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Il municipio di Rothenburg ob der Tauber con la torre e la Ratstrinkstube sulla piazza del mercato

Rothenburg ob der Tauber: guida alla città medievale

Storia, mura, Meistertrunk, Natale, cucina francone e hotel

Rothenburg ob der Tauber: introduzione alla città medievale della Strada Romantica

Il Plönlein di Rothenburg ob der Tauber: case a graticcio gialle e rosse, la torre Siebersturm con l'orologio e il piccolo Kobolzeller Tor sulla destra

Tra le numerose cittadine della Baviera, e in particolare di quelle allineate lungo la Strada Romantica, emerge per bellezza e fascino quel gioiello dell'arte medievale che è Rothenburg ob der Tauber, «Rothenburg sopra il Tauber». Il nome dice già tutto del luogo: la città sorge su uno sperone di roccia che domina la valle del fiume Tauber, nella Franconia Media, e per secoli ha guardato il paesaggio dall'alto delle sue mura. Oggi è una delle mete più amate e più fotografate di tutta la Germania, un luogo in cui il Medioevo non è un ricordo da museo ma l'aspetto concreto delle strade, delle piazze e delle case in cui ancora si vive.

La città ha circa 11.300 abitanti, e di questi solo circa 2.500 vivono all'interno delle mura. Eppure è una piccola capitale del turismo: dispone di un numero tale di alberghi, pensioni e ristoranti da conquistare il primato come offerta turistica fra le città di piccole dimensioni della Germania. Nelle statistiche più recenti pubblicate dalla città, relative agli anni prima della pandemia, si contavano oltre 560.000 pernottamenti l'anno (561.347 nel 2019) e circa 1,9 milioni di visitatori giornalieri stimati. Sono numeri enormi per una località che nel suo centro storico è lunga e larga poche centinaia di metri, e spiegano perché in alta stagione le strade principali si riempiano di gruppi e di pullman.

Il segreto di Rothenburg sta nel fatto che il suo aspetto medievale si è conservato, e in parte è stato ricostruito con grande cura, in un luogo che fin dal 1900 circa aveva capito di dover proteggere il proprio volto. Già allora, infatti, l'amministrazione cittadina aveva intuito che il turismo sarebbe diventato un'importante voce dell'economia e aveva tutelato il centro storico con piani urbanistici, regolamenti sulle insegne e divieti di cambio d'uso, e hanno contribuito a mantenere intatto l'aspetto del nucleo antico. Il risultato è una città dove i balconi sono ricchi di fiori dai colori accesi e dove il paesaggio urbano mantiene una forte coerenza.

Chi arriva a Rothenburg per la prima volta rimane colpito soprattutto da tre cose. La prima è la cinta muraria medievale percorribile a piedi, che racchiude interamente il nucleo antico con le sue porte e le sue torri. La seconda è il fascino dei suoi angoli più celebri, a cominciare dal Plönlein, un incrocio triangolare con una torre e una casa a graticcio che è uno dei motivi fotografici più famosi della Germania. La terza è la vita di tutti i giorni nelle piazze: la Marktplatz con il Municipio, la Ratstrinkstube con il suo orologio animato e la chiesa di San Giacomo, dove si conserva uno dei capolavori di Tilman Riemenschneider.

La città è anche uno dei luoghi dove il Natale è una cosa seria. Il mercatino dell'Avvento, il Reiterlesmarkt, ha una tradizione che risale al Quattrocento, e il villaggio natalizio dei Wohlfahrt, aperto tutto l'anno, è diventato una tappa obbligata per chi ama gli addobbi tedeschi. In estate, invece, tocca alle feste storiche: il festival del Meistertrunk a Pentecoste, le Reichsstadt-Festtage a settembre e i concerti del Taubertal Festival ai piedi delle mura. Rothenburg si può visitare tutto l'anno, e ogni stagione le dà un volto diverso.

Questa pagina raccoglie tutto quello che serve per conoscerla: la sua posizione e il clima, la lunga storia da città imperiale libera a località turistica, i piatti e i vini da assaggiare, i luoghi da vedere uno per uno, gli eventi, le informazioni pratiche su come arrivare e gli hotel in cui dormire. Per chi preferisce un viaggio organizzato, Rothenburg è una delle tappe fisse dei percorsi lungo la Strada Romantica, e chi arriva da Monaco di Baviera o da Norimberga farà bene a fermarsi a dormire, per godere dell'atmosfera della sera, quando i gruppi sono ripartiti.

I tetti di Rothenburg ob der Tauber visti dall'alto, con una torre con l'orologio in primo piano e un'altra torre sullo sfondo

Geografia fisica, clima e abitanti di Rothenburg ob der Tauber

Rothenburg ob der Tauber si trova in Baviera, nella Franconia Media (Mittelfranken), in provincia di Ansbach, vicino al confine con il Baden-Württemberg. Dista circa 80 chilometri da Norimberga, a ovest della città, e sorge sulla cima di un altopiano sopra la valle del Tauber, il fiume che gli dà il nome. L'altitudine è di circa 425 metri sul livello del mare e le coordinate sono 49° 24' di latitudine nord e 10° 11' di longitudine est. La città si trova ai margini del parco naturale Frankenhöhe, e a est del centro il terreno sale con il gradino che gli abitanti chiamano Trauf, il bordo dell'altopiano.

Il territorio comunale misura circa 42 chilometri quadrati ed è suddiviso in 39 località, fra cui la stessa Rothenburg, Detwang, Bettenfeld e Leuzenbronn, oltre a numerosi mulini disseminati nella valle. Nei dintorni, in senso orario da nord, confinano Steinsfeld, Neusitz, Gebsattel, Insingen, Rot am See, Blaufelden, Schrozberg e Creglingen, e gli ultimi quattro comuni appartengono già al Baden-Württemberg. In Baviera Rothenburg è una città di importanza media: è, tra l'altro, la più piccola fra le città bavaresi con lo status di grande città di distretto (Große Kreisstadt), titolo che mantiene dal 1972, quando il distretto di Rothenburg fu sciolto e la città entrò nel distretto di Ansbach.

