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Aschaffenburg e il castello di Johannisburg sul Meno

Aschaffenburg, la Nizza bavarese sul Meno

Storia, cosa vedere, cosa mangiare e dove dormire nella città del castello di Johannisburg

Nella punta nord-occidentale della Baviera, a circa 80 chilometri da Würzburg, Aschaffenburg è la città in cui il Meno lascia i boschi dello Spessart e si apre verso la pianura. Da oltre due secoli la accompagna un soprannome che dice molto del suo carattere: Aschaffenburg, la Nizza bavarese.

Aschaffenburg, la Nizza bavarese: introduzione alla città

Aschaffenburg è la seconda città della Bassa Franconia dopo Würzburg e il centro più grande del Basso Meno bavarese. È una città di confine in più di un senso: appartiene alla Baviera solo dal 1814, per più di ottocento anni è stata la seconda residenza degli arcivescovi di Magonza e oggi fa parte dell'area metropolitana di Francoforte e del Reno-Meno. Chi arriva da Monaco la trova diversa dalle città dell'Alta Baviera: qui si parla un dialetto vicino a quello dell'Assia, nei locali accanto alla birra si servono il vino di Franconia e il sidro di mele, e l'arenaria rossa dei palazzi ricorda più la valle del Reno che le Alpi.

Il soprannome di «Nizza bavarese» ricorda il clima mite della città, dove gli arcivescovi-elettori di Magonza trascorrevano volentieri i mesi invernali. Il legame di re Ludwig I di Baviera (1786-1868) con la città è certo: fu lui a far costruire il Pompejanum, la copia di una casa romana di Pompei che è ancora oggi uno degli edifici più curiosi della Germania. A Ludwig I, il re che volle a Monaco la Galleria delle Bellezze, Aschaffenburg deve buona parte della sua fama ottocentesca.

Accanto ai monumenti c'è una città viva, sede dal 1995 di una scuola superiore tecnica, con un calendario di feste che va dalla festa popolare di giugno al mercatino di Natale davanti al castello e con una densità di locali fra le più alte della Baviera. Nei paragrafi che seguono trovate un quadro d'insieme: la posizione e il clima, la storia, la cucina, i luoghi da vedere e gli alberghi. Ai singoli monumenti sono dedicati solo i cenni necessari a orientarsi.

La Geografia di Aschaffenburg: Un Ponte tra Spessart e Meno

La città di Aschaffenburg, situata nel nord-ovest della Baviera, in Germania, occupa una posizione geografica di notevole interesse, che ne ha plasmato la storia, l'economia e l'identità. Con una popolazione che si attesta stabilmente intorno ai 72.000 abitanti (dati ufficiali dell'Ufficio Statistico di Baviera, aggiornati a fine 2023), Aschaffenburg si configura come un centro urbano di media grandezza, la cui struttura fisica è in costante dialogo con gli elementi naturali che la circondano.

Il Pompejanum di Aschaffenburg sulla collina sopra i vigneti
Il Pompejanum con il suo vigneto - © Stadt Aschaffenburg

Il tratto dominante e più caratteristico della geografia fisica di Aschaffenburg è senza dubbio il fiume Meno. Questo importante corso d'acqua, affluente di destra del Reno, scorre da est verso ovest attraversando il cuore della città. Il Meno non è solo una via di comunicazione e una risorsa economica storica, ma un elemento paesaggistico fondamentale. Il suo corso qui è ampio e maestoso, e la sua valle funge da corridoio naturale che collega la regione della Franconia alla metropoli di Francoforte, distante appena 40 chilometri a nord-ovest. Il fiume ha modellato il profilo della città, che si è sviluppata sulle sue sponde, con il centro storico aggrappato alla riva sinistra e quartieri più moderni che si estendono sulla riva destra. La presenza del fiume è celebrata dai lungofiume, dal porto fluviale e da un'isola, la "Löweninsel", situata nel parco municipale.

Cinque ponti attraversano il fiume all'interno della città, fra cui il ponte Willigis. Il Meno è anche una via d'acqua: il porto statale di Aschaffenburg, sulla via navigabile europea Reno-Meno-Danubio, è la più grande area produttiva del Basso Meno bavarese, e lungo le rive corre la ciclabile del Meno, che segue il fiume dalle sorgenti alla confluenza nel Reno.

Il Confine con lo Spessart e la Conformazione del Territorio

Se il Meno rappresenta l'asse fluido della città, a sud il suo territorio urbano si appoggia decisamente ai primi contrafforti del Mittelgebirge dello Spessart. Questo medio-bosco, caratterizzato da alture di modesta elevazione (generalmente tra i 300 e i 500 metri) ma molto esteso, costituisce l'altro pilastro dell'ambiente fisico aschaffenburghese. La città sorge proprio al punto di transizione, noto come "Untermainebene", tra la pianura alluvionale del Meno e le colline boscose dello Spessart. Questo passaggio è visibile e percettibile: dal centro città, in pochi minuti, si può raggiungere la fitta foresta di faggi e querce dello Spessart, che domina l'orizzonte meridionale. La vicinanza al bosco ha profondamente influenzato la cultura locale, tanto che Aschaffenburg è spesso soprannominata "Tor zum Spessart", la Porta dello Spessart. Il territorio comunale comprende quindi aree pianeggianti, utilizzate per l'insediamento urbano e le infrastrutture, e aree collinari coperte da bosco, che offrono riparo a una fauna varia e sono solcate da numerosi ruscelli affluenti del Meno.

