, mostra a Romy Schneider, nel ruolo di Elisabetta, il grande disegno di una reggia con i suoi giardini

Ludwig di Luchino Visconti (1972)

È il film più famoso sul re ed è un'opera italiana: una coproduzione tra Italia, Francia e Germania Ovest, diretta da Luchino Visconti e scritta da Visconti con Enrico Medioli e Suso Cecchi d'Amico. Helmut Berger è Ludwig, Romy Schneider è l'imperatrice Elisabetta, Trevor Howard è Richard Wagner e Silvana Mangano è Cosima von Bülow; i costumi sono di Piero Tosi e la colonna sonora usa musiche di Wagner, Schumann e Offenbach. Più che i grandi eventi politici, Visconti racconta la vita privata e le inquietudini del re. In Germania il film fu presentato a Bonn il 29 dicembre 1972 e suscitò scandalo, soprattutto in Baviera, per il modo in cui mostrava l'omosessualità di Ludwig: arrivò nei cinema tedeschi pesantemente tagliato. Oggi esiste una versione ricostruita, e la versione lunga dura 256 minuti.

Helmut Berger in uniforme azzurra con il colletto rosso, nel ruolo di Ludwig II nel film di Visconti

Gli altri film su Ludwig II

Prima di Visconti c'era stato «Ludwig II.» di Helmut Käutner (Germania Ovest, 1954-1955), con O. W. Fischer nel ruolo del re e Ruth Leuwerik in quello di Elisabetta, con la fotografia di Douglas Slocombe. È interessante soprattutto per i luoghi: fu girato quasi interamente negli ambienti originali, tra il 3 agosto e l'11 ottobre 1954, a Hohenschwangau, Neuschwanstein e Herrenchiemsee, oltre che negli studi Bavaria di Geiselgasteig. Nel 1972 Hans Jürgen Syberberg firmò «Ludwig – Requiem für einen jungfräulichen König», «Requiem per un re vergine», con Harry Baer, primo capitolo di una trilogia proseguita con «Karl May» e chiusa da «Hitler, ein Film aus Deutschland», presentato a Monaco il 23 giugno 1972 e trasmesso lo stesso giorno dalla ZDF. Il più recente è «Ludwig II.» di Peter Sehr e Marie Noëlle (Germania e Austria, uscito nei cinema tedeschi il 26 dicembre 2012), con Sabin Tambrea nel ruolo del giovane re, Sebastian Schipper in quello del re maturo, Hannah Herzsprung come Sissi ed Edgar Selge come Wagner: le riprese, dal 26 luglio al 21 novembre 2011, si sono svolte a Monaco, nei castelli di Neuschwanstein, Linderhof e Herrenchiemsee, negli studi Bavaria, a Vienna e in Tirolo.

La trilogia di Sissi di Ernst Marischka

Impossibile parlare di Baviera al cinema senza i tre film austriaci di Ernst Marischka con Romy Schneider e Karlheinz Böhm. «Sissi» (1955), in Italia «La principessa Sissi», comincia nel 1853 a Possenhofen, sul lago di Starnberg, dove il duca Max in Baviera vive con la moglie Ludovika, interpretata da Magda Schneider, e le figlie Helene ed Elisabetta. Il film fu presentato a Vienna il 21 dicembre 1955 e il giorno dopo a Monaco. Seguirono «Sissi, die junge Kaiserin» (1956), «Sissi, la giovane imperatrice», la cui prima tedesca si tenne a Monaco, al cinema dello Stachus, il 19 dicembre 1956, e «Sissi – Schicksalsjahre einer Kaiserin» (1957), «Sissi, il destino di un'imperatrice». Curiosamente, Romy Schneider tornò a vestire i panni di Elisabetta una quindicina d'anni dopo, nel Ludwig di Visconti.

Il ponte di Bernhard Wicki (1959)

«Die Brücke», in Italia «Il ponte», è uno dei film più importanti del cinema tedesco del dopoguerra. Racconta gli ultimi giorni della guerra, nel 1945, in una piccola città bavarese, dove sette ragazzi poco più che bambini ricevono l'ordine assurdo di difendere un ponte dall'arrivo delle truppe americane. Il film, premiato più volte e candidato all'Oscar, fu girato tra maggio e giugno del 1959 a Cham, nell'Alto Palatinato, e nei dintorni; tra i giovani attori c'era un giovanissimo Fritz Wepper.