Abitanti e religione

Alla fine del 2025 la città contava 11.331 abitanti, con una densità di circa 272 abitanti per chilometro quadrato. Come si è detto, soltanto una piccola parte, circa 2.500 persone, vive entro le mura. Dal punto di vista religioso la città è stata per secoli protestante, dalla Riforma del 1544, ed è rimasta tale nella maggioranza della popolazione: nel censimento del 2022 si dichiarava evangelico il 45,3% dei residenti e cattolico il 16,2%, mentre il restante 38,4% non indica una confessione o ne indica altre. Ancora nel 2018, nei dati diffusi dalla città, la proporzione era di tre protestanti per ogni cattolico.

Rothenburg ob der Tauber in cifre
Abitanti (31/12/2025)11.331
Abitanti entro le mura (2018)circa 2.500
Superficiecirca 42 km²
Altitudinecirca 425 m s.l.m.
Località del comune39
Provincia e regioneAnsbach, Franconia Media
Posti lettocirca 3.000

Il clima di Rothenburg

Il clima di Rothenburg ob der Tauber è tipicamente continentale temperato, come quello del resto della Franconia. Nei dati più recenti della stazione cittadina, posta a 415 metri di altitudine, la temperatura media di gennaio è di circa 1,5 °C, quella di febbraio sfiora i 4 °C e quella dei mesi estivi, luglio e agosto, si aggira sui 20 °C. Ne risulta una media annua intorno ai 10,5 °C e una piovosità complessiva di poco più di 640 millimetri l'anno, distribuita in modo abbastanza regolare, con i valori più alti fra agosto e ottobre.

In pratica, la stagione migliore per camminare sulle mura e visitare le piazze va da maggio a settembre, quando le giornate sono lunghe e i fiori ai balconi sono al massimo. Aprile e ottobre sono mesi tranquilli, con meno visitatori e colori bellissimi, soprattutto in autunno, quando gli alberi della valle del Tauber diventano gialli e rossi. Da fine novembre alla vigilia di Natale la città è invece illuminata e addobbata per il mercatino, e vale la pena affrontare il freddo: l'inverno bavarese, con la neve sui tetti e le luci nelle strade, è per molti il momento in cui Rothenburg mostra il suo volto più romantico. Per prepararsi al viaggio si può consultare anche la pagina sul meteo in Baviera.

Un'economia fondata sul turismo

Per capire Rothenburg occorre sapere che l'economia della città, oggi, ruota in gran parte intorno all'ospitalità. Nel 2019 i pernottamenti sono stati 561.347 e nel 2018 564.146, il valore più alto degli ultimi decenni; nel 2020, con la pandemia, sono crollati a 238.303. Per confronto, nel 1913 se ne contavano circa 30.000, nel 1957 circa 155.000 e nel 1970 circa 220.000: la crescita è stata continua per più di un secolo. Gli ospiti giornalieri, che non pernottano ma visitano la città durante il giorno, sono stimati in circa 1,9 milioni l'anno. Ad accoglierli ci sono circa 3.000 posti letto in tutte le categorie di prezzo, due campeggi, due aree di sosta per camper e un ostello della gioventù.

La città ha stretto rapporti di gemellaggio con Athis-Mons in Francia (dal 1976), Suzdal in Russia (dal 1988) e Uchiko in Giappone (dal 2011), e rapporti di amicizia con, fra le altre, Montagnana, in Italia, e Telč, in Repubblica Ceca. Con Arlington, in Texas, esiste anche un legame fra mercatini di Natale. Segno, ancora una volta, di quanto il nome di Rothenburg viaggi lontano.

Storia e origini di Rothenburg ob der Tauber

La storia di Rothenburg è lunga, e ripercorrerla serve per capire perché la città appaia oggi così com'è. Le origini sono legate a due luoghi: Detwang, un villaggio nella valle del Tauber, e lo sperone di roccia sopra di esso. Intorno al 970 il nobile della Franconia orientale Reinger fondò la parrocchia di Detwang, la cui chiesa dei Santi Pietro e Paolo divenne la chiesa madre della futura città. Intorno al 1080 i conti di Komburg costruirono un castello sul luogo detto «Essigkrug», accanto all'attuale ospedale; nel 1116 la loro eredità passò al monastero di Komburg e a quello di Neumünster di Würzburg.

Il castello degli Staufer e la nascita della città

Il vero atto di nascita è del 1142, quando il re Corrado III, il primo sovrano della dinastia degli Hohenstaufen, acquisì l'area della futura città e vi fece costruire la «Rote Burg», il castello rosso, sullo sperone sopra il Tauber. Nel 1167 il castello è chiamato per la prima volta «Castrum Imperiale», castello imperiale. Corrado governò l'impero da questa rocca, ma fu l'unico sovrano a utilizzarla, e quando i suoi due figli morirono presto la fortezza perse rapidamente importanza. Eppure era stato gettato il seme dello sviluppo: dal castello l'insediamento si estese sul colle, fino a diventare una vera città.

