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Il castello di Hohenschwangau con l'Alpsee e lo Schwansee visti da Neuschwanstein in estate

Baviera in foto: ricordi fotografici dei luoghi più belli

Dodici luoghi simbolo, da Monaco al Danubio, e dove scattare la foto più bella

Ci sono viaggi che si ricordano per le persone incontrate, altri per i sapori, altri ancora per una sola immagine rimasta negli occhi: il profilo bianco di un castello sopra una gola, una chiesetta dalle cupole rosse riflessa in un lago verde smeraldo, una casa a graticcio un po' storta fra due torri medievali. La Baviera è una terra generosa di immagini come queste, e molte sono diventate cartoline conosciute in tutto il mondo. Questa pagina è una galleria di ricordi fotografici della Baviera: dodici luoghi simbolo, dalle piazze di Monaco ai castelli di Ludwig II, dalle Alpi alla Franconia fino alle città sul Danubio, raccontati attraverso le fotografie che li hanno resi celebri.

Per ogni luogo spieghiamo che cosa si vede nella foto, quale storia c'è dietro e da dove si scatta l'inquadratura più bella, con qualche consiglio pratico su stagioni, luce e regole da rispettare. Il nostro invito è semplice: visita e scopri le attrazioni della Baviera partendo da queste immagini, e poi costruisci il tuo album personale. Ogni luogo ha una pagina di approfondimento sul nostro sito, collegata nel testo, dove trovi storia, orari e informazioni per la visita.

Le fotografie di questa galleria provengono in gran parte dagli archivi degli enti che custodiscono e promuovono i luoghi ritratti: l'ente nazionale tedesco per il turismo, l'amministrazione dei castelli bavaresi, gli enti turistici della Franconia, di Mittenwald e di Ratisbona. Sotto ogni immagine trovi indicata la fonte, come nella galleria originale di questa pagina.

Monaco di Baviera in foto: Marienplatz e il castello di Nymphenburg

Panorama di Monaco di Baviera con la Theatinerkirche, le torri del duomo e le Alpi innevate sullo sfondo

La prima fotografia della Baviera, per moltissimi viaggiatori, è quella della capitale. L'immagine qui sopra riassume bene il carattere della città di Monaco di Baviera: in primo piano la Ludwigstraße con i suoi palazzi ordinati, al centro le torri e la cupola gialla della Theatinerkirche, più indietro le torri della cattedrale e, nelle giornate più limpide, la catena delle Alpi innevate che sembra vicinissima. È la vista che spiega perché Monaco viene spesso descritta come una grande città con le montagne in giardino. Le giornate migliori per questo tipo di foto sono quelle di favonio, il vento caldo che scende dalle Alpi, pulisce l'aria e avvicina in modo sorprendente le vette all'orizzonte.

Marienplatz, il cuore della città

Il Neues Rathaus di Monaco illuminato di sera, con le bancarelle del mercatino di Natale e l'albero addobbato in Marienplatz
Marienplatz a Monaco. Foto: Deutsche Zentrale für Tourismus e.V.

Marienplatz è la piazza principale di Monaco e il punto da cui parte quasi ogni visita della città. La quinta scenografica è la facciata neogotica del Neues Rathaus, il Nuovo Municipio, che sembra antichissimo ma è un edificio relativamente recente: fu costruito in tre fasi, dal 1867 al 1874, dal 1889 al 1892 e dal 1898 al 1905, quando fu completata anche la torre; la chiave di volta in cima alla torre venne posata nel dicembre del 1905. La fotografia della galleria lo mostra di sera, illuminato, con le bancarelle del mercatino di Natale e il grande albero addobbato: è una delle immagini più amate dell'Avvento bavarese, che trovi raccontato nella pagina sui mercatini di Natale di Monaco di Baviera.

