
Castello di Mespelbrunn: il castello sull'acqua dello Spessart
Storia degli Echter, architettura, visita guidata 2026, il film e come arrivare
Il castello di Mespelbrunn (Schloss Mespelbrunn) è una delle residenze rinascimentali più suggestive della Germania, e l'acqua che lo circonda gli dà un'aria da fiaba. Sorge ai margini dell'omonimo paese, in una valle laterale nascosta fra i boschi dello Spessart, la grande catena di colline boscose della Bassa Franconia, a pochi chilometri da Aschaffenburg. Chi arriva dal viale d'accesso se lo trova davanti all'improvviso: un grande torrione rotondo, facciate color sabbia con frontoni a gradoni, torrette con le cupole d'ardesia, tutto riflesso nello specchio d'acqua che lo cinge.
Non è un museo statale né una rovina restaurata: il castello appartiene ancora oggi alla famiglia che lo ha costruito ed è la residenza dei conti di Ingelheim, che portano il nome completo di «Grafen von Ingelheim genannt Echter von und zu Mespelbrunn». La famiglia abita una parte dell'edificio, mentre l'altra, con le sale storiche, si visita soltanto con una guida. Il suo aspetto attuale risale alla metà del Cinquecento, quando Peter Echter von Mespelbrunn e la moglie Gertraud von Adelsheim avviarono profondi lavori di trasformazione e ampliamento, conclusi nel 1569. Da quella coppia nacque Julius Echter, il potente principe-vescovo di Würzburg che fondò il Juliusspital e rifondò l'università della città.
Al grande pubblico tedesco Mespelbrunn è noto anche per il cinema: nella commedia Das Wirtshaus im Spessart, uscita nel 1958 con Liselotte Pulver, il castello interpreta la dimora dei conti di Sandau. Da allora è diventato in tutta la Germania il simbolo stesso dello Spessart romantico. Il legame fra il castello e il paese, del resto, era già scritto nel nome: il villaggio, che fino al 1938 si chiamava Neudorf, ha adottato proprio quello del castello.
In questa pagina trovi la storia della famiglia Echter e dei suoi eredi, la descrizione del castello e degli edifici che lo circondano, tutte le informazioni per la visita guidata nel 2026 con orari e prezzi, il racconto del film, le indicazioni per arrivare e le mete da abbinare nei dintorni, dalla chiesa-fortezza di Hessenthal alle città sul Meno.
Storia del castello di Mespelbrunn e della famiglia Echter
La storia di Mespelbrunn comincia con un dono. Il 1° maggio 1412 l'arcivescovo di Magonza Johann concesse al cavaliere Hamann Echter il «Platz zum Espelborn», un podere abbandonato con la sua corte, come ricompensa per i servizi prestati come maestro forestale del principe elettore. Hamann Echter era anche vicedomino, cioè rappresentante dell'arcivescovo, ad Aschaffenburg. A quel tempo lo Spessart era una foresta selvaggia e quasi priva di strade, e il luogo era probabilmente già stato la sede di un amministratore forestale di Magonza. Nel 1419 Hamann vi costruì una prima casa sull'acqua, un Weiherhaus ancora privo di fortificazioni.
Dalla casa fortificata al castello rinascimentale
La tranquillità durò poco. In quegli anni le bande hussite usavano i boschi dello Spessart come tappa delle loro scorrerie, seminando il terrore fra viaggiatori e abitanti. Per questo il figlio omonimo, Hamann II Echter, intorno al 1427 trasformò la casa del padre in una «casa forte» con mura e torri. Il cuore di quella fortezza è il grande torrione rotondo (Bergfried) del castello di Mespelbrunn, eretto intorno al 1430 e ancora oggi l'elemento più riconoscibile del complesso.
Le generazioni successive approfittarono di tempi più pacifici per cambiare volto all'edificio. Fu soprattutto Peter Echter von Mespelbrunn, insieme alla moglie Gertraud von Adelsheim, a trasformare l'austero castello d'acqua in una dimora rinascimentale: i lavori durarono diciotto anni e si conclusero nel 1569. Sopra un portale laterale, decorato con rilievi araldici, i due sposi fecero incidere la loro professione di fede, che si legge ancora oggi:
Ehelich Lieb in Gott und stete Treu / Bringt Glück und Segen ohn alle Reu. / Mit Ernst und Fleiß haben wir Gott vertraut, / Den Unseren zu Gut dies Haus gebaut.
«L'amore coniugale in Dio e la fedeltà costante / portano fortuna e benedizione senza alcun rimpianto. / Con serietà e impegno abbiamo confidato in Dio / e per il bene dei nostri abbiamo costruito questa casa.»