Alla fine del XII secolo, dal borgo del castello si sviluppò una città, chiamata «Civitas» nel 1241. Aveva già una prima cinta muraria, una piazza del mercato, una chiesa parrocchiale gestita da due ordini cavallereschi (i Giovanniti e i Cavalieri Teutonici) e due monasteri, uno domenicano e uno francescano. Secondo la tradizione, i diritti di città furono concessi dal Barbarossa nel 1172. Le mura si allargarono più volte: una seconda cinta risale ai primi anni del Duecento, e nel Trecento fu aggiunto il quartiere dell'ospedale, il Spitalviertel, portando il perimetro fortificato a più di tre chilometri. Per questo, oggi, la parte più antica della città si riconosce anche dalle torri più interne, come il Markusturm e il Weißer Turm.

Nel 1274, il 15 maggio, re Rodolfo d'Asburgo concesse alla città un grande privilegio di libertà, elevandola a città libera imperiale (Freie Reichsstadt). Per oltre cinque secoli Rothenburg non riconobbe altra autorità che l'imperatore e l'impero, e a lungo fu quasi del tutto autonoma. Funzionari regi governarono la città fino a quando, a poco a poco, una classe alta di patrizi prese in mano l'amministrazione, con una costituzione fondata su un consiglio e sostenuta dai privilegi regi.

Le torri di Rothenburg ob der Tauber sopra le mura, tra gli alberi in colori autunnali

L'età d'oro: Heinrich Toppler e il territorio della città

Il periodo di maggior splendore, politico e commerciale, fu fra il Duecento e il primo Quattrocento. Nel Medioevo la città raggiunse e superò i seimila abitanti, e intorno al 1400 era fra le dieci città più grandi del Sacro Romano Impero. Dal 1383 Rothenburg si espanse oltre le proprie mura, integrando i sobborghi in una nuova cintura difensiva, e nel giro di pochi decenni acquisì terreni, beni e diritti, formando un territorio di circa 400 chilometri quadrati, la cosiddetta «Landwehr», protetta da una riserva di terre dal 1430 circa.

Il protagonista di quest'epoca fu Heinrich Toppler, il potente borgomastro, figura dominante della città dal 1350 circa al 1408, che la guidò in una fase di espansione. Le sue grandi imprese politiche lo portarono a incontrare anche il re Venceslao nel suo «castelletto d'acqua» sul Tauber, il Topplerschlösschen, costruito nel 1388, che ancora oggi si può vedere dalla terrazza del Burggarten. Nel 1408 Toppler cadde vittima di circostanze politiche sfavorevoli e dell'opposizione di una fazione rivale di patrizi, e morì nel Staatsverlies, la prigione sotterranea del Municipio, dove oggi si può scendere.

Rivolte, Riforma e comunità ebraica

Non tutto, in quegli anni, fu splendore. La comunità ebraica, un tempo numerosa e influente, fu duramente colpita: nel 1298 il pogrom di Rintfleisch fece circa 450 vittime, e un altro pogrom si ebbe nel 1349, nell'anno della peste. Entro il 1520-1521 gli ebrei furono poi espulsi dalla città, e la sinagoga fu trasformata in cappella. Il grande rabbino Meir di Rothenburg (1215 circa-1293) è la figura più illustre di quella comunità. Una piccola comunità ebraica si ristabilì a Rothenburg dal 1871, ma nel 1938 fu espulsa con la violenza: la città porta ancora oggi una responsabilità nella Shoah tedesca.

Fra il 1451 e il 1455 una rivolta dei ceti artigiani interruppe per un breve periodo il dominio dei patrizi, che poi ripresero il controllo. Nel 1525, nel quadro della Guerra dei contadini, la città si alleò con i contadini guidati da Florian Geyer, e dopo la sconfitta il margravio Casimiro di Brandeburgo-Kulmbach fece decapitare diciassette capi sulla piazza del mercato e impose alla città un pesante risarcimento di guerra. Il 23 marzo 1544 il riformatore Thomas Venatorius tenne il primo sermone evangelico e Rothenburg passò alla Riforma luterana: i due monasteri furono sciolti e la città perse importanza politica, restando però un centro economico della regione.

La Guerra dei Trent'anni e il Meistertrunk

Il periodo più difficile fu la Guerra dei Trent'anni. Città protestante sotto un imperatore cattolico, Rothenburg fu costretta a scelte di lealtà impossibili, tra passaggi di truppe, acquartieramenti, contribuzioni estorte e saccheggi, e fu conquistata sia nel 1631 che nel 1645, mentre le epidemie decimavano la popolazione. Nell'ottobre 1631 il conte Tilly, comandante delle truppe imperiali e cattoliche, assediò la città, difesa da una guarnigione svedese: l'8 ottobre gli svedesi erano entrati a Rothenburg, il 30 ottobre, dopo il bombardamento, la città si arrese e fu abbandonata al saccheggio. Il 13 gennaio 1632 le truppe imperiali lasciarono Rothenburg.

In questo scenario nasce la leggenda del Meistertrunk, la «bevuta del borgomastro»: secondo il racconto, Tilly promise di risparmiare la città se uno dei consiglieri fosse riuscito a vuotare in un solo sorso un enorme boccale contenente tre litri e un quarto di vino, e l'ex borgomastro Georg Nusch (1588-1668) compì l'impresa salvando Rothenburg dal saccheggio. Gli storici considerano la vicenda improbabile, e la leggenda compare nelle fonti solo intorno al 1770, ma questo non ha impedito che diventasse il simbolo della città: ancora oggi viene ricordata ogni anno a Pentecoste con una grande festa, e ogni ora l'orologio della Ratstrinkstube la mette in scena. Ne parliamo più avanti in questa pagina e nell'articolo dedicato.

