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Una statua barocca in pietra nel giardino del castello di Weikersheim, con il palazzo dal tetto rosso dietro

Il castello di Weikersheim: gioiello rinascimentale e barocco

Storia, Rittersaal, giardino barocco, orari e consigli per la visita

Il castello di Weikersheim: un tesoro nascosto della Strada Romantica

Ai margini dell'omonima cittadina, sulle rive del fiume Tauber, sorge uno dei complessi nobiliari meglio conservati della Germania sud-occidentale. Il castello di Weikersheim non è in Baviera, ma nel nord-est del Baden-Württemberg, e proprio per questo sfugge a molti viaggiatori che attraversano la Strada Romantica con l'obiettivo di raggiungere i borghi più celebri o i castelli di Ludwig II. Chi si ferma qui scopre invece un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato: una residenza di conti costruita fra Cinquecento e Settecento, un giardino disegnato all'inizio del XVIII secolo che ha conservato quasi tutte le sue statue originali e interni che mostrano come vivesse, davvero, una piccola corte tedesca di provincia.

Il castello è oggi gestito dalle Staatliche Schlösser und Gärten Baden-Württemberg, l'amministrazione statale che si occupa dei castelli e dei giardini del Land, e si presenta con la formula «Schatzkästchen der Renaissance und des Barock», cioè scrigno del Rinascimento e del Barocco. La definizione non è una trovata pubblicitaria: l'edificio nasce nel Rinascimento, con la grande sala dei cavalieri, e viene portato a splendore barocco dal conte Carl Ludwig di Hohenlohe, che vi abitò per oltre cinquant'anni e diede a castello e giardino la forma che conservano ancora oggi. A rendere speciale Weikersheim è soprattutto la sua sorte: quando nel Settecento si estinse la linea dei conti che qui risiedeva, il castello fu usato poco e modificato ancora meno. Per generazioni è rimasto, come dicono i tedeschi, in un «sonno della Bella Addormentata», e per i visitatori di oggi è una fortuna, perché si è salvato il mondo intero di una residenza di campagna che altrove è andato perduto.

Il castello ha una caratteristica che si nota già dall'alto: la pianta a forma di triangolo, un'idea architettonica straordinariamente rara. Intorno al cortile si dispongono il corpo centrale con il Rittersaal, la cappella e le sale di rappresentanza, l'ala delle cucine e il lato rivolto verso la città, mentre una torre massiccia ricorda il fossato e il castello d'acqua che qui sorgeva prima. Verso il giardino la facciata rinascimentale mostra i caratteristici frontoni a gradini, mentre verso il paese due ali semicircolari formano un elegante piazzale d'ingresso. L'insieme è piccolo, a misura d'uomo, e si lascia visitare con calma in una mattinata o in un pomeriggio.

La facciata rinascimentale del castello di Weikersheim con i frontoni, le aiuole barocche, la fontana con le rocce e il grande bacino d'acqua in primo piano

Il castello di Weikersheim si trova a pochi chilometri dalla rinomata stazione termale di Bad Mergentheim, sede anch'essa di un castello di grande interesse, e rappresenta una tappa ideale per un viaggio nella valle del Tauber. In questa pagina trovi la storia della famiglia degli Hohenlohe e del castello, la descrizione delle sale più importanti, il racconto del giardino barocco con la celebre galleria dei nani, tutte le informazioni pratiche aggiornate al 2026 e qualche idea per completare la giornata nei dintorni. Se invece stai pianificando un itinerario più ampio, il panorama dei palazzi e dei castelli della Baviera ti aiuta a collocare Weikersheim accanto alle altre grandi residenze.

Un consiglio generale prima di proseguire: il castello si visita esclusivamente con una visita guidata, mentre il giardino è accessibile anche da soli. Conviene quindi pensare alla visita come a un appuntamento, controllare gli orari delle visite e dedicare al giardino un tempo a parte. I dettagli sono nell'ultima parte della pagina.