Aschaffenburg sorge all'angolo nord-occidentale del cosiddetto «quadrilatero del Meno», il grande giro che il fiume compie attorno allo Spessart, nel punto in cui il piccolo fiume Aschaff si getta nel Meno. Il territorio comunale è circondato su tre lati dal circondario di Aschaffenburg e confina a sud con quello di Miltenberg. Il centro storico si distende su un gruppo di alture che scendono ripide verso il fiume: il colle del castello, quello della collegiata, quello dei Gesuiti; oltre il Meno si stendono i quartieri di Leider e Nilkheim e il parco Schönbusch.

Il territorio comunale misura 62,45 chilometri quadrati e ha dislivelli notevoli per una città di fiume. Il punto più basso, a 108,5 metri sul livello del mare, è sul Meno a valle della chiusa di Obernau; il più alto, a 391,5 metri, è sul versante occidentale del Pfaffenberg, già nello Spessart. Il municipio si trova a 138 metri. Poco meno di un terzo della superficie è coperto da boschi, come mostra la tabella.

Uso del suolo nel comune di Aschaffenburg
DestinazioneSuperficie
Insediamenti e vie di comunicazione2.492 ettari
Boschi1.777 ettari
Superficie agricola1.274 ettari
Parchi e aree verdi320 ettari
Totale del territorio comunale6.245 ettari

Alla periferia della città si sono conservati molti frutteti tradizionali ad alto fusto, con meli e peri di varietà locali: fra Schweinheim e Obernau offrono rifugio a specie rare, fra cui la civetta. Nel territorio comunale ci sono due riserve naturali e, a sud di Schweinheim, l'area del Patrimonio naturale nazionale, ricavata da un ex poligono militare.

Il Clima: Caratteristiche di una Posizione di Transizione

Il clima di Aschaffenburg si inquadra nel tipo oceanico temperato (Cfb secondo la classificazione Köppen-Geiger), ma risente della sua posizione di transizione. La vicinanza allo Spessart e la protezione parziale offerta dalle sue alture, insieme alla presenza del fiume, creano un microclima relativamente mite. Gli inverni sono generalmente freddi, con temperature medie di gennaio che si aggirano attorno agli 0°C, e non sono rare le gelate e le nevicate, sebbene il manto nevoso persistente sia meno frequente che in altre zone della Baviera. Le estati, al contrario, sono piacevolmente calde ma raramente afose, con temperature medie di luglio intorno ai 18-19°C. Le precipitazioni sono distribuite abbastanza uniformemente durante l'anno, con un leggero picco estivo, e si attestano mediamente sui 700-750 mm annui. Il fiume Meno può, in casi di intense e prolungate piogge combinate con lo scioglimento delle nevi nello Spessart, essere soggetto a piene significative, evento per il quale la città ha sviluppato nel tempo sofisticati sistemi di monitoraggio e protezione.

Il soprannome della città ha un fondamento nei dati: nella media del trentennio 1991-2020 la stazione meteorologica di Aschaffenburg registra una temperatura media annua di 10,7 gradi, un valore alto per la Baviera. La bassa quota, la valle aperta verso ovest e la protezione dello Spessart spiegano inverni brevi e primavere precoci: nel giardino del Pompejanum crescono all'aperto fichi, mandorli e viti. Per le condizioni del resto della regione rimandiamo alla pagina sul meteo in Baviera.

In conclusione, la geografia fisica di Aschaffenburg è un mosaico armonioso di elementi diversi che si compongono in un quadro unitario. L'acqua del Meno, le verdi foreste dello Spessart, le dolci colline moreniche e le pianure alluvionali definiscono non solo il paesaggio, ma anche il carattere di questa città. La sua posizione di cerniera tra diverse regioni naturali l'ha resa storicamente un crocevia, un luogo di incontro e di scambio, qualità che ancora oggi la caratterizzano. L'ambiente fisico offre ai suoi abitanti una qualità della vita elevata, con la possibilità di conciliare i vantaggi di una città ben collegata e dinamica con la vicinanza immediata alla natura, sia fluviale che forestale, in un equilibrio che pochi centri urbani di analoghe dimensioni possono vantare.

Quartieri

La città è divisa in dieci quartieri: il centro (Stadtmitte), che è il più popoloso, Damm, Schweinheim, Nilkheim, Obernau, Leider, Strietwald, Gailbach e i due piccoli quartieri di Österreicher Kolonie e Obernauer Kolonie. Schweinheim è il più esteso, con quasi 1.600 ettari in gran parte boscosi. Aschaffenburg è una città extracircondariale, cioè non dipende da un circondario, ed è sede degli uffici del circondario che porta il suo nome. Un quadro delle altre principali città della Baviera si trova nella pagina dedicata.