Il momento più fotografato della giornata è però quello del Glockenspiel, il carillon della torre del municipio. Le sue 43 campane suonano ogni giorno alle 11 e alle 12 e, da marzo a ottobre, anche alle 17, mentre le figure animate mettono in scena, fra l'altro, il torneo cavalleresco organizzato nel 1568 per le nozze del duca Guglielmo V con Renata di Lorena. Alle 21 il carillon «mette a letto» il Münchner Kindl, il bambino simbolo della città. Per avere una foto di Marienplatz dall'alto conviene salire sulla torre del Nuovo Municipio: la piattaforma panoramica si trova a 85 metri di altezza e regala una vista che spazia dalla Colonna di Maria, al centro della piazza, ai tetti del centro storico fino alle montagne. In settembre la città cambia volto e diventa la capitale della festa: chi viaggia per l'Oktoberfest trova sul Theresienwiese, fra tende, giostre e costumi tradizionali, un altro repertorio infinito di immagini.

Il castello di Nymphenburg

La lunga facciata bianca del castello di Nymphenburg in una giornata d'inverno, vista oltre il canale con i cigni e le anatre in primo piano
Il castello di Nymphenburg a Monaco. Foto: Deutsche Zentrale für Tourismus e.V.

A ovest del centro si trova il castello di Nymphenburg, la residenza estiva dei Wittelsbach. La sua storia comincia con una nascita: nel 1662 l'elettore Ferdinando Maria e sua moglie Enrichetta Adelaide di Savoia ebbero il tanto atteso erede al trono, Massimiliano Emanuele, e l'anno seguente l'elettore donò alla moglie la tenuta di Kemnat, allora in aperta campagna. La costruzione cominciò nel 1664 su progetto dell'architetto nord-italiano Agostino Barelli, lo stesso della Theatinerkirche che si vede nella foto della città, e l'elettrice chiamò il suo palazzo «borgo delle ninfe». Dal 1701 Massimiliano Emanuele fece aggiungere i padiglioni laterali, uniti da gallerie, e dal 1715 Joseph Effner e Dominique Girard disegnarono l'impianto complessivo e il grande parco barocco. Qui, il 25 agosto 1845, nacque il futuro re Ludwig II.

La fotografia della galleria è stata scattata dal lato della città, oltre il canale che porta l'acqua fino al palazzo: d'inverno, con i tetti imbiancati, i cigni e le anatre in primo piano e il cielo blu, è forse la foto più elegante del castello di Nymphenburg. Il parco, aperto al pubblico dal 1792, offre altri soggetti a ogni passo: la palazzina di caccia rococò dell'Amalienburg, costruita fra il 1731 e il 1739, i padiglioni della Badenburg e della Pagodenburg e i grandi viali trasformati in giardino all'inglese fra il 1804 e il 1823 da Friedrich Ludwig von Sckell. All'interno del palazzo le foto per uso privato sono permesse gratuitamente, ma senza flash e senza cavalletto; per i droni serve un permesso scritto dell'amministrazione dei castelli.

I castelli di Ludwig II in foto: Neuschwanstein e Linderhof

Se c'è un'immagine che rappresenta la Baviera nel mondo, è quella di un castello di Re Ludwig II. Il sovrano, nato a Nymphenburg e salito al trono nel 1864, dedicò gran parte della sua vita a costruire residenze da sogno lontano dalla capitale, e proprio quelle residenze, pensate per sottrarsi agli sguardi, sono diventate fra i luoghi più fotografati d'Europa.

Neuschwanstein, il castello delle favole

Il castello di Neuschwanstein sullo sperone di roccia sopra i boschi, con la pianura e i laghi dell'Allgäu sullo sfondo
Il castello di Neuschwanstein. Foto: Deutsche Zentrale für Tourismus e.V.

Il castello di Neuschwanstein sorge su uno sperone di roccia sopra Hohenschwangau, vicino a Füssen, nell'Allgäu. I lavori cominciarono nell'estate del 1868, quando sul luogo del cantiere vennero asportati fino a 8 metri di roccia per fare spazio alle fondamenta; la prima pietra fu posata il 5 settembre 1869. Dietro l'aspetto di fortezza medievale si nasconde un edificio modernissimo per l'epoca: le fondamenta sono cementate, i muri sono di mattoni rivestiti di calcare chiaro e la grande Sala del Trono, voluta dal re in un secondo momento, è sorretta da una struttura in ferro. Ludwig II visse per anni nell'edificio d'ingresso, pronto alla fine del 1873, ma vide il castello sempre e solo come un cantiere: alcune parti furono completate in forma semplificata soltanto nel 1892. Sette settimane dopo la sua morte, nel 1886, Neuschwanstein venne aperto al pubblico, e oggi lo visitano circa 1,4 milioni di persone l'anno, con punte di oltre 6.000 visitatori al giorno in estate.