Dalla Baviera ai pittori, dalla ferrovia alla guerra

Fra il 1802 e il 1803 Rothenburg perse lo status di città imperiale e passò al regno di Baviera, nel quadro del riordino dell'Europa centrale di epoca napoleonica. Nel 1810 il territorio occidentale della città fu ceduto al Württemberg. L'Ottocento fu un secolo decisivo: artisti, scrittori e scienziati «riscoprirono» Rothenburg come modello di urbanistica antica tedesca. Dal 1870 vi lavorarono pittori come Gustav Schönleber, Eugen Bracht, Hans Thoma e Carl Spitzweg, e dopo di loro una schiera di artisti americani, inglesi e scozzesi come Toby Rosenthal, Elias Bancroft, James Douglas e Arthur Wasse, che ne immortalarono i vicoli «pittoreschi», fissando nell'immaginario europeo l'immagine ideale della città tedesca medievale. Il primo edificio fuori dalle mura fu costruito nel 1884.

Nel 1873 la città fu collegata alla rete ferroviaria tedesca, con la linea da Steinach, sulla ferrovia Würzburg-Ansbach, e nel 1905 si aggiunse anche il collegamento con Dombühl via Schillingsfürst, rimasto in funzione fino al 1971. Il turismo diventò il centro dell'economia, e una modesta industrializzazione fece crescere la popolazione. Per la Germania degli anni Trenta, con il nazionalsocialismo, Rothenburg fu un luogo di riferimento nella scena culturale del Terzo Reich, un capitolo di storia che la città oggi non nasconde.

Il 1945 e la ricostruzione

Per Rothenburg e la sua ottima economia la situazione idilliaca sembrava senza fine, ma negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, il 31 marzo 1945, un bombardamento aereo americano distrusse circa il 45 per cento della città vecchia entro le mura, in particolare il quartiere orientale. Le fonti storiche ricordano 39 vittime. L'obiettivo originario era un deposito di petrolio a Ebrach, che per la foschia non poté essere colpito, e Rothenburg fu scelta come obiettivo sostitutivo. Le mura esterne in gran parte resistettero e divennero la base per la ricostruzione.

La città fu risparmiata dalla distruzione totale grazie a un intervento americano: John McCloy, più tardi alto commissario degli Stati Uniti in Germania, raccontò nel 1950 di aver evitato un attacco di artiglieria intervenendo presso il generale Jacob Devers. McCloy è diventato cittadino onorario di Rothenburg. Il 17 aprile 1945 la guerra finì per la città. Dopo la guerra iniziò la grande ricostruzione, che oggi è considerata il maggiore risultato della storia recente di Rothenburg: gli edifici furono ricostruiti sulla base dei piani originali o restaurati, e sul cammino di ronda ci sono ancora le targhe dei donatori, soprattutto americani, che finanziarono il restauro delle mura. Oggi si può ammirare Rothenburg in tutta la sua ritrovata bellezza. Nel 1950 è nata la Strada Romantica, la prima strada turistica tematica della Germania, e Rothenburg ne è una delle stelle.

Le date chiave della storia di Rothenburg
970 circaFondazione della parrocchia di Detwang
1142Corrado III fa costruire il castello imperiale
1274Rodolfo d'Asburgo eleva Rothenburg a città libera imperiale
1311-1485Costruzione della chiesa di San Giacomo
1408Morte del borgomastro Heinrich Toppler
1544Rothenburg passa alla Riforma luterana
1631Occupazione di Tilly e leggenda del Meistertrunk
1802-1803La città passa alla Baviera
1873Arriva la ferrovia
31 marzo 1945Bombardamento aereo, ricostruzione postbellica

Per allargare lo sguardo sulla storia della regione, si può proseguire con la pagina sulla storia della Baviera.

Cosa mangiare e bere a Rothenburg: cucina francone, vino e birra

A Rothenburg si mangia bene, e soprattutto si mangia francone. La cucina locale appartiene alla tradizione della Franconia e dell'Hohenlohe, la regione confinante nel Baden-Württemberg, e privilegia ingredienti del territorio: le mele Wettringer Tauberapfel, il Grünkern (spelta raccolta ancora acerba e poi essiccata), i prodotti dei mulini della valle del Tauber e l'agnello della Franconia e dell'Hohenlohe. Fanno parte della tavola anche oca, anatra e selvaggina di cacciatori locali, le lumache del Tauber e lo zafferano franconio, un condimento tipico. Nei periodi di digiuno non mancano piatti semplici di Quaresima, che ricordano quelli serviti ai pellegrini del Cammino di San Giacomo.

Questa cucina ha anche una regia: l'associazione «Genießen ob der Tauber», fondata il 2 dicembre 2015 da albergatori e ristoratori, e oggi guidata da locali che promuovono piatti regionali accompagnati da vini franconi. Una delle sue iniziative è il «Fränkisches Versucherle», in cui i locali aderenti dedicano un mese ciascuno a un tema gastronomico, dalle prelibatezze a base di mele alla tradizionale oca di San Martino, e le servono con i vini abbinati. Nel 2016 è nato anche il progetto «Handmade in Rothenburg», che presenta al pubblico le manifatture e gli artigiani della città.

Lo Schneeball, il dolce simbolo di Rothenburg

Il dolce più famoso della città è lo Schneeball, la «palla di neve»: un dolce fritto fatto con pasta frolla secondo una ricetta secolare, cosparso di zucchero a velo bianco nella versione classica, ma oggi disponibile anche con cioccolato e altre varianti. Lo si vede in vetrina in quasi ogni via del centro storico, e per molti visitatori è il souvenir commestibile per eccellenza. Per altri dolci della tradizione bavarese e tedesca, si può consultare la pagina sui dolci e le torte.