La Rosa Bianca – Sophie Scholl di Marc Rothemund (2005)

«Sophie Scholl – Die letzten Tage» racconta, dal punto di vista di Sophie, l'arresto dei fratelli Scholl all'Università di Monaco nel 1943, gli interrogatori, il processo e la condanna. Diretto da Marc Rothemund su sceneggiatura di Fred Breinersdorfer, con Julia Jentsch nel ruolo della protagonista, fu girato a Monaco tra il 12 giugno e il 20 luglio 2004 e presentato in concorso al Festival di Berlino il 13 febbraio 2005. In Italia è uscito con il titolo «La Rosa Bianca – Sophie Scholl»: è il complemento ideale del libro di Inge Scholl.

La paura mangia l'anima di Rainer Werner Fassbinder (1974)

Tra i film di Rainer Werner Fassbinder ambientati a Monaco, «Angst essen Seele auf», in Italia «La paura mangia l'anima», racconta l'amore tra Emmi, vedova di circa sessant'anni che lavora come donna delle pulizie, e Ali, un immigrato marocchino molto più giovane, e l'ostilità che li circonda. Con Brigitte Mira ed El Hedi ben Salem, fu girato a Monaco nel settembre 1973 e presentato in città il 5 marzo 1974, al Filmtheater am Lenbachplatz.

Wer früher stirbt, ist länger tot di Marcus H. Rosenmüller (2006)

Una commedia divertente e tenera, ambientata nella campagna bavarese. In un paese dell'Alta Baviera, l'undicenne Sebastian scopre che la madre è morta dandolo alla luce e, terrorizzato dall'idea del purgatorio, cerca in tutti i modi di rimediare ai suoi peccati. Girato in Baviera nell'estate del 2005, fu presentato al Filmfest di Monaco il 15 luglio 2006. Non è uscito nei cinema italiani; in alcune biblioteche si trova l'edizione in tedesco distribuita dal Goethe-Institut.

Suspiria e gli altri

Tra i film italiani girati in Baviera il più celebre è «Suspiria» di Dario Argento (1977), che usa come scenografia alcuni luoghi di Monaco, dalla Königsplatz alla Hofbräuhaus: li abbiamo raccontati uno per uno nella pagina su Suspiria, il film cult di Dario Argento.

I film della pagina in sintesi
TitoloRegiaAnnoDove è girato o ambientato
Ludwig II. (Käutner)Helmut Käutner1954-1955Hohenschwangau, Neuschwanstein, Herrenchiemsee, studi Bavaria
La principessa SissiErnst Marischka1955ambientato a Possenhofen e in Austria
Il ponteBernhard Wicki1959Cham e dintorni
LudwigLuchino Visconti1972ambientato in Baviera
Ludwig – Requiem für einen jungfräulichen KönigHans Jürgen Syberberg1972ambientato in Baviera
La paura mangia l'animaRainer Werner Fassbinder1974Monaco
SuspiriaDario Argento1977Monaco e Friburgo
La Rosa Bianca – Sophie SchollMarc Rothemund2005Monaco
Wer früher stirbt, ist länger totMarcus H. Rosenmüller2006Baviera
Ludwig II. (Sehr e Noëlle)Peter Sehr, Marie Noëlle2012Monaco, Neuschwanstein, Linderhof, Herrenchiemsee, Vienna, Tirolo

Cosa comprare in Baviera: Tracht, birra e oggetti bavaresi

Dopo i libri e i film, i ricordi da portare a casa. La Baviera ha una tradizione artigianale e gastronomica così forte che i suoi souvenir tipici bavaresi sono quasi sempre prodotti veri, usati ogni giorno dai bavaresi stessi, e non semplici oggetti per turisti. Il consiglio è di comprarli nei negozi specializzati e nei mercati, evitando le bancarelle che vendono imitazioni a poco prezzo: un buon costume o un oggetto di porcellana durano una vita.

Il costume tradizionale: Dirndl e Lederhosen

Il souvenir più impegnativo, e il più amato, è il Tracht, il costume tradizionale: il Dirndl per le donne, con corpetto, gonna, grembiule e camicetta, le Lederhosen, i pantaloni di pelle, per gli uomini. Chi pensa di indossarlo all'Oktoberfest o a una festa di paese deve sceglierlo con attenzione, perché la differenza tra un capo di qualità e un costume di carnevale si vede subito. Nella nostra guida pratica a Dirndl e Lederhosen trovi come sono fatti, come si portano, dove comprarli o noleggiarli e gli errori da evitare; la storia del costume e delle sue varianti regionali è nella pagina sugli abiti tradizionali bavaresi. Anche un accessorio, un cappello di feltro, un paio di calzettoni o un grembiule, può essere un bel ricordo per chi non vuole acquistare l'abito completo.