Julius Echter, il principe-vescovo nato a Mespelbrunn
La famiglia diede nel tempo diversi figli illustri, ma il più celebre è senza dubbio Julius Echter von Mespelbrunn, nato nel castello nel 1545 e morto nel 1617. Dal 1573 fu principe-vescovo di Würzburg e duca di Franconia, e lasciò un'impronta profonda su tutta la regione. Nel 1576 fondò il Juliusspital, un grande istituto di carità che era insieme ospedale, ospizio per anziani, orfanotrofio e ricovero per i pellegrini, e che esiste ancora oggi come fondazione; nel 1582 inaugurò l'università di Würzburg, che porta tuttora il suo nome. Il suo nome è legato anche alla fortezza di Marienberg, che domina Würzburg, e alle numerose chiese che fece costruire in Franconia, riconoscibili per i campanili appuntiti e le facciate rinascimentali con i frontoni decorati.
Dagli Echter agli Ingelheim
Nonostante i molti figli di Peter Echter, meno di un secolo dopo la sua morte la linea maschile si estinse: la Guerra dei Trent'anni, che nei villaggi della zona uccise con le epidemie e le carestie circa tre quarti della popolazione, fece le sue vittime anche fra gli Echter. Maria Ottilia, l'ultima della casata, sposò nel 1648 Philipp Ludwig von Ingelheim, di una famiglia di baroni del Rheingau poi elevata al rango di conti. Con un permesso imperiale i due poterono unire nomi e stemmi: nacquero così i conti di Ingelheim detti Echter von und zu Mespelbrunn, che possiedono e abitano il castello ancora oggi.
Nei secoli seguenti l'edificio fu più volte restaurato e rimaneggiato. Un restauro importante risale al 1904, quando l'architetto monacense Friedrich von Thiersch accompagnò la modernizzazione voluta dal conte Philipp Rudolf von Ingelheim. Poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale la famiglia aprì al pubblico una parte dell'ala nord, che da allora si visita con le guide del castello. I lavori di conservazione continuano: di recente il tetto dell'ala est è stato rifatto in ardesia secondo la tecnica tradizionale tedesca, la tappezzeria del salone cinese è stata restaurata e la fontana dei soldati ha ricevuto nuovi doccioni. A finanziare gli interventi contribuiscono i biglietti dei visitatori, insieme ai contributi di fondazioni ed enti pubblici e di un'associazione di amici del castello.
| 1412 | L'arcivescovo di Magonza dona il «Platz zum Espelborn» a Hamann Echter |
|---|---|
| 1419 | Prima casa sull'acqua, non fortificata |
| 1427 circa | Hamann II Echter costruisce la casa forte con il torrione |
| 1545 | Nasce nel castello Julius Echter, dal 1573 principe-vescovo di Würzburg |
| 1569 | Si concludono i lavori rinascimentali di Peter Echter e Gertraud von Adelsheim |
| 1648 | Maria Ottilia Echter sposa Philipp Ludwig von Ingelheim |
| 1904 | Restauro con la consulenza di Friedrich von Thiersch |
| dopo il 1945 | Parte dell'ala nord aperta al pubblico |
Architettura del castello d'acqua di Mespelbrunn

Mespelbrunn è un castello d'acqua (Wasserschloss) nel senso pieno del termine: l'edificio non è circondato da un semplice fossato, ma sembra posato sulle acque di uno stagno, alimentato dal ruscello che scende nella valle. È proprio questo specchio d'acqua, in cui il castello si riflette quasi per intero, a renderlo così fotogenico.
La pianta è quella di un complesso a tre ali disposte a ferro di cavallo su una base quadrata, con due torri rotonde agli angoli e il torrione circolare medievale. Le diverse epoche di costruzione si leggono con chiarezza. Il Bergfried, il torrione del Quattrocento, è la parte più antica: un cilindro massiccio, coronato da una cupola d'ardesia, che ricorda le origini difensive del luogo. Le ali residenziali appartengono invece alla seconda metà del Cinquecento e mostrano tutto il gusto del Rinascimento tedesco, con i frontoni a gradoni e il piccolo orologio sulla facciata principale. Alcuni dettagli di gusto romantico, come l'arco con la galleria traforata che collega il torrione all'ala sud, sono invece frutto dei rimaneggiamenti successivi.