Storia e Origini di Aschaffenburg

Le radici di Aschaffenburg affondano in una storia millenaria, dove la geografia ha spesso dettato il destino. La città sorge su un altopiano terrazzato sulla riva destra del Meno, strategicamente posizionata all'ingresso sud-occidentale della Selva di Spessart e lungo importanti vie di comunicazione fluviali e terrestri. Questo luogo favorevole fu abitato fin dall'antichità, ma la vera fondazione della città è indissolubilmente legata alla presenza romana. Intorno all'anno 85 d.C., i Romani costruirono qui un castello (o "castrum") di dimensioni notevoli, noto come *Castrum ad* (sul) *Menum*, a guardia del confine dell'impero, il *limes*. Questa fortezza, con il suo insediamento civile annesso, rappresenta l'atto di nascita documentato di Aschaffenburg, un avamposto militare e commerciale di fronte al territorio delle libere tribù germaniche.

La collina su cui sorge il centro storico è abitata da molto tempo. Tracce di insediamento nell'area della città vecchia risalgono alla prima età di La Tène, nel IV secolo avanti Cristo, e sul colle è documentato un abitato d'altura tardoantico, occupato dalla fine del IV alla fine del V secolo dopo Cristo. Dopo un periodo di abbandono, il luogo tornò a popolarsi nella seconda metà del VI secolo.

Con il crollo del dominio romano, il periodo altomedievale è avvolto in una certa oscurità. Tuttavia, il nome stesso "Aschaffenburg", attestato per la prima volta nel 975 come "Ascaffaburg", rivela la continuità dell'insediamento. L'etimologia riconduce probabilmente al fiume Aschaff che qui confluisce nel Meno, e al termine "burg", che indica un luogo fortificato. La svolta decisiva giunse con i Franchi e, in particolare, con la potente dinastia salica. L'arcivescovo di Magonza, Aribo, fece costruire tra il 1122 e il 1144 un ponte sul Meno, un'opera infrastrutturale di enorme importanza che consolidò il ruolo della località come nodo commerciale. Ma fu un altro arcivescovo di Magonza, Corrado di Wittelsbach, a dare alla città il suo monumento simbolo: il castello di Johannisburg. Le fondamenta di questa maestosa residenza furono poste nel XIII secolo, anche se la struttura attuale, in stile rinascimentale, risale al XVII secolo. Per oltre otto secoli, fino al 1803, Aschaffenburg rimase un possesso secolare dell'Elettorato di Magonza, fungendo da seconda residenza e centro amministrativo degli arcivescovi-elettori, che vi trascorrevano volentieri i mesi invernali, guadagnandole il soprannome di "Nizza bavarese".

La storia di Aschaffenburg come città comincia nel X secolo. Attorno al 957 il duca Liudolfo di Svevia e sua moglie Ida fondarono la collegiata di San Pietro, poi dei Santi Pietro e Alessandro. Nel 982 la città e la collegiata passarono in dono all'arcivescovado di Magonza, allora retto dall'arcivescovo Willigis, che nel 989 fece costruire il primo ponte di legno sul Meno. Attorno al 1122 l'arcivescovo Adalberto I fece fortificare l'abitato; nel 1144 Aschaffenburg ottenne il diritto di mercato e nel 1161 i diritti di città.

Il Cinquecento e la guerra dei Trent'anni

Nel Cinquecento la città visse una stagione di grande importanza artistica. Nel 1516 i canonici della collegiata commissionarono pale d'altare a «Mathis il pittore», passato alla storia come Matthias Grünewald. Attorno al 1540 il cardinale Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza, lasciò Halle a causa della Riforma e si stabilì ad Aschaffenburg portando con sé gran parte delle sue raccolte d'arte, fra cui molti dipinti di Lucas Cranach il Vecchio e della sua scuola. Nel 1552, durante la seconda guerra dei Margravi, la rocca medievale fu saccheggiata e distrutta; al suo posto il principe elettore Johann Schweikhard von Kronberg fece costruire dal 1605 il nuovo castello, inaugurato il 17 febbraio 1614 e completato negli ultimi dettagli nel 1618-1619.

Durante la guerra dei Trent'anni, dal 1631 al 1634, Aschaffenburg fu in mano svedese. Una leggenda cittadina racconta che il padre cappuccino Bernhard von Trier salvò il castello dall'incendio con una battuta: al re Gustavo Adolfo, che si rammaricava di non poterlo portare in Svezia, fece notare le ruote dello stemma di Magonza scolpite sopra le finestre, con le quali lo si sarebbe potuto far rotolare fin lassù.