La foto più famosa di Neuschwanstein si scatta dalla Marienbrücke, il ponte sospeso sopra la gola del torrente Pöllat. Il primo ponte di legno fu fatto costruire dal padre di Ludwig, Massimiliano II, negli anni Quaranta dell'Ottocento; nel 1866 fu sostituito da un ponte in ferro dedicato alla madre del re, la regina Maria di Baviera. Da qui il castello appare di fianco, sospeso sopra il bosco, con la pianura e i laghi alle spalle, mentre sotto il ponte la cascata del Pöllat compie un salto di circa 30 metri. Il ponte è un belvedere indipendente dal castello e d'inverno, con neve e ghiaccio, viene chiuso per sicurezza; la visita del castello, invece, non passa dalla Marienbrücke e si svolge con qualsiasi tempo. Dall'alto si gode anche la vista opposta, quella dell'immagine di testata di questa pagina, con il castello di Hohenschwangau, residenza giovanile di Ludwig, fra i boschi e le acque dell'Alpsee e dello Schwansee.

Prima di partire con la macchina fotografica è bene conoscere le regole: all'interno di Neuschwanstein le foto e i video per uso privato non sono consentiti, e la visita si fa solo con la guida; le foto degli esterni per uso privato, invece, sono libere e gratuite. Decollare e atterrare con un drone sul terreno del castello è vietato.

Linderhof, la villa reale nel bosco

Il castello di Linderhof visto dall'alto, con la vasca della fontana e il gruppo dorato in primo piano e i giardini a terrazze sul pendio alle spalle
Il castello di Linderhof. Foto: Bayerische Schlösserverwaltung

Linderhof, immersa nei boschi delle montagne dell'Ammergau, è l'unico grande castello che Ludwig II vide completato. Nacque da una piccola casa forestale del padre, che il re conosceva fin da quando era principe ereditario e che nel 1869 fece trasformare nel suo «Königshäuschen». Da lì il palazzo crebbe per fasi successive, dai primi ampliamenti in legno del 1870-1871 al rivestimento in pietra del 1873 e all'ala sud del 1874, fino all'ingrandimento della camera da letto del 1885-1886, che il re non vide finito. Il risultato è una villa di 30 metri per 27, piccola rispetto agli altri castelli ma riccamente decorata.

La fotografia della galleria mostra il colpo d'occhio più classico: il palazzo bianco visto dall'alto delle terrazze, con la grande vasca davanti al lato sud, dove una fontana lancia il suo getto a circa 25 metri d'altezza, e i giardini che salgono sul pendio fino al tempietto rotondo. Il parco, completato nel 1880, offre altri soggetti straordinari: la cascata di oltre 30 gradini di marmo con la fontana di Nettuno, il chiosco moresco e la Grotta di Venere, una grotta artificiale costruita fra il 1875 e il 1877, lunga 90 metri e alta fino a 14, ispirata al primo atto del «Tannhäuser» di Richard Wagner e alla Grotta Azzurra di Capri. Anche qui valgono regole precise: nel palazzo, nella Grotta di Venere e nel Königshäuschen non si possono scattare foto né girare video, mentre nel parco le foto private sono libere e gratuite.

Lungo la Strada Romantica: la Wieskirche e Rothenburg in foto

La Strada Romantica attraversa la Baviera da nord a sud, dal Meno alle Alpi, e collega alcuni dei soggetti fotografici più celebri della regione. Due di questi sono entrati nella nostra galleria: una chiesa rococò in mezzo ai prati e una città medievale chiusa nelle sue mura.