Dove si trova Weikersheim: la cittadina sul Tauber

La cittadina di Weikersheim sorge nella valle del Tauber, nel distretto del Main-Tauber-Kreis, nella regione amministrativa di Stoccarda, a circa 230 metri sul livello del mare. Il comune si estende per circa 81 chilometri quadrati e conta oltre 7.800 abitanti, distribuiti fra il centro storico e otto frazioni che in passato erano comuni autonomi: Elpersheim, Haagen, Honsbronn, Laudenbach, Nassau, Neubronn, Queckbronn e Schäftersheim. Il paesaggio è quello dolce dell'Hohenlohe e della Franconia del Tauber, fatto di colline coltivate, prati e vigneti, nel quale il castello e il suo giardino si inseriscono con un'armonia che i custodi del monumento definiscono unica.

Il nome di Weikersheim compare per la prima volta in un documento dell'anno 837, un atto di donazione al monastero di Fulda, e da allora la località ha una storia ininterrotta. Nel Medioevo vi risiedevano i signori di Weikersheim, che poi presero il nome di Hohenlohe; per secoli la città fu la sede dei conti e dei principi di questa casata. Nel centro storico, a est del castello, si conservano ancora tratti delle mura, case a graticcio, la piazza del mercato barocca con il municipio e la chiesa cittadina evangelica di San Giorgio, costruita nel 1419. Fra gli angoli da non perdere c'è la torre dell'Oca, la Gänsturm, che fa parte della cinta muraria, e il Kornbau, un antico granaio che ospita un museo della vita rurale.

Weikersheim è una tappa ufficiale della Strada Romantica, il celebre itinerario turistico che collega la Franconia alle Alpi. Lungo il percorso la cittadina si trova fra Bad Mergentheim e Creglingen: da qui l'itinerario prosegue verso sud, attraversando la valle del Tauber, fino a Rothenburg ob der Tauber, mentre verso nord porta a Würzburg. Per un'idea d'insieme sulle altre località della Strada Romantica che abbiamo descritto, come i borghi medievali di Dinkelsbühl e di Nördlingen, vedi anche la pagina sui borghi medievali della Baviera.

Weikersheim è raggiungibile anche con il treno: la stazione si trova sulla linea Crailsheim-Königshofen, aperta nel 1869, e da Bad Mergentheim si arriva sia in treno sia con la linea di autobus che collega Crailsheim a Bad Mergentheim. La cittadina è inoltre un punto di passaggio della pista ciclabile della valle del Tauber, il Taubertalradweg, che da Rothenburg scende fino a Wertheim, e per i visitatori in bicicletta è indicato il percorso dalla stazione e dalla ciclabile fino alla piazza del mercato. Sul piano culturale Weikersheim ha un peso superiore alle sue dimensioni: qui ha sede la Jeunesses Musicales Deutschland, la più grande organizzazione musicale giovanile del mondo, e la TauberPhilharmonie è il centro culturale della valle. Nel castello si tengono ogni anno concerti, opere e feste musicali, in un'atmosfera che ricorda i fasti della corte settecentesca.

Un cenno anche all'enogastronomia locale, che trovi sviluppata più avanti: nel territorio si coltiva il Tauberschwarz, un vitigno rosso che si credeva estinto, e dagli alberi da frutto del giardino del castello si ricavano liquori. Il miele della zona è conosciuto e apprezzato. La cittadina non è grande, ma offre quanto basta per una sosta completa: una passeggiata nel centro, un pranzo tipico sulla piazza del mercato, una visita al castello e al suo giardino e, se il tempo lo permette, un tratto di strada lungo il Tauber.