Il vino di Rothenburg: il punto più meridionale della Franconia

Pochi sanno che Rothenburg è anche un luogo di vino. Direttamente sotto le mura, in località An der Eich, si trova il punto più a sud della zona vinicola tradizionale della Franconia, la vigna «Rothenburger Eich», con un sentiero didattico dei vitigni che presenta oltre 120 varietà di uva. L'azienda vinicola Glocke, in Plönlein 1, organizza visite guidate in vigna di circa 90 minuti con il viticoltore e degustazioni in cantina, e a Adelshofen anche l'azienda di Gerhard Blumenstock produce vino locale. Il vino è, del resto, protagonista del Meistertrunk, e non è un caso che la leggenda cittadina si fondi proprio su un boccale da tre litri e un quarto. A metà agosto, ogni anno, dal 2009 il Weindorf, il «villaggio del vino» di Rothenburg, porta sulla piazza Grüner Markt i vini franconi con piatti abbinati dei ristoratori, in un'atmosfera quasi mediterranea creata dalle luci che illuminano la chiesa di San Giacomo; nel 2026 si è tenuto dal 12 al 16 agosto. Per un panorama più ampio sul tema, la pagina su vini e liquori raccoglie le denominazioni della Baviera.

La birra: Landwehr-Bräu e la birra del Markusturm

Anche la birra ha il suo posto. A circa sei chilometri a nord, a Reichelshofen, il birrificio privato Landwehr-Bräu produce birra dal 1755, con ben 13 tipi, fra cui la tradizionale birra rossa francone, la «Rotfränkisch», e organizza visite guidate. Nel centro storico, il Romantik Hotel Markusturm, in Rödergasse 1, ha una propria produzione: la famiglia Berger prepara una birra che si serve fresca solo nel ristorante dell'albergo. Chi vuole conoscere meglio il mondo della birra bavarese può proseguire con la pagina sulle birrerie.

Dove sedersi? Il consiglio, più che indicare un indirizzo, è cercare i locali che espongono sul menù il marchio dei prodotti regionali e fermarsi per un pranzo francone in una delle locande del centro, evitando di mangiare in fretta a ridosso della Marktplatz. Per altre indicazioni sulle specialità di tutta la regione si veda la pagina sulla cucina bavarese.

Cosa vedere a Rothenburg ob der Tauber: le attrazioni da non perdere

Rothenburg è una città da girare a piedi, in un percorso che può durare una giornata o si può spezzare in due, se si vuole entrare nei musei e salire sulla torre del Municipio. Qui di seguito le tappe principali, in un ordine che ricalca un possibile itinerario dalla piazza centrale fino al Tauber.

La Marktplatz e il Rathaus

La piazza del mercato di Rothenburg illuminata di sera con l'albero di Natale, il municipio e la Ratstrinkstube

Da non perdere la Marktplatz, la piazza del mercato, da sempre luogo principale della vita cittadina anche grazie alla presenza del Rathaus. Il grande edificio del Municipio è caratterizzato da due differenti stili architettonici: la parte gotica, con la torre, risale al periodo fra il 1250 e il 1400, mentre la facciata principale sulla Marktplatz è rinascimentale e fu costruita fra il 1572 e il 1578, con le arcate aggiunte nel 1681. Le due parti sono collegate dalla corte coperta, il Lichthof, sul cui portale si vedono ancora le antiche misure di Rothenburg, la «Rute», l'«Elle» e lo «Schuh» a sinistra e la «Klafter» a destra: nel Medioevo ogni piccolo stato aveva le sue, e le esponeva pubblicamente nella piazza.

Il Rathaus ha una particolarità architettonica: la sua torre non ha fondamenta proprie, ma è semplicemente posata sul timpano. Dall'alto, in cima a 220 gradini, si gode un panorama a 360 gradi sui tetti del centro e sulla valle del Tauber, e il consiglio è di salire poco prima del tramonto. Il gotico del Rathaus colpì così tanto che, nel 1893, fu preso a modello per il padiglione tedesco all'Esposizione Colombiana di Chicago. Sotto l'edificio, nelle volte, si trovano il Historiengewölbe, un piccolo museo dedicato alla difficile situazione di Rothenburg durante la Guerra dei Trent'anni, con armi e uniformi, e l'antica prigione dove morì Toppler nel 1408.

Da vedere inoltre la Baumeisterhaus, la casa del capomastro, che venne edificata nel 1596 come residenza dell'architetto della città. Sulla stessa piazza si affacciano il Fleisch- und Tanzhaus e il Jagstheimerhaus, due dei palazzi più riconoscibili.

La Ratstrinkstube e l'orologio del Meistertrunk

La Ratstrinkstube è forse l'edificio più noto di Rothenburg. Era riservata ai consiglieri comunali, la vecchia taverna del Municipio, e oggi ospita l'ufficio turistico. Gli orologi sono diversi, e quello principale fu installato nel 1683. Dal 1910, ai lati dell'orologio artistico si aprono due finestre con figure: ogni ora, fra le 10 e le 22, mostrano la leggendaria scena del Meistertrunk, con il generale Tilly e il borgomastro Nusch che vuota il boccale.

Un uomo in costume rinascimentale con la gorgiera beve da un grande boccale di vetro decorato

La chiesa di San Giacomo e l'altare di Riemenschneider

La strada principale di Rothenburg è la Herrngasse (via dei Signori) che collega la Marktplatz con i Burggarten (giardini del castello). È una tipica via di un paese bavarese: eleganti abitazioni dalle facciate realizzate con stili e colori diversi, balconi ricchi di fiori dai colori accesi e molti negozi. Tra le chiese è da segnalare la Jakobskirche, la chiesa di San Giacomo, che è la più grande e importante della città. La costruzione, iniziata nel 1311, è durata quasi due secoli, fino alla solenne consacrazione del 1485. L'esterno, con due alti campanili, e l'interno, sobrio e severo, sono in stile tardo gotico. La sua mole testimonia la ricchezza della città, la fede medievale e l'importanza di Rothenburg come meta di pellegrinaggio; un elemento architettonico particolare è il coro occidentale, costruito sopra una strada.