L'interno si raccoglie intorno a un cortile, sul quale si affacciano le ali abitate dalla famiglia e quella aperta alle visite. Il percorso guidato attraversa le sale storiche dell'ala nord, che raccontano la vita delle famiglie Echter e Ingelheim nel corso dei secoli; fra gli ambienti ci sono la sala dei cavalieri (Rittersaal) e il salone cinese, la cui tappezzeria è stata restaurata di recente.
Gli edifici intorno al castello
Il castello non è isolato. Intorno allo stagno e nel cortile esterno si trova un piccolo borgo di edifici di servizio, tutti tutelati come monumenti: la casa forestale (Forsthaus), con il piano superiore a graticcio rivestito di scandole, porta la data 1729; un altro edificio di servizio è datato 1820; l'ex scuderia (Pferdestall), dei primi decenni dell'Ottocento, ha il piano superiore a graticcio e un loggiato ed è oggi il caffè del castello; la casa del pescatore risale al Sei-Settecento. Nel cortile si trova una fontana ottagonale di arenaria del Seicento, sormontata da una statua dell'Ottocento. Sulle rive dello stagno c'è anche un antico mulino, restaurato e oggi affittato come casa vacanze. Nell'area del castello, infine, il terreno conserva le tracce archeologiche del castello medievale che precedette l'edificio attuale.
La cappella Maria Schnee
Poco lontano dal castello sorge la cappella Maria Schnee (Maria della Neve), cappella funeraria dei conti di Ingelheim. Fu costruita nel 1874-1875 per volontà del conte Friedrich Damian von Ingelheim: è una piccola basilica a tre navate in stile neoromanico, con l'abside rotonda, una facciata a due torri e scalinate esterne. Restaurata nel 2008, la cappella è privata e accoglie fino a 65 persone; oggi vi si celebrano matrimoni religiosi, cattolici o ecumenici, mentre nel castello c'è una sala per i matrimoni civili.
Visita guidata al castello di Mespelbrunn: orari e prezzi 2026
Il castello è abitato dalla famiglia che lo ha costruito, e questo spiega le regole della visita: l'interno si vede solo con la visita guidata, compresa nel biglietto, e non è possibile girare da soli per il cortile o per il parco al di fuori del tour. Le guide chiedono di rispettare la privacy della famiglia e di seguire le loro indicazioni.
Nel 2026 il castello è aperto da sabato 28 marzo fino al 9 novembre compreso; dal 10 novembre inizia la pausa invernale. L'orario è dalle 9.30 alle 17.00, con l'ultimo ingresso verso le 16.30; l'ultima visita guidata parte intorno alle 16.20. Le visite partono ogni 30-40 minuti e durano circa 35-40 minuti. Nei giorni feriali si fanno due visite all'ora, nel fine settimana da tre a quattro; i gruppi di oltre 20 persone vengono divisi.
| Biglietto | Prezzo |
|---|---|
| Adulti | 7,00 € |
| Gruppi da 20 persone | 6,50 € a persona |
| Scolari, studenti, persone in sedia a rotelle | 3,50 € |
| Bambini sotto i 6 anni | gratis |
| Classi fino a 25 bambini (2 accompagnatori compresi) | 90 € |
Un'informazione pratica importante: alla cassa non si paga con la carta, quindi conviene avere contanti con sé. La mancia alla guida è gradita, ma va lasciata nel contenitore all'uscita e non consegnata a mano. I cani non possono partecipare alla visita: vicino alla cassa c'è un punto dove legarli, con una ciotola d'acqua. All'interno del castello non ci sono servizi igienici, che si trovano invece al parcheggio.
Consigli per la visita
Il castello stesso consiglia, potendo, di venire in un giorno feriale, quando c'è meno gente. La visita è adatta anche ai bambini, ma con un'avvertenza che vale la pena ripetere: il castello sta nell'acqua, e i più piccoli vanno tenuti per mano o in braccio. Chi viaggia in famiglia trova altre idee nella pagina sulla Baviera per i più piccoli. Chi ama la fotografia spera in una giornata senza vento: è allora che lo specchio d'acqua restituisce un'immagine quasi perfetta del castello.
Il caffè del castello
Dopo la visita si può fare una sosta nel Café Pferdestall (Café am Wasserschloss), il caffè nell'ex scuderia del castello, con il suo giardino-birreria. È riservato ai visitatori: si raggiunge solo dall'ingresso principale e con un biglietto valido. Ha circa 45 posti all'interno e, a seconda della disposizione dei tavoli, da 60 a 100 sulla terrazza, con vista sul castello. Il gestore propone caffè e tè, bibite, torte e dolci fatti in casa e una piccola scelta di piatti salati, fra cui la salsiccia di cinghiale alla griglia, la specialità della casa. Si può entrare liberamente oppure annunciarsi in anticipo.