Storia del castello: dai signori di Weikersheim agli Hohenlohe

La storia di Weikersheim è inseparabile da quella degli Hohenlohe, una delle grandi casate della Germania meridionale. Le prime notizie documentate risalgono al 1156, quando i signori che reggevano la fortezza d'acqua di Wighartesheim si chiamavano ancora «von Weikersheim». Il nome Hohenlohe compare soltanto dal 1178 e deriva da un castello, Hohloch, vicino a Uffenheim, in Franconia centrale, oggi scomparso. Il primo a usare il nuovo cognome fu Konrad, uno dei figli di Konrad di Weikersheim. Da quel momento la famiglia gestì un'area vasta nell'est dell'attuale Baden-Württemberg, che ancora oggi porta il suo nome: i conti favorirono l'economia, fondarono scuole, aderirono alla Riforma nel Cinquecento e attrassero artisti e studiosi.

Nel 1450 il conte Kraft V fu nominato conte imperiale dall'imperatore Federico III e la famiglia salì così al rango comitale, ottenendo anche vasti territori: le contee di Ziegenhain e di Nidda, per le quali nacque una lunga disputa con il langravio d'Assia, risolta solo nel 1495. Nel Cinquecento un particolare diritto ereditario impose che tutti i figli maschi ereditassero dal padre: nel 1551 la fortezza di Weikersheim passò al conte Ludwig Casimir di Hohenlohe-Neuenstein, uno dei figli del conte Georg I. Questo sistema produsse una continua frammentazione dei domini, con divisioni, passaggi di proprietà e nuove fondazioni, e la signoria di ciascuno diventò sempre più piccola.

Il punto di svolta arrivò con l'arrivo del conte Wolfgang II nel 1586. In seguito a un'ulteriore divisione delle terre, il conte Wolfgang II, secondo figlio di Ludwig Casimir, ricevette in assegnazione il castello e la signoria di Weikersheim e vi trasferì la residenza di famiglia, fino ad allora a Langenburg. Era sposato dal 1567 con la contessa Magdalena di Nassau-Katzenelnbogen e la coppia ebbe quattordici figli, sei maschi e otto femmine. Dalla fortezza d'acqua, ormai disabitata, i due fecero nascere una nuova residenza rinascimentale, e il progetto fu ambizioso: un castello a pianta triangolare, con la sala dei cavalieri come cuore rappresentativo, una cappella protestante, un'ala per le cucine e un giardino. Di quanto esisteva prima si conservano ancora alcune parti, fra cui la torre.

Wolfgang II (1546-1610) fu un tipico principe del Rinascimento: grande costruttore e amante dell'arte, curioso di scienza e moderno signore di orientamento riformatore. Governò per quarantadue anni e riordinò l'amministrazione, introdusse il corpo dei funzionari, fece emanare un'ordinanza di polizia, un regolamento scolastico e, per tutta la contea di Hohenlohe, un nuovo ordinamento ecclesiastico di impronta riformata; poco prima di morire abolì la servitù della gleba, in anticipo sui tempi. Fu anche un alchimista appassionato: già dopo il trasferimento a Weikersheim fece allestire un piccolo laboratorio e nel 1602 ne costruì uno molto più grande, con due locali. Cercava soprattutto di condurre analisi chimiche per individuare le risorse del sottosuolo, ma non mancò il sogno di produrre oro: la pietra filosofale non fu mai trovata. Del laboratorio restano oggi solo i resti delle fondamenta, ma le fonti sono così ricche, fino ai suoi appunti manoscritti, che è stato possibile ricostruirlo con precisione.

Altrettanto rilevante fu il ruolo della moglie. Magdalena (1547-1633) proveniva dall'influente famiglia dei Nassau: suo fratello Guglielmo I d'Orange fu uno dei protagonisti della lotta per l'indipendenza dei Paesi Bassi. Donna colta e profondamente religiosa, a Weikersheim si occupò personalmente della farmacia del castello, fece piantare un orto di erbe medicinali e scrisse un ampio libro di medicina con oltre seicento ricette. Partecipava anche alla gestione delle finanze della contea: molti conti portano la sua firma accanto a quella del marito. La coppia ebbe un'idea moderna del governo, in cui la moglie era un partner attivo e non solo una consorte.