Dall'Elettorato alla Baviera: il XIX Secolo

Le guerre napoleoniche sconvolsero gli assetti politici della Germania. Con la secolarizzazione del 1803 e la dissoluzione dell'Elettorato di Magonza, Aschaffenburg, insieme ai territori a destra del Reno, fu inizialmente attribuita al Principato di Aschaffenburg sotto il precedente arcivescovo Karl Theodor von Dalberg, e poi, brevemente, al Granducato di Francoforte. Il Congresso di Vienna nel 1814 sancì il passaggio definitivo al Regno di Baviera. Questo cambiamento di sovranità non diminuì l'importanza della città, anzi. I re bavaresi della casata di Wittelsbach, in particolare Ludovico I, svilupparono un profondo affetto per la città, vedendola come un avamposto della cultura bavarese nella regione. Ludovico I fece erigere, tra il 1840 e il 1848, una nuova residenza estiva in stile neogotico inglese: la Pompejanum, una riproduzione della Casa di Castore e Polluce di Pompei, a testimonianza della sua passione per l'antichità classica. Questo periodo consolidò il ruolo di Aschaffenburg come centro culturale e amministrativo della regione bavarese della Bassa Franconia.

Quando nel 1792 le truppe francesi si avvicinarono a Magonza, l'arcivescovo Friedrich Karl Joseph von Erthal riparò ad Aschaffenburg con mobili, dipinti e la biblioteca di corte. Il 2 ottobre 1806 Dalberg incontrò ad Aschaffenburg Napoleone Bonaparte, e nel 1810 il suo principato confluì nel Granducato di Francoforte. A Dalberg la città deve l'università fondata nel 1808. Dal 26 giugno 1814 Aschaffenburg appartiene alla Baviera. Nel 1854 la città fu collegata alla ferrovia, verso Francoforte e verso Bamberga. Sulle vicende del regno si veda la pagina con i cenni storici sulla Baviera.

Il Novecento e la Ricostruzione

Il XX secolo portò prove durissime. La città, con la sua importante industria (soprattutto tessile e meccanica) e la posizione nodale, fu pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel novembre 1944. Il centro storico venne quasi completamente distrutto, compreso gran parte del maestoso castello di Johannisburg, ridotto a un guscio di rovine. Il dopoguerra fu segnato da una straordinaria opera di ricostruzione, guidata da uno spirito di conservazione della memoria storica. I principali monumenti, come il castello di Johannisburg, la collegiata basilica dei Santi Pietro e Alessandro (fondata nel X secolo) e il teatro municipale, furono ricostruiti meticolosamente, spesso riutilizzando il materiale originale, secondo i principi della ricostruzione filologica. Questa scelta ha permesso ad Aschaffenburg di riconquistare il suo volto storico, pur con le inevitabili cicatrici e gli interventi moderni necessari. Oggi la città si presenta come un armonioso connubio tra un passato illustre, testimoniato dai suoi imponenti edifici ricostruiti, e una vivace realtà contemporanea, rimanendo un centro economico e culturale di primo piano nella regione della Baviera nord-occidentale.

Fra il 27 settembre 1944 e il 25 marzo 1945 Aschaffenburg subì venti bombardamenti aerei. Il più grave, il 21 novembre 1944, colpì soprattutto il quartiere di Damm: morirono 344 persone e circa metà degli abitanti rimase senza casa. Nella primavera del 1945 la città fu dichiarata piazzaforte e difesa per nove giorni contro le truppe americane, dal 25 marzo al 3 aprile. I combattimenti e i tiri di artiglieria aggravarono le distruzioni: il castello di Johannisburg bruciò quasi per intero e il Pompejanum fu gravemente danneggiato.

Nei primi anni del dopoguerra furono ripristinate le chiese; la ricostruzione del castello cominciò nel 1954 e le prime sale riaprirono nel 1964. Il restauro del Pompejanum, avviato nel 1960 e condotto in più fasi, si è concluso con la riapertura come museo nel 1994. Non tutto fu ricostruito: del municipio storico è rimasto solo il portico, inserito nel nuovo municipio del 1958. Nel 1958 la collegiata ha ricevuto da papa Pio XII il titolo di basilica minore e nel 1995, nell'ex caserma dei cacciatori, ha aperto la scuola superiore che oggi si chiama Technische Hochschule Aschaffenburg, una delle università e scuole superiori della Baviera.

Cosa Mangiare ad Aschaffenburg: Un Viaggio tra i Sapori della Baviera e dell'Assia

Aschaffenburg, affacciata sul Meno e spesso definita la "Nizza della Baviera", custodisce un'identità culinaria unica, frutto della sua posizione di confine. Qui la robusta tradizione della Franconia bavarese si fonde con le influenze più raffinate dell'Assia, creando un panorama gastronomico ricco di piatti sostanziosi e specialità locali ben definite. La cucina di Aschaffenburg è genuina, legata al territorio e alle sue stagioni, pensata per riscaldare e nutrire, ma capace anche di sorprendere con note di leggerezza.

Chi conosce già i piatti della cucina bavarese ritrova qui molti nomi familiari, accanto ad altri che a Monaco sono rari.

Il locale più antico della città è lo Schlappeseppel, la locanda storica di Aschaffenburg, nella Schlossgasse, a pochi passi dal castello. La sua origine risale al 1631, quando gli svedesi di Gustavo Adolfo occuparono la città: secondo la tradizione della casa un soldato di nome Lögler, soprannominato «der schlappe Seppel» per un piede malandato, fu incaricato di fare la birra per la corte del re e ci riuscì così bene da dare inizio alla birreria. Oggi nella locanda, che conserva anche un piccolo museo della birra con le attrezzature di un tempo, si mangiano zuppa con canederli di fegato, zuppa di patate, salsicce bianche con il Brezel, arrosto di manzo con cipolle, spezzatino di cinghiale, trota intera e, come dolce, Kaiserschmarrn e frittelle di mele.