La Wieskirche, il santuario nei prati

L'interno bianco e oro della Wieskirche, con i pilastri decorati di stucchi, gli affreschi del soffitto e l'altare maggiore sul fondo
L'interno della Wieskirche. Foto: Wikipedia

La Wieskirche, il santuario del Cristo flagellato «sui prati» (in tedesco Wies), sorge vicino a Steingaden, nel Pfaffenwinkel, e dal 1983 è iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. La sua storia comincia con una statua povera: una figura del Cristo flagellato, montata da due religiosi dell'abbazia di Steingaden con pezzi di vecchie statue e usata per la processione del Venerdì santo, finì in una soffitta e nel 1738 fu chiesta in dono da una contadina, Maria Lory. Il 14 giugno di quell'anno, durante la preghiera della sera, la donna vide sul volto della statua delle gocce che le sembrarono lacrime. La notizia del «miracolo delle lacrime» si diffuse in fretta e il pellegrinaggio crebbe tanto che l'abate di Steingaden affidò il progetto di una nuova chiesa a Dominikus Zimmermann, capomastro di Landsberg.

I lavori durarono dal 1745 al 1754, e la chiesa fu consacrata il 1° settembre 1754. Dominikus Zimmermann ne fu l'architetto e lo stuccatore, il fratello Johann Baptist Zimmermann dipinse gli affreschi del soffitto. Le misure dicono molto: la chiesa è lunga in tutto 59,49 metri, la navata è alta 20 metri fino al soffitto e il campanile raggiunge i 36 metri. La fotografia della galleria mostra la foto dell'interno della Wieskirche che tutti ricordano: il bianco luminoso delle pareti, l'oro degli stucchi, le colonne binate e, sopra, l'affresco del cielo. Fuori, la chiesa appare quasi modesta in mezzo ai prati, con le montagne sullo sfondo, e proprio questo contrasto fra esterno semplice e interno sfarzoso è il soggetto più interessante per chi fotografa. Nel 2026 la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19 da aprile a ottobre e dalle 8 alle 17 da novembre a marzo; è un luogo di culto e di pellegrinaggio, e durante le funzioni è giusto riporre la macchina fotografica.

Rothenburg ob der Tauber e il Plönlein

Il Plönlein di Rothenburg ob der Tauber: la casa a graticcio gialla con i fiori alle finestre fra il Siebersturm con l'orologio e la strada che scende verso il Kobolzeller Tor
Il Plönlein a Rothenburg. Foto: Archiv Tourismusverband Franken e.V.

Se esiste un'immagine-simbolo della Germania medievale, è quella del Plönlein di Rothenburg ob der Tauber, il soggetto più fotografato della città. Molti pensano che il nome indichi la casa a graticcio gialla, un po' storta, che sta al centro dell'immagine; in realtà Plönlein significa «piccola piazza alla fontana», e l'insieme comprende anche la fontana davanti alla casa e le due torri delle mura: a sinistra il Siebersturm, che porta al quartiere dell'Ospedale, a destra la torre del Kobolzeller Tor, del 1360, da cui la strada scende verso la valle della Tauber. Questo scorcio è diventato una star internazionale: dal film «Pinocchio» di Walt Disney, del 1940, in poi, la sua architettura è stata copiata ogni volta che serviva rappresentare una tipica città medievale europea, nei videogiochi, nei video musicali e nei fumetti giapponesi.

Rothenburg offre però molte altre inquadrature. Le mura, lunghe circa quattro chilometri, circondano tutta la città vecchia e si possono percorrere seguendo il Turmweg, il sentiero delle torri: in tutto, nel centro storico, le torri storiche sono 46. A pochi passi dal Plönlein c'è un altro scorcio celebre, il Röderbogen con la Markusturm, dove in primavera e in estate nidificano le cicogne. Per la foto di Rothenburg dall'alto si salgono i 220 gradini della torre del municipio, sulla piazza del mercato, fino alla piattaforma panoramica affacciata sui tetti rossi. Nel Kaisersaal del municipio, a Pentecoste, nei giorni della festa della città imperiale e in ottobre, va in scena il dramma storico del Meistertrunk, la leggendaria bevuta del borgomastro che avrebbe salvato la città durante la Guerra dei Trent'anni.

Le Alpi bavaresi in foto: Mittenwald, Berchtesgaden e il Königssee

Berchtesgaden con il massiccio innevato del Watzmann sullo sfondo e i larici in autunno

Nel sud della regione la Baviera diventa montagna. La Baviera del Sud, dall'Allgäu al Berchtesgadener Land, è una sequenza di vette, laghi alpini, paesi con le case dipinte e chiese barocche, e d'autunno, quando i larici si colorano d'oro come nella foto di Berchtesgaden qui sopra, offre alcune delle luci più belle dell'anno. Sullo sfondo dell'immagine si alza il Watzmann, la montagna simbolo del Berchtesgadener Land, alto 2.713 metri; in primo piano le torri della collegiata e i tetti della cittadina.