Un episodio rivela quanto Wolfgang tenesse al proprio posto nella storia: ancora in vita commissionò una monumentale tomba a sarcofago, la Tumba, scolpita dallo scultore Michael Kehrn di Forchtenberg e decorata con dodici colonne di alabastro e gli stemmi suoi e di sua moglie. Fu collocata davanti all'altare della chiesa cittadina di San Giorgio, dove rimase dal 1610 al 1934; oggi si trova in un locale del castello, vicino alla cappella, dopo un restauro del 1957. È un esempio perfetto di come i nobili dell'epoca usassero architettura e arte per dimostrare, da vivi e da morti, l'antichità e l'importanza della propria famiglia.

Carl Ludwig e il castello barocco (1708-1756)

Se il Rinascimento regala a Weikersheim la sua struttura, il Barocco ne fissa il carattere. Il protagonista è il conte Carl Ludwig di Hohenlohe (1674-1756). Nel 1708 egli e suo fratello Johann Friedrich II dovettero dividersi il territorio e la scelta fu affidata alla sorte: due bigliettini, ancora oggi conservati in originale, assegnarono a Carl Ludwig il picche due per Weikersheim e al fratello il fiori due per Öhringen. Per Carl Ludwig fu in realtà una sorte peggiore, perché il castello di Öhringen era già arredato e abitato, mentre quello di Weikersheim da circa vent'anni veniva occupato solo saltuariamente e non era in buone condizioni. Il conte non si lasciò scoraggiare: già nel 1708 fece avviare i lavori e nel 1709 entrò solennemente nella sua nuova residenza.

Carl Ludwig fece completare l'ala del castello rivolta verso la città, il cosiddetto Langenburger Bau, dove, sotto la direzione dell'architetto civico Johann Jacob Börel di Esslingen, fu ricavata una serie di quattro appartamenti uguali nel primo e nel secondo piano. Gli interni furono rifiniti con stucco marmoreo e rivestimenti in cuoio dorato; entro il 1712 le strutture erano pronte e l'arredo fu concluso intorno al 1720. Verso la cittadina il conte creò inoltre due ali semicircolari che formano l'elegante piazzale d'ingresso, a collegare il castello con il paese tramite edifici ad arcate. Il modello da tenere a mente è Versailles: il conte e la moglie, come molti nobili dell'epoca, guardavano alla corte francese, anche se il castello di Weikersheim non offriva gli spazi del re di Francia e per motivi finanziari non era possibile costruire ex novo. Per essere all'altezza della propria ambizione utilizzarono quindi l'eredità del padre e la dote della moglie per arredare con fasto quanto esisteva già.

La moglie fu Elisabeth Friederike Sophie di Oettingen-Oettingen (1691-1758). Le nozze furono celebrate nel 1713: lui aveva diciotto anni più di lei e un rango inferiore, perché lei era principessa e lui soltanto conte. Colta, con un gusto raffinato e un forte interesse per l'arte e l'artigianato di pregio, lasciò un'impronta profonda sul castello: raccolse porcellane dall'Asia orientale e maioliche della vicina manifattura di Ansbach. Il suo gabinetto di porcellane e specchi, concluso nel 1718, è fra i primi esempi di questo genere di ambiente nell'architettura dei castelli tedeschi. Nel 1716 nacque il figlio Albrecht Ludwig Friedrich, ma il giovane morì nel 1744 in un incidente a cavallo e fu un colpo durissimo per la coppia: i conti non ebbero eredi diretti.