Al centro dell'esperienza culinaria aschaffenburghese si trova, inevitabilmente, la “Aschaffenburger Schmooß”. Questa non è un semplice piatto, ma un vero e proprio rito gastronomico e una dichiarazione d'amore per la tradizione francone. Si tratta di un tagliere di legno che presenta una composizione armoniosa e sostanziosa: una porzione di arrosto di maiale saporito, accompagnata da due Klöße, i caratteristici canederli di patate e pane, che assorbono splendidamente i sughi, e da un contorno di cavolo rosso stufato, il Blaukraut, che aggiunge una nota agrodolce e una splendida colorazione. È il piatto della festa e della domenica, simbolo di ospitalità e di saper fare.

Ma la gastronomia locale non si ferma al maiale. Un altro pilastro è il pesce di fiume, in particolare la trota e il pesce persico del Meno e dei suoi affluenti. Spesso preparati in modo semplice, alla mugnaia (“Müllerin Art”) con burro e prezzemolo, o affumicati, questi piatti riflettono il legame storico della città con il suo fiume. Nei mesi più freddi, il “Mainfischer Topf”, uno stufato di pesce ricco e fragrante, diventa una prelibatezza molto ricercata.

Non si può parlare di Aschaffenburg senza menzionare la sua più celebre istituzione dolciaria: il “Aschaffenburger Bembel mit Garten”. Questa specialità, nata nella storica Pasticceria Wolf, è un dolce che racchiude in sé l'essenza della città. Si tratta di una torta composta da una base di pasta frolla, uno strato di marmellata di albicocche (che ricorda i frutteti della zona), una crema alla vaniglia leggera e una copertura di cioccolato fondente decorata con un motivo a fiore. Viene tradizionalmente servita a fette, accompagnata da una tazza di caffè. Il nome, che significa "vaso di ceramica di Aschaffenburg con giardino", evoca immagini della porcellana di Schloss Schönbusch e dei rigogliosi parchi cittadini.

Per quanto riguarda la vita conviviale e la cultura della birra, Aschaffenburg si colloca in una posizione interessante. Pur essendo in Baviera, la sua birra locale per eccellenza non è una Weißbier, bensì una lager chiara prodotta dall'Aschaffenburger Hofbräu, storica birreria cittadina. Nei numerosi Biergarten, come quello incantevole sotto la fortezza di Johannisburg, o nelle tradizionali Wirtschaften, si beve questa birra fresca, spesso accompagnandola con piatti semplici come Obatzda (una crema speziata di formaggio camembert e burro) e Brezeln salatissimi, i tipici pretzel.

Infine, il contesto di questa esperienza culinaria è fondamentale. Dai ristoranti storici del centro, alcuni con volte in pietra che raccontano secoli di storia, alle moderne enoteche che reinterpretano i prodotti locali, fino ai mercati settimanali dove acquistare formaggi, salumi e verdure della regione, il cibo ad Aschaffenburg è sempre un'esperienza autentica. È una cucina che non ambisce all'effimero, ma alla qualità costante, al sapore riconoscibile, al piacere condiviso attorno a un tavolo. Che si tratti di assaggiare una fetta di "Bembel mit Garten" in una caffetteria affacciata sulla piazza del Municipio o di affrontare un ricco piatto di "Schmooß" in una locanda fumosa, il viaggiatore entra in contatto diretto con l'anima più genuina di questa città francone.

Il cinghiale e gli altri piatti di selvaggina ricordano la vicinanza dei boschi dello Spessart, la trota i suoi torrenti. Per orientarsi fra arrosti, stinchi e pesci d'acqua dolce è utile la pagina sui piatti di carne e pesce; alle salsicce, che anche qui non mancano mai, è dedicata quella sui würstel bavaresi, mentre Kaiserschmarrn e frittelle hanno il loro posto fra i dolci e le torte.

Birra, vino di Franconia e sidro

Aschaffenburg ha una lunga storia birraria. Nello Schlappeseppel si è fatta la birra fino al 1975; il marchio appartiene ora, insieme a Heylands e Bavaria, anch'essi nati ad Aschaffenburg, alla birreria Eder & Heylands di Großostheim, a pochi chilometri dal centro. La birreria Heylands si è unita alla Eder nel 1998. Altre città della birra sono nella pagina sugli itinerari della birra in Baviera. Nella bella stagione si beve all'aperto, per esempio nel giardino della locanda Hofgarten, secondo l'usanza dei Biergarten.