Matrimoni e soggiorni al castello
Mespelbrunn è anche una meta per le nozze. Il matrimonio civile si celebra nella sala del castello, che accoglie circa 25 persone, quello religioso nella cappella Maria Schnee; per gli sposi e gli ospiti è compresa una visita guidata, e nel caffè si può organizzare un aperitivo. Chi vuole fermarsi qualche giorno può affittare il Mühlenhaus, l'antico mulino sullo stagno con vista sul torrione: nel 2026 costa 88 € a notte per due persone (solo piano terra) e 126,50 € fino a quattro persone, con un soggiorno minimo di tre notti e la visita del castello compresa. Per la sua vicinanza all'acqua non è adatto ai bambini sotto i cinque anni.
«Das Wirtshaus im Spessart»: il castello di Mespelbrunn nel cinema
Se Mespelbrunn è conosciuto in tutta la Germania, il merito è in buona parte di un film. Das Wirtshaus im Spessart («La locanda dello Spessart») è una commedia musicale diretta da Kurt Hoffmann, presentata in prima al Gloria-Palast di Berlino il 15 gennaio 1958. La protagonista è Liselotte Pulver, che per questo ruolo ottenne nel 1958 il Deutscher Filmpreis come migliore attrice.
Il film si ispira molto liberamente all'omonimo racconto di Wilhelm Hauff, pubblicato nel Märchenalmanach auf das Jahr 1828. La trama è quella di una fiaba avventurosa: la contessa Franziska von Sandau viaggia verso Würzburg con il fidanzato, il barone Sperling, quando la carrozza finisce in una trappola tesa dai briganti dello Spessart. Rapita per un riscatto, Franziska scambia gli abiti con un giovane artigiano e riesce a fuggire, ma poi torna travestita fra i banditi e finisce per innamorarsi del loro capo, interpretato da Carlos Thompson, che si rivelerà un conte italiano caduto in miseria.
Il castello di Mespelbrunn presta il suo volto alla dimora dei conti di Sandau, il padre della protagonista. Non è l'unico luogo della regione che compare sullo schermo: la scena d'apertura fu girata sulla piazza del mercato di Miltenberg, altre riprese esterne a Rohrbrunn, poco lontano da Mespelbrunn, mentre il covo dei briganti fu ricostruito in una cava a sud di Monaco e gli interni negli studi della Bavaria Film a Geiselgasteig.
Il film ebbe due seguiti, Das Spukschloß im Spessart (1960), ancora con la regia di Kurt Hoffmann, e Herrliche Zeiten im Spessart (1967). Il film rese il castello noto in tutta la Germania come l'immagine stessa della fiaba romantica. Negli stessi anni, con il boom economico e il collegamento all'autostrada A3, Mespelbrunn passò da villaggio di piccoli contadini a località turistica: dal 1960 le piccole locande diventarono alberghi e aprirono pensioni e appartamenti per le vacanze.
Il paese di Mespelbrunn e lo Spessart
Il comune di Mespelbrunn si trova nella Bassa Franconia, nel circondario di Aschaffenburg, nella parte nord-occidentale della Baviera, la regione raccontata nella pagina sulla Baviera del Nord e la Franconia. Ha una superficie di 15,52 chilometri quadrati, due terzi dei quali coperti di bosco, e al 31 dicembre 2024 contava 2.193 abitanti. Il paese è come un'isola in un mare di foreste, e la sua storia, per secoli, ebbe poco in comune con quella del castello.
Il comune attuale nacque nel 1972 dall'unione di due paesi un tempo indipendenti, Hessenthal e Mespelbrunn. Quest'ultimo è una fondazione medievale, citata in un elenco fiscale della metà del Duecento come nova villa, cioè Neudorf, il «villaggio nuovo»: soltanto nel 1938 adottò il nome del castello. Il ruscello Elsava, che attraversa la valle, segnava il confine fra i due villaggi, nati sotto signorie diverse, i conti di Rieneck e l'arcivescovado di Magonza. Hessenthal, il cui nome deriva dal nocciolo (Hasel), è citato già nel 1293 per la sua chiesa della Vergine, meta di pellegrinaggi.