Il tesoro artistico principale è l'altare del Sangue Sacro (Heilig-Blut-Altar), opera di Tilman Riemenschneider, realizzato fra il 1500 e il 1505. Il nome deriva da una reliquia, una goccia del sangue di Cristo giunta a Rothenburg alla fine delle crociate, che attirò un numero crescente di pellegrini. Intorno al 1500 il consiglio affidò allo scultore di Würzburg il compito di creare per essa un altare adeguato: ne uscì un lavoro che rappresenta l'Ultima Cena, l'ingresso di Gesù a Gerusalemme e la scena del Monte degli Ulivi, considerato uno dei più belli della Germania meridionale. La chiesa conserva anche un secondo lavoro di Riemenschneider, l'altare di Ludovico di Tolosa, l'altare dei Dodici Apostoli di Friedrich Herlin e il grande organo Rieger, con 69 registri e 5.500 canne.

Le mura, le torri e le porte

Quello che però caratterizza maggiormente Rothenburg è la grande cinta muraria che racchiude la città e le solenni porte d'accesso: una parte delle mura è percorribile a piedi. La passeggiata sul cammino di ronda, il Turmweg, è per molti l'apice della visita; nelle parti nord ed est della città vecchia le mura sono alte fino a sei metri. Il percorso ha una lunghezza di circa quattro chilometri e richiede circa due ore e mezza di tempo, con tabelle informative lungo la strada. L'unica torre accessibile è il Röderturm.

Fra le porte più belle ci sono la Klingentor e la Galgentor (chiamata anche porta di Würzburg). Il Klingenturm, terminato intorno al 1400, serviva da torre dell'acqua; dietro la porta si trova la tardogotica chiesa di San Wolfgang, o chiesa dei pastori, costruita fra il 1475 e il 1493 da una confraternita di pastori: è una chiesa fortificata con casematte sotterranee e un cammino di ronda nel sottotetto. La casa del guardiano della porta ospita oggi il Schäfertanzkabinett, dedicato alla danza dei pastori. Altre porte celebri sono il Burgtor, la più antica e grande, con una piccola porta nell'anta interna, il «Nadelöhr», che permetteva di passare di notte senza aprire i portoni, il Rödertor e il Spitaltor, del 1556, con la grande barbacane della Spitalbastei.

Il Plönlein, il Burggarten e il Topplerschlösschen

Il Plönlein, la «piccola piazza» (dal latino «piccola piazza») è uno dei più bei panorami medievali della Germania. Due importanti strade di accesso, una dal Taubertal e dalla Doppelbrücke a destra, una dal sobborgo a sud a sinistra, formano una piccola piazza triangolare. La torre che si vede dietro è il Siebersturm, del 1385 circa, porta della seconda cinta, e la porta più piccola a destra, verso la valle, è il Kobolzeller Tor, del 1360 circa, parte di una delle strutture difensive più interessanti della città, con zwinger e un tempo quattro porte.

Il nome Burggarten, «giardino del castello», è in effetti fuorviante: un castello del XII secolo, ovviamente, non aveva il giardino. Più correttamente andrebbe chiamato «giardini al posto del castello», perché qui nel 1142 gli Hohenstaufen eressero il loro castello imperiale. Un terremoto distrusse l'edificio nel 1356, e le pietre delle rovine, materiale prezioso, furono usate per costruire le mura. Si salvò soltanto la cappella di San Biagio, che era in realtà l'«Hohes Haus», forse la sala di rappresentanza del re, e oggi è un monumento ai caduti delle due guerre mondiali. Dal giardino si vede la valle e, sul fondo, il Topplerschlösschen, torre del 1388 che fu la residenza di riposo del potente borgomastro. Nel 2010 è stata inaugurata nel Burggarten una stele che ricorda la fondazione dell'antica rocca.

Chiese e conventi: San Francesco e San Giovanni

Fra le altre chiese, la Franziskanerkirche, l'antica chiesa del convento francescano, fu costruita nel 1285 in stile gotico primitivo e custodisce l'altare di san Francesco di Riemenschneider. La Johanniskirche, oggi una delle due chiese cattoliche della città, fu costruita fra il 1390 e il 1410.

I musei di Rothenburg

Il museo più particolare della cittadina è il Kriminalmuseum, il Museo criminale medievale, ospitato nell'ex commenda dei Giovanniti del 1395, ristrutturata in stile barocco nel 1718. In una superficie di 2.000 metri quadri su quattro piani viene presentata la storia della giurisprudenza e del diritto in Germania, con documenti, libri ma soprattutto attraverso i più svariati strumenti di tortura e punizione, come la gogna, il cavalletto, la sedia chiodata, le maschere della vergogna e le cinture di castità. È uno dei più grandi musei di storia del diritto d'Europa. Nel 2026 il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.15; il biglietto per adulti costa 10,50 euro, ridotto per pensionati 9,50, per studenti 7,50, per scolari dai 6 anni 6 euro, con biglietto famiglia a 26,50 euro. Una mostra speciale è dedicata alla persecuzione delle streghe.

Nel RothenburgMuseum, ex Reichsstadtmuseum, ospitato nell'antico convento delle domenicane di Klosterhof 5, si trovano la Passione di Rothenburg, il grande boccale dei principi elettori, la collezione dedicata alla storia ebraica della città e la sezione sulla «via di Rothenburg», che racconta come la città è stata dipinta e fotografata nei secoli. Fra il 2020 e il 2022 la mostra «Pittoresk!» e quella «Rothenburg in London» hanno raccontato quanto l'architettura della città abbia influenzato la città giardino di Hampstead Garden Suburb, a Londra, i cui architetti ne copiarono i particolari all'inizio del Novecento.