Mittenwald, il paese delle case dipinte

Una via di Mittenwald con le case dipinte, i balconi fioriti e il campanile della chiesa
Il centro di Mittenwald. Foto: Tourist Information Mittenwald

Mittenwald si trova al confine con il Tirolo, fra i massicci del Wetterstein, del Kranzberg e del Karwendel, e si presenta ai visitatori come un «libro illustrato vivente». Il motivo si vede nella fotografia della galleria: le facciate delle case sono decorate con la Lüftlmalerei, la pittura murale tipica dell'Alta Baviera, che qui raffigura soprattutto scene bibliche ed episodi della storia dell'alta valle dell'Isar. Alcune facciate, nel quartiere di Gries, sono state dipinte già nel Settecento e si sono conservate fino a oggi; altre sono recenti, perché la tradizione è ancora viva e gli artisti continuano a dipingere. Per conoscere meglio questa forma d'arte c'è la nostra pagina sulle case affrescate dell'Alta Baviera.

Il cuore del paese è l'Obermarkt, la via pedonale con le case tipiche e, sul fondo, il campanile dipinto della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, completato nel 1746: è la foto di Mittenwald con le case dipinte che quasi tutti portano a casa. Mittenwald è famosa anche per i suoi violini. Nel 1684 Matthias Klotz tornò nel paese natale e vi fondò la tradizione della liuteria, che un monumento nel centro ricorda ancora oggi; nel paese lavorano circa una dozzina di maestri liutai, e la scuola professionale statale di liuteria è l'unica della Baviera. Chi cerca una foto dall'alto può salire con la Karwendelbahn, la seconda funivia più alta della Germania, che sale da 933 a 2.244 metri. Ogni cinque anni, infine, il paese celebra il Bozner Markt, la rievocazione storica a cui dedichiamo una pagina a parte.

Il Königssee e la chiesa di San Bartolomeo

Un battello bianco sulle acque calme del Königssee, chiuso fra pareti di roccia ripide e cime innevate
Il Königssee. Foto: Bayerische Schlösserverwaltung

Pochi chilometri a sud di Berchtesgaden, nel Parco nazionale istituito nel 1978, si trova il Königssee, il «lago del Re». È un nastro d'acqua verde smeraldo lungo poco più di 7 chilometri, a 603 metri di quota, profondo fino a 190 metri: il lago più profondo della Baviera. Le pareti di roccia scendono quasi a picco fino all'acqua, tanto che lungo le rive non corrono né strade né sentieri, e il lago si scopre soltanto in battello. La fotografia della galleria coglie proprio questo: un battello bianco che scivola sull'acqua calma, chiuso fra montagne altissime. Sul Königssee i battelli viaggiano con il motore elettrico dal 1909, in silenzio e senza scarichi, e l'acqua resta fra le più pulite della Germania.

La foto perfetta del Königssee ha un indirizzo preciso: il Malerwinkel, l'«angolo dei pittori», un belvedere sulla riva orientale poco lontano dal porto. Da qui si vede il lago in tutta la sua lunghezza, con la chiesetta di San Bartolomeo (St. Bartholomä) dalle cupole rosse sulla sua penisola e, sullo sfondo, il corno di roccia della Schönfeldspitze. Un'altra prospettiva, dall'alto, è quella del «Königsblick» dalla vetta del Jenner, che si raggiunge con la cabinovia fino a circa 1.800 metri e da cui il lago appare come un fiordo fra le montagne. Arrivati in battello a St. Bartholomä si scatta invece la foto più classica da vicino, con la chiesa ai piedi della parete est del Watzmann, che dal lago sale per circa 1.800 metri. La camminata verso la Eiskapelle, il nevaio che era il più basso delle Alpi tedesche, è oggi sconsigliata: nell'estate del 2025 la grotta di ghiaccio è crollata e la zona è pericolosa per la caduta di sassi e di blocchi di ghiaccio.