La passione di Carl Ludwig per il giardino divenne il suo progetto più importante. Dal 1708 il conte voleva rifare il giardino del castello alla maniera francese, ispirandosi a quanto aveva visto nei suoi viaggi; i contemporanei scrissero che aveva creato «l'impianto di un'opera di giardinaggio mirabile e famosa nel mondo». I lavori furono affidati ad artigiani e artisti subito dopo l'ascesa al governo e non si badò a spese, tanto che le finanze della piccola contea furono messe a dura prova. Negli anni Quaranta le casse erano vuote: l'amministrazione propose severe misure di risparmio, come ridurre il consumo di caffè e di zucchero a corte, ma la famiglia comitale accolse la proposta con scarso entusiasmo e la principessa, in particolare, non voleva sentir parlare di economia. È uno degli aneddoti che raccontano la distanza fra l'ambizione di rappresentanza e le possibilità reali di una contea piccola.

Il barocco di Weikersheim ha anche una dimensione quotidiana. Le sale più antiche, come l'ala delle cucine, erano abitate dalle sorelle del conte; sotto il tetto viveva la dama di compagnia della principessa; in cucina lavoravano cuochi, scrivani, fornai e botti: alla tavola signorile sedevano dodici persone che ogni giorno ricevevano otto portate oltre alla zuppa, mentre il resto della corte mangiava ad altri tavoli, in ordine di rango. Un'attenta organizzazione, che a volte lasciava a desiderare: nel 1709 lo scrivano di cucina ricevette l'ordine di fare in modo che nella cucina rimanessero solo il cuoco e i suoi aiutanti. È una testimonianza preziosa su come funzionava una piccola corte.

Il parallelo tedesco più immediato è con le altre grandi residenze barocche del paese, ma restando in Baviera il confronto naturale è il castello di Nymphenburg a Monaco, ben più grande e regale: Weikersheim è la versione ridotta e intima di un'idea di corte che, nel caso del conte di Hohenlohe, doveva fare i conti con una contea molto piccola.

Dal 1756 a oggi: il lungo sonno e la rinascita del castello

Con la morte di Carl Ludwig, nel 1756 all'età di 81 anni, si estinse la linea Hohenlohe-Weikersheim. Il conte rimase esposto sette giorni nella cappella del castello e fu poi sepolto nella cripta di famiglia dopo una processione solenne. La vedova gli sopravvisse due anni e con la sua morte finì la storia di Weikersheim come residenza. Il castello passò al nipote, il principe Ludwig Friedrich Carl di Hohenlohe-Neuenstein-Oehringen, che nel 1765 fece rinnovare un appartamento in stile rococò ma non vi risiedette stabilmente: da allora il castello servì solo come sede secondaria. Con la morte di quel principe, nel 1805, si estinse anche la linea di Öhringen e castello e giardino passarono come proprietà comune alle linee imparentate di Hohenlohe-Kirchberg e Hohenlohe-Langenburg. All'inizio dell'Ottocento la contea perse la sua indipendenza e fu inglobata nel nuovo regno di Württemberg.

Nell'Ottocento il castello veniva usato solo per le battute di caccia e come luogo di riposo. Nel 1809 parte del giardino fu affittata a un giardiniere di corte e la serra degli aranci perse la sua funzione, mentre le piante vennero via via eliminate. Nel 1862 il principe Hermann di Hohenlohe-Langenburg incaricò il giardiniere di corte Matthäus Lebl di rinnovare il giardino nel modo più semplice possibile: Lebl ridisegnò il parterre con forme barocche, mescolò elementi del giardino paesaggistico inglese intorno all'Orangerie, come si usava in Germania a metà Ottocento, e creò il romantico giardino delle rose. Dal 1869 il castello era abitato solo di rado e cadde in un «silenzioso declino», come lo definì lo storico dell'arte Georg Dehio.

La svolta arrivò nel Novecento. Nel 1913 il principe Ernst II di Hohenlohe-Langenburg divenne il nuovo padrone di casa e già dal 1916 i visitatori poterono entrare a visitare il castello; negli anni Trenta non c'erano più appartamenti privati. Nel 1946 il principe Konstantin di Hohenlohe-Langenburg ricevette il castello come nuova residenza dal principe Ernst II, organizzò il museo e ne assunse la direzione. È grazie a lui, dicono gli storici del monumento, che l'arredo originale non è andato perduto: abitava solo nell'edificio dei funzionari, una delle parti minori del complesso, e nell'appartamento sopra la cappella si era ricavato uno studio di pittura. Konstantin ha insomma vissuto qui e si è preso cura del castello, e rimase direttore del museo fino alla morte, nel 1973.