Ci sono poi l'Alt-Rothenburger Handwerkerhaus, che in undici stanze arredate in modo originale mostra come viveva e lavorava un semplice artigiano con la sua famiglia, e il Deutsches Weihnachtsmuseum, all'interno del villaggio natalizio dei Wohlfahrt. Fra i luoghi ricordati nelle guide ufficiali ci sono anche il Rothenburg Dungeon e il museo della grafica.

Il negozio dei Wohlfahrt

Un grande albero di Natale illuminato e casette a graticcio con luci e neve in un villaggio natalizio

Un altro vanto della città si trova nella Herrngasse 1: è il negozio di giocattoli e articoli natalizi della famiglia Wohlfahrt, a Rothenburg dal 1977, che oggi è il Weihnachtsdorf, il villaggio di Natale aperto nel 1981, aperto tutto l'anno, anche di domenica. Su più di mille metri quadri di vendita vengono proposti circa 20.000 articoli, e ogni anno passano di qui oltre un milione di visitatori. Forte del grande successo ottenuto in Germania, l'azienda ha aperto 20 negozi permanenti in sei paesi, più tre nelle basi militari americane in Germania, e gestisce oltre cinquanta chioschi nei mercatini di Natale del mondo. L'azienda è ancora diretta da Rothenburg dalla famiglia Wohlfahrt, con oltre 300 dipendenti fissi.

La Doppelbrücke e la valle del Tauber

Scendendo dal Plönlein si arriva alla Doppelbrücke, il ponte a due ordini sul Tauber, e da qui un sentiero porta lungo il fiume fino al Topplerschlösschen, in un paesaggio di prati e mulini. Per chi ha tempo, la valle del Tauber è un ottimo luogo per camminare: ogni anno a fine aprile e in ottobre la città organizza settimane di escursioni guidate gratuite, e ogni mercoledì si ritrovano gli escursionisti locali. Un tempo, invece, le rive del Tauber erano il luogo prediletto dai pittori che arrivarono a Rothenburg nell'Ottocento, e chi cammina per la valle capisce subito il perché.

Altre cittadine della Strada Romantica

Rothenburg è solo una delle perle della Strada Romantica. A breve distanza si trovano Dinkelsbühl, Nördlingen e Weikersheim, tutte città che conservano il loro aspetto antico, e sull'estremo sud del percorso Füssen e Neuschwanstein. Per scoprire altri paesi simili, esplora la pagina sui borghi medievali della Baviera.

Meistertrunk, Reiterlesmarkt e le altre feste di Rothenburg

L'evento principale di Rothenburg è la Bevuta del Borgomastro (Meistertrunk), ricordata dall'apparizione delle figurine del sindaco e del generale Tilly sulla facciata della Ratstrinkstube, la vecchia taverna del Municipio, ora Ufficio turistico, che avviene ogni ora dalle 10 alle 22. A Pentecoste, la festa dura quattro giorni, a partire dal venerdì prima di Pentecoste: la Guerra dei Trent'anni rivive con gli attori non professionisti, le truppe dei due eserciti nemici che attraversano i vicoli e la grande sfilata, la domenica, che termina nell'accampamento davanti alla Galgentor.

Il Festspiel «Der Meistertrunk» fu scritto dal vetraio e poeta di Rothenburg Adam Hörber (1827-1905), che trasformò gli avvenimenti del 1631 in un'opera teatrale; la prima rappresentazione si ebbe la domenica di Pentecoste del 1881 nella Kaisersaal del Rathaus, con un successo enorme e già migliaia di ospiti. Oggi la rievocazione storica è portata da circa mille attori, e dal 2014 è nell'elenco bavarese del patrimonio culturale immateriale e, dalla fine del 2016, in quello nazionale. Nell'edizione 2026 i biglietti per lo spettacolo nella Kaisersaal costavano 20 euro (ridotto 17) in primo settore, 15 (ridotto 12) in secondo e 9 (ridotto 6) in terzo, per uno spettacolo di circa 100 minuti, vietato ai minori di sei anni. Nel 2026 sono stati proposti anche spettacoli di scene dell'anno 1631 al museo, il sabato, fino a novembre, tutti esauriti, e la prevendita per il 2027 inizia alla fine di ottobre.

Reichsstadt-Festtage, Weindorf e Taubertal Festival

Le Reichsstadt-Festtage, il primo fine settimana di settembre, sono uno dei punti culminanti del calendario: si racconta tutta la storia della città con circa mille partecipanti in oltre venti gruppi storici, con cavalieri, arcieri del re e contadini medievali, la fiaccolata del venerdì sera e i fuochi d'artificio della sera del sabato. Si tennero per la prima volta nel 1974, esattamente 700 anni dopo l'elevazione di Rothenburg a città imperiale, nel 1274.

In estate si tiene anche il Toppler-Theater, il più piccolo teatro professionale all'aperto della Baviera, nel cortile nord dell'antico convento delle domenicane, con commedie leggere, e in agosto il Taubertal Festival, un festival rock nato nel 1996, con il pubblico nella valle e sopra, la cinta muraria illuminata. A novembre, dal 2012, c'è anche il Märchenzauber, una settimana di visite guidate, serate di lettura, concerti e mostre dedicate a leggende e fiabe. A primavera il Frühlingserwachen, con le fontane decorate come «Osterbrunnen» e la caccia alle uova nel Burggarten.