La Franconia in foto: Norimberga e Bamberga

Il castello imperiale di Norimberga al tramonto
Il castello imperiale di Norimberga. Foto: Bayerische Schlösserverwaltung

Nella Baviera del Nord, la Franconia, il paesaggio si fa più dolce e le città raccontano il Medioevo e la grande stagione del Sacro Romano Impero. Due di queste città sono entrate nella nostra galleria, e sono due delle mete più fotogeniche di tutta la regione.

Norimberga e la Kaiserburg

La fotografia della galleria mostra la Kaiserburg, il castello imperiale di Norimberga, nella luce calda del tramonto: a sinistra la torre rotonda del Sinwellturm, al centro la torre quadrata e le case a graticcio del castello, sullo sfondo la città che si stende nella pianura. Il castello sorge sulla collina di arenaria che domina il centro storico ed è stato una delle residenze imperiali più importanti del Medioevo: fra il 1050 e il 1571 tutti gli imperatori, almeno per qualche tempo, abitarono qui, e nel 1356 la Bolla d'oro stabilì che ogni nuovo re dovesse tenere a Norimberga la sua prima dieta. Nel 2024 la Kaiserburg ha accolto 216.298 visitatori. Per una foto panoramica di Norimberga si sale sul Sinwellturm, da cui la vista abbraccia i tetti della città vecchia.

Scendendo verso il fiume Pegnitz, la città regala altri scorci famosi: la piazza del mercato principale con la fontana gotica Schöner Brunnen, il Fleischbrücke, costruito fra il 1596 e il 1598 su 2.123 pali di legno e considerato il più importante ponte rinascimentale della Germania, e il ponte coperto Henkersteg, con la torre del boia, che si specchia nell'acqua. Nel periodo dell'Avvento la piazza del mercato ospita il Christkindlesmarkt, con le bancarelle dai tetti a strisce bianche e rosse: è il più celebre fra i mercatini di Natale della Baviera, e un soggetto fotografico che da solo vale il viaggio.

Bamberga, la città dei sette colli

I tetti rossi del centro storico di Bamberga con le quattro torri del Duomo a sinistra, il Michaelsberg sulla collina e la torre del vecchio municipio sul fiume a destra
Il centro storico di Bamberga. Foto: Archiv Tourismusverband Franken e.V.

Bamberga è una delle città storiche meglio conservate della Germania, e la fotografia della galleria la riassume in un solo sguardo: a sinistra le quattro torri del Duomo, al centro il mare di tetti rossi della città vecchia, sulla collina in alto a destra l'antica abbazia del Michaelsberg e, in primo piano a destra, la torre dell'Altes Rathaus, il vecchio municipio costruito in mezzo al fiume Regnitz, su un'isoletta fra due ponti. Il Duomo, dedicato a san Pietro e san Giorgio, fu consacrato nella sua forma attuale nel 1237, è lungo 99 metri e le sue torri sono alte fra i 74 e i 76 metri. Nel 1993 il centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO: l'area tutelata copre 142 ettari e comprende oltre 1.300 edifici protetti.

La città è costruita su sette colli, e per questo viene chiamata da secoli la «Roma della Franconia»; ognuno dei colli regala un'immagine da cartolina, e fra i punti panoramici migliori c'è proprio la terrazza del Michaelsberg, affacciata sui tetti della città vecchia. La foto più classica di Bamberga si scatta però dal basso, dai ponti sul Regnitz, con il municipio che sembra una nave ancorata in mezzo alla corrente, oppure lungo la riva della Piccola Venezia, l'antico quartiere dei pescatori con le case affacciate sull'acqua. Dopo le foto, la tradizione impone una sosta in una delle birrerie storiche della città, famosa per la birra affumicata.

Il Danubio in foto: Ratisbona e Passau

Il terzo grande capitolo della nostra galleria segue il corso del Danubio, che attraversa la Baviera da ovest a est. Lungo il fiume, raccontato nella pagina sugli itinerari lungo il Danubio, si incontrano due città che hanno fatto della loro posizione sull'acqua la loro immagine più famosa.

Ratisbona e il Ponte di pietra

Ratisbona all'ora blu: il Ponte di pietra illuminato sul Danubio e le due guglie del Duomo che si riflettono nell'acqua
Ratisbona e il Ponte di pietra. Foto: Fremdenverkehrsverein Regensburg e.V.