Nel 1967 la casa Hohenlohe-Langenburg vendette castello e giardino al Land Baden-Württemberg. Da allora il monumento è proprietà pubblica e un centro culturale della regione. Alcuni appuntamenti degli ultimi decenni segnano la tappa del suo recupero: nel 1998 ha aperto la mostra permanente «Alchemie im Schloss Weikersheim», dedicata al laboratorio del conte Wolfgang II; nel 2006, a 250 anni dalla morte di Carl Ludwig, una mostra speciale ha dato il via nel 2007 alla collezione «Allerhand Zierrathen», con i pezzi pregiati della corte; tra il 2008 e il 2011 si è proceduto al riallestimento degli ambienti museali dell'edificio nuovo, il Langenburger Bau, chiuso per anni prima per il rifacimento del tetto e poi per il restauro delle sale, e il lavoro si è chiuso nel 2011 con la ricostruzione dell'antica camera da letto di Carl Ludwig. Nel 2013 il giardino è stato nominato «Garten des Jahres».

La storia più recente è quella delle manifestazioni: l'ex sede di governo è oggi centro di eventi, dall'«Hohenloher Kultursommer» alle opere e ai concerti dell'accademia della Jeunesses Musicales. Dal 15 settembre 2026 due appartamenti del Langenburger Bau sono in fase di risanamento e riallestimento e l'area resta chiusa per tutta la durata dei lavori: un dettaglio da ricordare se si pianifica una visita.

Il Rittersaal: la sala dei cavalieri e la Cappella

La stanza più importante e più bella del castello è il Rittersaal, la sala dei cavalieri. Costruita intorno al 1600, è una delle sale di rappresentanza meglio conservate di quell'epoca ed è considerata uno dei vertici dell'architettura rinascimentale della Germania sud-occidentale. Ospitava feste e banchetti: nei documenti si ricordano le cene con musici che suonavano durante il pranzo e per le danze, il «Mummenschanz», una specie di ballo in maschera in cui la coppia di conti e gli ospiti si travestivano da fanciulle spagnole o «alla turca», i giochi cavallereschi e le battute di caccia con il brindisi finale sotto le tende. La sala è lunga circa quaranta metri e il suo grande soffitto di legno non ha nessun pilastro di sostegno: è appeso alla capriata del tetto, un capolavoro tecnico.

Il Rittersaal del castello di Weikersheim con il soffitto a cassettoni dipinto, il camino in pietra, il grande lampadario e il pavimento di legno

Ciò che colpisce subito sono le grandi figure di animali sulle pareti: sculture in stucco dipinte con grande realismo, che raffigurano selvaggina di ogni tipo, non solo quella dell'Hohenlohe, in parte con veri palchi di corna. Tra gli animali compaiono anche un elefante, una renna e un bisonte. L'elefante, con la proboscide protesa verso la sala, non si dimentica più dopo averlo visto, e la sua presenza ha più spiegazioni: la caccia era un privilegio assoluto della nobiltà e solo il sovrano poteva cacciare; l'elefante non faceva certo parte della selvaggina dei boschi degli Hohenlohe, per cui probabilmente il conte Wolfgang volle esibire un animale esotico, come a dire «vedete, io regno su più creature di quante ne conoscete». Può anche essere un simbolo, perché la sala è piena di messaggi oggi difficili da interpretare. Le figure furono create dallo scultore Gerhard Schmidt, originario della Bassa Sassonia, che conosceva sale da banchetto con grandi animali in stucco, insieme al suo collaboratore Christoph Limmerich; una sala più piccola, di decorazione più semplice, è nel castello di Hermersberg.