La birra bavarese e i suoi boccali

La birra è il souvenir bavarese per eccellenza. La denominazione Bayerisches Bier è un'indicazione geografica protetta dell'Unione europea dal luglio 2001: può portare questo nome solo la birra prodotta in Baviera, seguendo la tradizione della legge di purezza che consente soltanto acqua, malto, luppolo e lievito. Nei negozi e nei supermercati si trovano le bottiglie dei birrifici di Monaco e quelle dei piccoli birrifici di paese e dei monasteri; insieme alla birra si possono portare a casa i bicchieri e i boccali con il marchio delle birrerie. Per scegliere che cosa assaggiare e dove, c'è la nostra pagina su Baviera e birra.

Interno di un negozio di souvenir con decorazioni a losanghe bianche e azzurre, boccali di ceramica, tazze, piatti decorati e un grande mazzo di fiori

Boccali decorati, tazze, piatti con lo stemma a losanghe bianche e azzurre, statuine e altri oggetti bavaresi si trovano nei negozi del centro di Monaco, soprattutto lungo la grande via pedonale tra Marienplatz e Stachus. Gli indirizzi, dai grandi magazzini alle botteghe specializzate, sono raccolti nella pagina sulle vie dello shopping a Monaco.

Souvenir da gustare e da collezionare: Lebkuchen e porcellana di Nymphenburg

Ci sono poi i souvenir che raccontano la Baviera più raffinata: un dolce dalla storia secolare e una porcellana che da quasi tre secoli si produce a mano a Monaco. Sono i regali giusti per chi vuole portare a casa qualcosa di davvero bavarese, e non solo un oggetto con la scritta «Bayern».

I Lebkuchen di Norimberga

Il dolce da portare a casa è il Lebkuchen, il pan di spezie nato dall'incontro tra il miele e le spezie che i mercanti compravano a Venezia. I più famosi sono quelli di Norimberga, tutelati come indicazione geografica protetta dal 1996, e tra questi gli Elisenlebkuchen, la qualità più pregiata. È nel periodo dell'Avvento che li si trova ovunque, sulle bancarelle dei mercatini di Natale. La loro storia, le differenze tra le varie qualità e gli altri dolci da assaggiare sono nella nostra pagina sui dolci e le torte della Baviera.

La porcellana di Nymphenburg

Il souvenir più prezioso è la porcellana di Nymphenburg, prodotta a mano a Monaco dal 1747. La manifattura fu fondata il 1° novembre 1747 dal principe elettore Massimiliano III Giuseppe nel «Grünes Schlössl», un piccolo castello a Neudeck, alle porte di Monaco, lungo l'Auer Mühlbach, il canale che forniva l'energia per i macchinari. Dopo un avvio difficile, dal 1754 la produzione fu finalmente sotto controllo: da quell'anno ogni pezzo porta sul fondo il marchio con lo scudo a losanghe dei Wittelsbach, e le sue variazioni nel tempo permettono ancora oggi agli esperti di datare gli oggetti. Per la corte la porcellana, l'«oro bianco», era un bene di lusso e uno strumento di prestigio: i Wittelsbach ne erano i maggiori acquirenti e la usavano anche come dono per le altre case regnanti, e la sua fama arrivò fino a Venezia.

Nel 1761 la manifattura si trasferì nel rondò settentrionale del castello di Nymphenburg, lungo il canale della Würm, dove si trova ancora oggi. I laboratori comprendono edifici originali della fine del Settecento, il primo capannone in lamiera ondulata della Baviera e, dal 1929, il magazzino degli stampi; sono l'unico luogo al mondo in cui si produce la porcellana di Nymphenburg e l'intero complesso è tutelato come monumento. Ogni pezzo è fatto interamente a mano a Monaco, e la pittura su porcellana, l'arte praticata nei suoi laboratori, è riconosciuta dalla Commissione tedesca per l'UNESCO come bene culturale da tutelare. Una tazza, un piatto o una piccola figura sono un acquisto impegnativo, ma è difficile immaginare un ricordo più legato alla storia della Baviera.

Chi cerca un oggetto artigianale diverso può guardare anche al vetro della Foresta Bavarese, lungo la Strada del Vetro. E chi ha letto i libri e visto i film di questa pagina avrà, alla fine del viaggio, un motivo in più per tornare: la Baviera, come i suoi romanzi migliori, si scopre un capitolo alla volta.

Il mercatino di Natale di Marienplatz a Monaco davanti al Nuovo Municipio illuminato di sera

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