Ratisbona, in tedesco Regensburg, sorge nel punto più settentrionale del corso del Danubio. Dal 13 luglio 2006 il suo centro storico, insieme al quartiere di Stadtamhof sull'altra sponda, è patrimonio mondiale dell'UNESCO: la zona tutelata si estende su circa 183 ettari e comprende circa mille monumenti, e Ratisbona è considerata la grande città medievale meglio conservata della Germania. La fotografia della galleria la mostra all'ora blu, il momento subito dopo il tramonto: a sinistra gli archi illuminati del Ponte di pietra, a destra le case della città vecchia e, sopra tutto, le due guglie del Duomo di San Pietro, che si riflettono nel fiume.

Il Ponte di pietra fu costruito fra il 1135 e il 1146 ed è un capolavoro dell'ingegneria medievale, che servì da modello per molti altri ponti, fra cui il Ponte Carlo di Praga. Il Duomo gotico fu iniziato nel 1275, ma le sue guglie, oggi inseparabili dal profilo della città, furono completate soltanto a partire dal 1859, con il sostegno dei re Ludovico I e Massimiliano II. La foto di Ratisbona sul Danubio più bella si scatta dalla riva nord, verso Stadtamhof, o dalle isole del fiume, con la luce della sera. A valle della città, raggiungibile anche in battello, sorge il tempio della Walhalla, un altro soggetto spettacolare sopra il fiume.

Passau, la città dei tre fiumi

Il centro storico di Passau con le torri bianche e le cupole verdi del Duomo di Santo Stefano, le case colorate e le navi da crociera fluviale ormeggiate lungo il fiume
Passau e il Duomo di Santo Stefano. Foto: Wikipedia

Passau è la città dei tre fiumi: al Dreiflüsseeck, ai piedi del castello di Niederhaus, l'Ilz si getta nel Danubio da sinistra e poco dopo l'Inn arriva da destra. Le loro acque hanno tre colori diversi, e per un lungo tratto dopo la confluenza si distinguono ancora: verde quella dell'Inn, che nasce nelle Alpi svizzere, blu-bruna quella del Danubio, nera quella dell'Ilz, che scende da una zona di torbiere. L'Inn, poco profondo (1,90 metri contro i 6,80 del Danubio), scorre sopra il Danubio e ne spinge l'acqua di lato. È un fenomeno che si fotografa benissimo dall'alto, ed è il motivo per cui Passau è una delle città più fotogeniche della Baviera.

La fotografia della galleria mostra l'altro simbolo della città: il Duomo di Santo Stefano, con le torri bianche e le cupole verde-azzurre, sopra le case colorate della città vecchia e le navi da crociera fluviale ormeggiate lungo la riva. Il Duomo sorge nel punto più alto del centro storico e, dopo il grande incendio del 1662, fu ricostruito dagli architetti italiani Carlo Lurago e Giovanni Battista Carlone, che gli diedero la sua impronta barocca; all'interno custodisce l'organo da duomo più grande del mondo, con 17.974 canne e 233 registri. Per la foto panoramica di Passau si sale alla Veste Oberhaus, la fortezza fondata nel 1219 sul colle di San Giorgio, sulla riva sinistra del Danubio: con 65.000 metri quadrati di superficie edificata è uno dei complessi fortificati più grandi d'Europa, e dalla Batterie Linde, dal tetto della torre multimediale o dalla terrazza panoramica vicino al parcheggio si gode la vista più bella sulla città vecchia. Sul lato sud, lungo l'Inn, la torre rotonda dello Schaiblingsturm è un altro soggetto molto amato dai fotografi.