La vita nello Spessart è stata a lungo dura. Durante la Guerra dei Trent'anni tre quarti della popolazione morirono per i combattimenti, le epidemie e la fame; nell'Ottocento la divisione delle proprietà fra gli eredi ridusse i poderi a strisce di terra che non bastavano a sfamare le famiglie, e intorno al 1850 la regione era una zona di miseria, da cui gli uomini partivano come lavoratori stagionali fino in Olanda o a San Pietroburgo. Le tracce di quella fatica sono ancora nel paesaggio: strade incassate nel terreno, cumuli di pietre raccolte nei campi, pendii terrazzati con muri a secco e molte edicole votive. Solo dopo la Seconda guerra mondiale, con l'autostrada e il turismo, il paese ha conosciuto il benessere.
Oggi lo Spessart è soprattutto una meta per chi ama camminare. Le sue antiche foreste di querce e faggi offrono innumerevoli sentieri, e la zona di Mespelbrunn fa parte del Räuberland, la «terra dei briganti», regione escursionistica che richiama nel nome le leggende dei banditi dello Spessart e ha ottenuto il riconoscimento di regione di qualità per l'escursionismo. Il castello chiede a escursionisti e ciclisti di restare sui sentieri segnati, di non abbandonare rifiuti e di riportarsi a casa i sacchetti dei cani; nei boschi è vietato fumare.
Come arrivare al castello di Mespelbrunn
Il modo più semplice per raggiungere Mespelbrunn è l'auto. Il castello si trova vicino all'autostrada A3 Francoforte-Würzburg: chi arriva da sud esce a Rohrbrunn, chi arriva da nord a Weibersbrunn. Dall'uscita si gira a destra sulla B8 in direzione Aschaffenburg e all'ingresso di Mespelbrunn a sinistra, seguendo le indicazioni per il castello. Si attraversa il paese per circa tre chilometri e, all'altezza dell'Hotel zum Engel, si svolta a sinistra nella Schlossallee: il parcheggio è sulla destra.
Il parcheggio chiude alle 18.00. Nel 2026 la sosta costa 3 € per le auto e 5 € per autobus, camper, auto con rimorchio o con biciclette sul tetto. La cassa automatica accetta solo monete e non dà resto, quindi conviene avere l'importo esatto. Al parcheggio ci sono servizi igienici, aperti da fine marzo a inizio novembre. Il campeggio libero non è consentito: per i campeggi della zona si può chiedere all'ufficio turistico del paese.
Chi viaggia in treno può arrivare ad Aschaffenburg e da lì proseguire con i mezzi pubblici locali, verificando prima orari e fermate: il sito del castello non dà indicazioni sui collegamenti in autobus. In ogni caso dall'Italia la soluzione più comoda resta l'auto o un viaggio organizzato in pullman, che permette di abbinare Mespelbrunn alle altre tappe della Franconia.
Cosa vedere nei dintorni di Mespelbrunn
La prima tappa da abbinare alla visita è a due passi: la chiesa-fortezza di Hessenthal, nella frazione omonima del comune. Nel 1439 gli Echter vi fecero costruire una chiesa come luogo di sepoltura della famiglia, l'odierna vecchia chiesa del santuario; accanto sorge una cappella più piccola con l'immagine miracolosa della Madonna, e il complesso, circondato da un muro difensivo, ha l'aspetto di una piccola fortezza. Nel 1954-1955 l'architetto Hans Schädel vi aggiunse una grande chiesa moderna per i pellegrini. Hessenthal custodisce un tesoro d'arte sorprendente per un paese così piccolo: un Compianto su Cristo di Tilman Riemenschneider e della sua bottega (circa 1485), un gruppo della Crocifissione di Hans Backoffen (1519), due epitaffi della famiglia Echter scolpiti da Erhard Barg (1583) e una moderna Via Crucis di Siegfried Rischar (1967).
Verso ovest, al margine dello Spessart, Aschaffenburg merita almeno mezza giornata per il suo grande castello rinascimentale affacciato sul Meno. A sud, lungo il fiume, Miltenberg, la «perla del Meno», incanta con le case a graticcio della piazza del mercato, la stessa che apre il film. A nord-est si raggiunge Lohr am Main, la cittadina che si considera patria di Biancaneve, mentre più a est c'è Würzburg, la città di Julius Echter, con la Residenz, la fortezza di Marienberg e il Juliusspital. Per scegliere altre mete c'è la panoramica dei palazzi, residenze e castelli della Baviera.
Mespelbrunn è una tappa ideale per un viaggio nella Franconia del Meno: piccola e raccolta, si visita in un paio d'ore, ma lascia un'immagine difficile da dimenticare. Il consiglio è di arrivare con calma, magari in una mattina feriale, e di concedersi una fetta di torta al caffè del castello prima di ripartire verso le città sul fiume o i sentieri dello Spessart.
Mappa
Schloss Mespelbrunn
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