Il vino ha un ruolo altrettanto importante. Per Aschaffenburg passa la Bocksbeutelstraße, la strada del vino di Franconia che segue il Meno e i suoi affluenti, e il vino si beve nelle Weinstuben del centro, come la Weinstube Kitz, il Weinhaus Stegmann e Zum Windfang, oltre che nelle Schlossweinstuben, dentro il castello di Johannisburg. La città ha anche un suo vigneto, il più ricco di tradizione: si trova ai piedi del Pompejanum ed è diviso dal 1951 fra il Comune e l'Amministrazione dei castelli bavaresi. Distrutto durante la guerra e ripiantato nel 1963, nel 2007 è stato rinnovato con viti di Riesling. Il suo vino bianco, l'Aschaffenburger Pompejaner, è imbottigliato nel tipico Bocksbeutel, ma la produzione è così limitata che in pratica non arriva in commercio: per tradizione viene servito ai ricevimenti del Comune o regalato in occasioni speciali. Sul vino di Franconia si veda la pagina su vini e liquori della Baviera.

Mercato, locali e feste

Il mercato settimanale si tiene il mercoledì e il sabato sulla piazza del castello, con banchi di frutta, verdura, formaggi, pane, pesce, carne e prodotti dei frutteti della zona. Aschaffenburg ha la più alta densità di locali della Baviera, circa uno ogni 400 abitanti, fra locande tradizionali, caffè, enoteche e cucine di tutto il mondo. Le occasioni per mangiare all'aperto non mancano: la festa popolare di giugno dura undici giorni e si chiude con i fuochi d'artificio e l'illuminazione del castello, mentre la festa della città occupa il centro nell'ultimo fine settimana di agosto, con una cinquantina di gruppi musicali.

Cosa vedere ad Aschaffenburg: Gioiello sul Meno

Aschaffenburg, affettuosamente chiamata "la Nizza della Baviera" per il suo clima mite, è una città ricca di storia, arte e paesaggi incantevoli lungo il fiume Meno. Il suo patrimonio culturale, incentrato su residenze principesche, musei di rilievo e ampi parchi, offre un itinerario di grande interesse.

I monumenti principali di Aschaffenburg sono tre residenze, tutte gestite dall'Amministrazione dei castelli bavaresi, a cui si aggiungono la collegiata e i musei civici. Per il quadro generale delle residenze della regione rimandiamo alla pagina su palazzi e castelli della Baviera.

Il Castello di Johannisburg

Il simbolo incontrastato della città è il Castello di Johannisburg, un maestoso esempio di architettura rinascimentale tedesca. Edificato tra il 1605 e il 1614 per gli arcivescovi principi di Magonza, domina la riva del Meno. Ospita la Pinacoteca Statale con una ricca collezione di opere di Lucas Cranach il Vecchio e di maestri tedeschi e olandesi del XVII secolo. Di eccezionale valore è la Biblioteca del Castello, che custodisce manoscritti miniati medievali. Da non perdere la Städtische Schlossbibliothek con oltre 400 libri rilegati in cuoio, testimonianza unica della cultura libraria barocca.

Il castello è opera dell'architetto di Strasburgo Georg Ridinger: un complesso a quattro ali perfettamente simmetrico, con quattro torri d'angolo alte 52 metri. Del castello medievale Ridinger conservò solo il mastio gotico, inserito nell'ala nord-occidentale come quinta torre. Le facciate sono in arenaria rossa, estratta dalle cave della zona di Miltenberg e Obernburg. Alla fine del Settecento gli interni furono rinnovati in stile neoclassico da Emanuel Joseph von Herigoyen.

All'interno si visitano anche la cappella, con l'altare, il pulpito e le sculture del portale di Hans Juncker; la sala dei paramenti, con le vesti liturgiche dell'antico tesoro del duomo di Magonza; gli appartamenti principeschi con arredi neoclassici e il museo civico del castello. La curiosità maggiore è la più grande raccolta al mondo di modelli architettonici in sughero: 45 riproduzioni dei monumenti di Roma antica, realizzate fra il 1792 e il 1854 da Carl May e da suo figlio Georg. Il modello del Colosseo misura tre metri di diametro.

Il castello di Johannisburg ad Aschaffenburg sul Meno, con un battello
Il castello di Johannisburg visto dal Meno - © Stadt Aschaffenburg

Pompejanum e il Giardino di Schönbusch

Sulle alture sopra il Meno si trova il Pompejanum, una ricostruzione ideale di una villa romana di Pompei, fatta costruire dal re Ludovico I di Baviera. Oggi è un museo gestito dai Bayerische Schlösserverwaltung (Amministrazione dei Castelli Bavaresi) e espone originali romani dalle collezioni statali bavaresi. La vista sul fiume è spettacolare. A pochi chilometri dal centro si estende il parco Schönbusch, uno dei più begli esempi di giardino paesaggistico all'inglese del XVIII secolo. Oltre a viali alberati, specchi d'acqua e un labirinto, si può visitare il castellino (Schlösschen) al suo interno, arredato nello stile del classicismo.