Consigli per fotografare la Baviera

I luoghi di questa galleria cambiano molto con le stagioni e con la luce, e qualche accorgimento aiuta a tornare a casa con ricordi fotografici migliori. Il primo è scegliere bene il periodo. La primavera porta i prati in fiore ai piedi delle Alpi, le cicogne sui tetti di Rothenburg e i parchi di Monaco che si risvegliano. L'estate è la stagione delle giornate lunghe e dei balconi fioriti, come quelli di Mittenwald, ma anche quella della folla nei luoghi più famosi: a Neuschwanstein, nei mesi estivi, passano in media oltre 6.000 visitatori al giorno, e al Königssee le banchine dei battelli sono affollate come una stazione. L'autunno è forse il momento più fotogenico: i larici e i faggi si colorano d'oro e di rosso, l'aria è limpida e le montagne si vedono nitide all'orizzonte. L'inverno, infine, regala il Natale: le bancarelle e le luci dei mercatini di Natale in Baviera, le piazze innevate e i castelli imbiancati, a patto di accettare qualche limitazione, come la chiusura della Marienbrücke quando c'è ghiaccio.

Il secondo accorgimento riguarda l'ora. Le foto di città sull'acqua, come Ratisbona e Bamberga, rendono al massimo all'ora blu, quando le luci si accendono e il cielo è ancora colorato; quelle delle piazze, come Marienplatz o il Plönlein, sono più tranquille al mattino presto, prima dell'arrivo dei gruppi organizzati. Le montagne e i laghi, invece, danno il meglio quando l'aria è pulita: prima di salire in funivia o di partire per un'escursione conviene controllare le previsioni nella nostra pagina sul meteo in Baviera e dare un'occhiata alle immagini in diretta raccolte nella pagina sulle webcam della Baviera, che mostrano se la cima è libera dalle nuvole o se la valle è coperta dalla nebbia.

Il terzo accorgimento è conoscere le regole. Fotografare nei castelli della Baviera non è sempre permesso: all'interno di Neuschwanstein e di Linderhof, compresa la Grotta di Venere, le foto e i video non sono consentiti, mentre a Nymphenburg le foto private sono ammesse senza flash e senza cavalletto. Negli esterni le foto per uso privato sono ovunque libere e gratuite, ma i droni sono un capitolo a parte: a Neuschwanstein è vietato decollare e atterrare sul terreno del castello, a Nymphenburg serve un permesso scritto, e in generale le regole europee e tedesche vietano di sorvolare gli assembramenti di persone. Nelle chiese, come la Wieskirche, il Duomo di Passau o quello di Bamberga, conviene evitare le foto durante le funzioni e rispettare il silenzio di chi prega. Sono piccole attenzioni che permettono a tutti di godersi questi luoghi, e di ritrovarli intatti al viaggio successivo.

Alla scoperta della Baviera: da dove continuare

I dodici luoghi di questa galleria sono soltanto un assaggio. Ognuno di essi è il punto di partenza di un viaggio più lungo: Monaco con i suoi musei, i suoi parchi e le sue birrerie; i castelli di Ludwig II, che comprendono anche Herrenchiemsee, la «Versailles bavarese» sull'isola del Chiemsee, e che puoi scoprire nella pagina su palazzi, residenze e castelli della Baviera; le Alpi, con i loro paesi e le loro vette; la Franconia, con le sue città d'arte e la sua cultura della birra; il Danubio, con le sue abbazie e le sue città vescovili. Per mettere insieme le tappe in un unico viaggio, la nostra pagina sugli itinerari per scoprire la Baviera propone percorsi per ogni stagione e per ogni tipo di viaggiatore, mentre le pagine sulle città della Baviera e sui laghi bavaresi aiutano a scegliere le altre mete.

Le immagini di questa galleria provengono dagli archivi della Deutsche Zentrale für Tourismus e.V., l'ente nazionale tedesco per il turismo (Marienplatz, Nymphenburg e Neuschwanstein), della Bayerische Schlösserverwaltung, l'amministrazione dei castelli, giardini e laghi dello Stato bavarese (Linderhof, il Königssee e Norimberga), dell'archivio del Tourismusverband Franken e.V., l'ente del turismo della Franconia (Rothenburg e Bamberga), della Tourist Information Mittenwald (Mittenwald), del Fremdenverkehrsverein Regensburg e.V. (Ratisbona) e di Wikipedia (la Wieskirche e Passau). A tutti loro va il nostro ringraziamento: senza queste fotografie la Baviera sarebbe un po' meno facile da sognare. E quando avrai scattato le tue, i ricordi fotografici più belli saranno quelli che porterai a casa tu.

Il mercatino di Natale di Marienplatz a Monaco davanti al Nuovo Municipio illuminato di sera

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