Il soffitto è un'altra meraviglia. Tra il 1601 e il 1602 il pittore Balthasar Katzenberger di Würzburg dipinse i riquadri, e ciascuno raffigura una scena di caccia; alcuni contengono allusioni misteriose alla passione del conte Wolfgang II per l'alchimia. Il grande portale e il camino monumentale sono ornati con rilievi e figure insolite, che illustrano un programma politico: mostrano con simboli come deve comportarsi un buon sovrano cristiano. Le due figure sdraiate sulla parete di fondo sono parte di un albero genealogico: dalle figure crescono due alberi che mostrano cinque generazioni a partire dal conte Wolfgang II e dalla contessa Magdalena e servivano a dimostrare la nobile discendenza della famiglia e la pretesa del conte a una posizione elevata nell'Impero. La cassa dell'orologio supera i cinque metri di altezza.

Nel Settecento Carl Ludwig arricchì ulteriormente la sala: nella zona di zoccolo fece aggiungere pannelli di rivestimento con vedute di castelli e giardini europei, che raffigurano luoghi visti dal conte in gioventù, ma anche una veduta del castello di Weikersheim e del suo primo giardino barocco. A questa fase si devono anche il gigantesco candelabro d'argento di Augusta e l'orologio artistico con molte figure. Il ritratto di giardino dipinto dal pittore Christian Thalwitzer è oggi uno dei documenti più preziosi sull'impianto originale del giardino.

Accanto alla sala si trova la cappella del castello, ultimata nel 1600, un ambiente di sobria nobiltà protestante: colonne nere reggono la galleria e il resto è in bianco e oro. Il conte Wolfgang era un protestante rigoroso e vedeva con ostilità le immagini nelle chiese, eppure i parapetti della galleria portano dieci grandi rilievi ricchi di figure, opera dello stesso Gerhard Schmidt, che contrappongono storie dell'Antico e del Nuovo Testamento su dieci doppi riquadri. La cappella è su due piani, nell'ala principale, a ridosso del Rittersaal; sul lato est c'è il palco vetrato della famiglia comitale e sotto l'organo, uno strumento storico del Settecento. Dall'esterno non si riconosce come luogo sacro, perché le sue finestre seguono la divisione dei piani del resto del castello. Ogni anno vi si celebra una funzione in cui la predica prende spunto proprio dai rilievi biblici, un'esperienza insolita in uno spazio storico.

Gli appartamenti, il gabinetto degli specchi e le collezioni

Il percorso di visita guidata attraversa gli ambienti in cui si svolgeva la vita della famiglia. Le stanze più eleganti sono le abitazioni del conte Carl Ludwig e della moglie, nel Langenburger Bau: stucco marmoreo, tappezzerie di cuoio dorato, pavimenti intarsiati e mobili preziosi mostrano che qui risiedeva il signore del territorio. Nel Settecento una coppia nobile occupava due appartamenti separati, e così era anche a Weikersheim. Ogni appartamento aveva una sequenza precisa di sale: anticamera, sala di ricevimento e camera da letto. Le stanze del conte sono disposte una dopo l'altra, in «enfilade», e allo stesso tempo ogni stanza è accessibile dal corridoio, comodo per la servitù. La camera da letto del conte è stata riallestita nel 2011: l'originale era andato perduto dopo la sua morte, quando l'ambiente fu trasformato, ma nel soffitto si è conservato il gancio che reggeva il baldacchino, per cui si sa con certezza dove stava il letto. Per la ricostruzione del letto da parata sono serviti frammenti di un altro letto barocco rimasto nel castello.