Dal castello un giardino segue il margine alto della riva del Meno fino al Pompejanum, passando per il tempietto della colazione, progettato da Herigoyen nel 1782, e per un pergolato coperto di rampicanti del 1788. Il Pompejanum fu costruito dall'architetto di corte Friedrich von Gärtner sul modello della casa di Castore e Polluce a Pompei. Le stanze si dispongono attorno a due cortili, l'atrio con la vasca e il giardino interno, e sono decorate con pitture e pavimenti a mosaico ispirati a modelli antichi. Dal 1994 vi sono esposte opere romane originali delle Raccolte statali di antichità e della Gliptoteca di Monaco: sculture in marmo, piccoli bronzi, vetri e due rari troni di divinità in marmo. Attorno alla villa cresce un giardino di impronta mediterranea, con fichi, mandorli, viti e pini.

Il parco Schönbusch, a circa tre chilometri dal centro, sull'altra riva del Meno, nacque dal 1775 per volontà dell'arcivescovo Friedrich Karl Joseph von Erthal, che fece trasformare una riserva di caccia in uno dei primi giardini della Germania meridionale nel nuovo stile paesaggistico inglese. Vi lavorarono Herigoyen e, dal 1783, Friedrich Ludwig von Sckell, lo stesso che avrebbe disegnato l'Englischer Garten di Monaco. Fra laghetti artificiali, canali e colline si incontrano il tempio dell'Amicizia, la casa del Filosofo, il villaggio dei pastori, la torre panoramica e il ponte Rosso. Il piccolo castello, costruito fra il 1778 e il 1782, ha dieci sale arredate in stile Luigi XVI e si visita solo con la guida, in circa venti minuti. Il parco è aperto tutto l'anno e l'ingresso è libero.

La Collegiata di Ss. Pietro e Alessandro

Nel cuore della città vecchia sorge la basilica minore Ss. Pietro e Alessandro, fondata nel X secolo. Il suo tesoro più prezioso è il Polittico di Linden, una pala d'altare tardoromanica intagliata nel legno di tiglio verso il 1430. La chiesa, con la sua architettura che va dal romanico al gotico, è un monumento di importanza nazionale e luogo di sepoltura di diversi arcivescovi di Magonza.

La chiesa più antica della città sorge in cima al colle della collegiata e vi si sale da una scalinata barocca a due rampe. La navata, con i pilastri romanici, è del XII secolo; transetto e coro sono della prima metà del Duecento, e il chiostro tardoromanico, costruito fra il 1240 e il 1245, conta 64 capitelli. All'interno si conservano un raro crocifisso romanico, tre bronzi della bottega dei Vischer di Norimberga e soprattutto il Compianto sul Cristo morto di Matthias Grünewald, dipinto attorno al 1525. Negli edifici attorno al chiostro ha sede il museo della collegiata, con reperti archeologici, arte medievale e il tesoro della chiesa.

Musei e Altri Luoghi di Interesse

Il Museo di Storia Naturale e Scientifica della città propone collezioni di geologia, paleontologia e zoologia regionali. La Stiftskirche e i caratteristici vicoli del centro storico, come la Sandgasse, offrono atmosfere suggestive. Il Teatro Comunale, costruito in stile Art Déco, è un importante centro culturale per spettacoli e concerti. Per gli amanti dell'arte moderna, la Kunsthalle Jesuitenkirche ospita mostre temporanee di alto livello nell'ex chiesa barocca del collegio dei Gesuiti.

Fra gli altri musei civici ci sono il museo Christian Schad, aperto nel 2022, la casa del collezionista Anton Gentil e il museo di storia e cultura ebraica nell'ex casa del rabbino; il museo di scienze naturali custodisce anche raccolte di insetti e di minerali dello Spessart. Nel cimitero della città vecchia riposano il poeta Clemens Brentano e lo scrittore Wilhelm Heinse. Chi ha un giorno in più può raggiungere nello Spessart il castello di Mespelbrunn. In dicembre la piazza del castello ospita il mercatino di Natale, che apre il giovedì prima della prima domenica di Avvento, con una grande piramide natalizia e un presepe in stile francone con figure a grandezza naturale; per gli altri rimandiamo alla pagina sui mercatini di Natale in Baviera.

Informazioni Utili per la Visita

Aschaffenburg è facilmente raggiungibile in treno (ICE) o in auto, trovandosi all'incrocio di importanti assi autostradali. La città è perfetta per una visita di uno o due giorni. Il centro storico è compatto e piacevole da esplorare a piedi. I biglietti d'ingresso per i monumenti principali sono acquistabili singolarmente o tramite combinazioni convenienti. I giardini di Schönbusch sono una meta ideale per passeggiate rilassanti e picnic.

Dal castello si passa al giardino che lo collega al Pompejanum, poi alla città alta con la collegiata, i musei civici e il teatro. La città è una fermata dei treni ICE e ha tre uscite sull'autostrada A3 che unisce Francoforte a Würzburg e Norimberga. Per chi viaggia nella Baviera del Nord è una tappa naturale, da abbinare alle città sul Meno e ai castelli dello Spessart.