Il Reiterlesmarkt, il mercatino di Natale

Alle origini di molti viaggi in Baviera c'è il mercatino di Natale, e quello di Rothenburg è fra i più suggestivi. Il mercatino di Natale Reiterlesmarkt di Rothenburg accompagna l'Avvento già dal Quattrocento, con una tradizione di oltre cinquecento anni che è cambiata poco nelle sue origini. Il nome deriva dal «Reiterle», un cavaliere che nelle credenze popolari era un messaggero dell'altro mondo e volava con le anime dei defunti nelle «notti ruvide»; col tempo è diventato un amichevole messaggero che apre il mercatino con il suo prologo, arrivando a cavallo in piazza.

Nel 2026 il mercatino si tiene dal 20 novembre al 23 dicembre (chiuso il 22 novembre, domenica dei defunti), la domenica e dal lunedì al giovedì dalle 11 alle 19, il venerdì e il sabato dalle 11 alle 20, con 61 bancarelle sulla Marktplatz, sul Grüner Markt, sulla piazza della chiesa e nel cortile del Municipio. Dopo il saluto del sindaco si accende il grande albero al centro, e ogni sera si apre una finestra dell'Avvento al secondo piano del Rathaus, decorata da scuole e gruppi giovanili della regione. L'albero di Natale illuminato, le casette a graticcio e il Weihnachtsdorf dei Wohlfahrt completano il quadro. Per altri mercatini nella zona vedi la pagina sui mercatini di Natale sulla Strada Romantica e quella sui mercatini natalizi in Baviera.

Come arrivare e informazioni pratiche per visitare Rothenburg

Rothenburg si trova sulla A7, e per chi viaggia in auto c'è un'uscita dedicata. In treno non c'è una linea diretta che arriva da lontano: la stazione di Rothenburg è raggiunta con una linea regionale, la RB 82, che parte da Steinach, sulla linea Würzburg-Ansbach, e a Steinach si cambia. Da Francoforte e da Monaco c'è anche un autobus lungo la Strada Romantica, oltre ai servizi Flixbus. Gli aeroporti più vicini sono Norimberga (76 km), Stoccarda (122 km), Francoforte (185 km) e Monaco (210 km). Per spostarsi in Baviera in treno e autobus può servire la pagina su come muoversi in Baviera.

L'ufficio turistico, il Rothenburg Tourismus Service, si trova in Marktplatz 2, nel palazzo della Ratstrinkstube. Nel 2026 l'orario è, da novembre a Pasqua, lunedì-venerdì 9-17 e sabato 10-13, domenica chiuso; da fine aprile al 6 settembre, e durante il mercatino di Natale, lunedì-venerdì 9-17 e sabato, domenica e festivi 10-17; dal 7 settembre a fine ottobre, lunedì-venerdì 9-17 e sabato, domenica e festivi 10-15. Da qui si prenotano anche le visite guidate: ci sono il giro serale con il guardiano notturno, che racconta le leggende e la storia della città, e il giro «fantasma» con il boia. Dalla stessa fonte si possono avere informazioni su parcheggi e stazioni di ricarica per auto e bici elettriche.

Come organizzare la visita? Per vedere i punti principali bastano quattro ore, ma una giornata intera permette di percorrere le mura, entrare in almeno un museo e fermarsi a pranzo. Chi vuole aggiungere la sera, e dormire in centro, vedrà una città molto più tranquilla. È un buon punto di partenza per esplorare la regione anche con un viaggio di più giorni lungo la Strada Romantica, e per la logistica si può guardare anche l'offerta dei tour della Strada Romantica. Per chi viaggia in camper, la pagina sui campeggi della Strada Romantica offre alternative.

Hotel a Rothenburg ob der Tauber: dove dormire

Rothenburg offre circa 3.000 posti letto, in ogni categoria di prezzo: grandi alberghi, piccoli hotel di charme, pensioni a gestione familiare, un ostello della gioventù, due campeggi e due aree per camper. Per chi viaggia con un budget contenuto c'è l'ostello della gioventù, ricavato nell'ex Rossmühle, e per chi si sposta in camper ci sono due campeggi e due aree di sosta. Dormire dentro le mura permette di vivere la città di sera e di mattina presto, quando le strade sono quasi vuote, e di partecipare al giro del guardiano notturno.

  • Il Romantik Hotel Markusturm, in Rödergasse 1, occupa un edificio che nacque nel Duecento come casa della dogana, integrata nelle mura, e da oltre cinquecento anni ospita viaggiatori. Qui la famiglia Berger produce la propria birra, servita solo nel ristorante.
  • L'Hotel BurgGartenpalais, in Herrngasse 26, è gestito dal coordinatore dell'associazione «Genießen ob der Tauber» e propone cucina regionale.
  • L'azienda vinicola e hotel Glocke, in Plönlein 1, è proprio nel punto più fotografato della città e offre degustazioni e visite alle vigne.
  • L'Hotel Eisenhut è un albergo di categoria superiore nel centro storico.
  • L'Hotel Goldener Hirsch è un altro albergo del centro storico, con una cantina vinicola annessa.

La scelta della zona conta meno che in una grande città, perché il centro storico si attraversa a piedi in pochi minuti: dall'estremo nord, vicino alla Klingentor, al Burggarten, a ovest, o fino al Plönlein, a sud, le distanze sono quelle di una passeggiata. Meglio piuttosto valutare se si preferisce un albergo con ristorante e birra o vino di produzione propria, come il Markusturm o la Glocke, oppure una sistemazione più semplice fuori dalle mura, in una delle località del comune.

Per le date del mercatino di Natale, di Pentecoste e delle Reichsstadt-Festtage conviene prenotare con largo anticipo, perché la città si riempie. Per altre proposte di alloggio lungo la strada, la pagina sugli hotel sulla Strada Romantica raccoglie le soluzioni principali, e per chi desidera passare qui la fine dell'anno c'è anche la pagina sul Capodanno sulla Strada Romantica.

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Rothenburg ob der Tauber Rathaus

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