Orari e biglietti nel 2026
MonumentoAperturaBiglietto intero / ridotto
Castello di Johannisburgda aprile al 3 ottobre 9-18; dal 4 ottobre a marzo 10-16; chiuso il lunedì7 euro / 6 euro
Pompejanum28-31 marzo e 4-31 ottobre 10-16; da aprile al 3 ottobre 9-18; chiuso il lunedì e da novembre al 27 marzo7 euro / 6 euro
Castello di Schönbuschda aprile al 3 ottobre 9-18; chiuso il lunedì e da ottobre a marzo4 euro / 3 euro

Il biglietto cumulativo per il castello di Johannisburg e il Pompejanum costa 10 euro (ridotto 8 euro); fino ai 18 anni l'ingresso è gratuito. La chiusura del lunedì non vale nei giorni festivi. Alle casse del castello di Johannisburg si paga solo in contanti.

Aschaffenburg unisce in modo armonioso la grandiosità delle residenze principesche all'atmosfera accogliente di una città fluviale, proponendo un viaggio nella storia e nell'arte della regione della Franconia bavarese.

Guida agli Hotel di Aschaffenburg

Aschaffenburg, la città bavarese sul Meno conosciuta anche come "Nizza bavarese", offre una variegata selezione di strutture alberghiere che soddisfano le esigenze di viaggiatori d'affari e turisti. La città, dominata dal castello di Johannisburg e ricca di storia, combina il fascino di una località storica con le comodità moderne, riflesse anche nella sua offerta alberghiera.

Hotel di Categoria Superiore e Storici

Per chi cerca un soggiorno in strutture caratteristiche o di alta gamma, Aschaffenburg propone diverse opzioni. L'Hotel Wilder Mann è un albergo storico di prima classe, situato in un edificio tradizionale nel cuore della città, a pochi passi dalla piazza del Municipio. Offre camere eleganti e un servizio raffinato. Un'altra istituzione è l'Hotel Post, che unisce una tradizione secolare a un design moderno e a un'eccellente cucina regionale e internazionale nel suo ristorante. Per un'esperienza di charme unica, il Schlosshotel si trova in una posizione privilegiata all'interno del parco Schönbusch, permettendo agli ospiti di soggiornare in un ambiente bucolico e tranquillo, a breve distanza dal centro.

Il Wilder Mann sorge accanto al vecchio ponte sul Meno, ha 73 camere e un deposito per le biciclette, utile a chi percorre la ciclabile del fiume.

Hotel per il Turismo e la Cultura

Gli hotel centrali sono ideali per visitare le attrazioni culturali. L'Hotel Dalberg offre una posizione comoda e silenziosa vicino alla stazione ferroviaria principale e al centro congressi, con un design funzionale e accogliente. L'Hotel Zum Schiff, situato direttamente sul fiume Meno, garantisce una vista panoramica e un'atmosfera particolare, ideale per chi ama la vicinanza all'acqua. Per un soggiorno moderno e alla moda, il Moxy Aschaffenburg appartiene a una catena internazionale e propone un concept giovane e dinamico, con una lounge che funge da reception, bar e area sociale.

L'Hotel Dalberg è un quattro stelle con 26 camere.

Hotel per Viaggi d'Affari e di Gruppo

Data la presenza di distretti industriali e un centro congressi, la città dispone di hotel funzionali per viaggiatori d'affari. L'Mercure Hotel Aschaffenburg è una struttura moderna e ben attrezzata, con ampie sale conferenze e una posizione comoda per raggiungere le zone commerciali. Allo stesso modo, l'NH Aschaffenburg offre un comfort affidabile e standardizzati, con servizi business e una posizione tranquilla. L'Ibis Aschaffenburg rappresenta una soluzione economica e pratica, con camere essenziali ma confortevoli, perfetta per brevi soste.

Pensioni e Bed & Breakfast

Per un'atmosfera più familiare e personale, Aschaffenburg vende anche diverse pensioni e bed & breakfast. La Pension Am Schloss, come suggerisce il nome, si trova nelle immediate vicinanze del maestoso castello Johannisburg, offrendo agli ospiti una vista incantevole e un'accoglienza cordiale in un ambiente casalingo. La Pension Central è un'altra opzione conveniente e centrale, apprezzata per il suo rapporto qualità-prezzo e la sua posizione ottimale per esplorare la città a piedi.

In conclusione, l'offerta alberghiera di Aschaffenburg spazia dagli hotel di lusso e storici alle catene internazionali, dalle pensioni a conduzione familiare alle moderne strutture design, coprendo un ampio spettro di preferenze e budget. Tutte le strutture beneficiano della posizione strategica della città, punto di partenza ideale per scoprire la Baviera nord-occidentale e la regione del Meno.

Quando prenotare

I periodi più richiesti coincidono con le feste cittadine: gli undici giorni della festa popolare di giugno, l'ultimo fine settimana di agosto con la festa della città e le settimane dell'Avvento, quando il mercatino di Natale occupa la piazza del castello. In questi periodi conviene muoversi per tempo. Chi viaggia in auto tenga conto che nel centro storico si parcheggia soprattutto nelle autorimesse pubbliche, una decina in tutta la città, con circa 4.800 posti. Per allargare la ricerca al resto della regione c'è la pagina sugli hotel in Baviera.

Mappa

Aschaffenburg

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