Le cosiddette «Schöne Gemächer», le belle stanze, si trovano al secondo piano dell'edificio centrale e servivano come sale di rappresentanza, mostrate solo a ospiti nobili selezionati. Gli ambienti danno al visitatore l'impressione di vita autentica della famiglia nella prima metà del Settecento: i rivestimenti delle pareti, i mobili e gli arredi sono in gran parte originali o, nel caso delle tende, ricostruiti secondo il modello d'epoca, e sono disposti come se gli abitanti avessero lasciato la stanza da poco. Il momento più alto è il letto da parata della principessa, ricco di simboli barocchi con cui si raccontavano storie ed esprimevano speranze; il papier peint azzurro e argento ancora visibile risale alla metà dell'Ottocento, perché il rivestimento originale in tessuto verdegiallo era stato distrutto da un incendio in una stanza vicina.

La sala forse più sorprendente è il gabinetto di porcellane e specchi, completato nel 1718 per la principessa Elisabeth Friederike Sophie e fra gli esempi più antichi di questo tipo nell'architettura dei castelli tedeschi. Le pareti sono rivestite di damasco di seta rossa e nastri e viticci in legno di tiglio intagliato, argentati e dorati, che sostengono specchi rotondi e piccole mensole. Gli specchi furono ordinati alla vetreria di Spiegelberg, nella Foresta Sveva. Due grandi porte di vetro permettevano di vedere la stanza dalla sala delle udienze, dando l'impressione di un armadio di collezioni accessibile: era una specie di «cassaforte» delle raccolte della principessa, con porcellane dell'Asia orientale, maioliche di Ansbach, miniature e figure d'argento incastonate di pietre preziose. Fra le curiosità c'era una statuetta d'argento di un «sacerdote indiano», che camminava a carica meccanica e si è conservata fino a oggi.

Nell'ala delle cucine, la cui costruzione fu iniziata nel 1595 e che avrebbe dovuto chiudere il cortile a triangolo ma non fu mai completata, si trovano due ambienti rinascimentali con soffitti in stucco del 1598, opera ancora una volta di Gerhard Schmidt. In ciascuna stanza il soffitto ha sei medaglioni ovali con scene di storia romana: nella stanza dei Gleichen sono rappresentati sei uomini e in quella di Georg Friedrich sei donne, che diedero la vita per il proprio onore o per quello dello Stato romano. Al piano terra, dove un tempo c'erano la grande cucina di corte, le dispense e la cantina, oggi si trova la mostra permanente «Alchemie in Schloss Weikersheim». Inaugurata nel 1998, ricostruisce nel dettaglio il laboratorio del conte e la sua grande biblioteca, con repliche autentiche di due forni chimici, a partire dagli appunti di Wolfgang II, che includono liste di ordini di sostanze chimiche, conti per la costruzione del laboratorio e risultati degli esperimenti. Al secondo piano è allestita la mostra «Allerhand Zierrathen», con pezzi pregiati del castello, fra cui la raccolta di maioliche di Ansbach.

Chi ha tempo può chiedere di guardare con attenzione i dettagli: gli stemmi dei Hohenlohe e dei Nassau fusi in un unico stemma d'alleanza sulla scala a chiocciola, il letto da parata della principessa, la culla dell'erede, l'archivio. Esiste anche una sezione dedicata a questi particolari, i «tesori nascosti», e molte visite speciali sono pensate proprio per scoprirli.

Il giardino barocco di Weikersheim e la galleria dei nani

Il giardino è per molti il vero protagonista della visita. Realizzato a partire dal 1708 sotto la supervisione del conte Carl Ludwig, nella parte meridionale del castello, è un giardino barocco di forme tipiche: regolarità, simmetria e ricca varietà. Siepi di bosso incorniciano aiuole fiorite, piante in vaso e statue di arenaria danno accenti. Il barocco di Weikersheim è fra i più autentici: qui la sensazione barocca è poco alterata, e il tutto su una scala graziosamente contenuta, quella della residenza di un conte e non di un re. La disposizione delle aiuole segue i piani originali, e i giardinieri tagliano alberi e arbusti in forme regolari e piantano le aiuole colorate seguendo i piani di piantagione del Settecento, alternandole di stagione in stagione. In vaso crescono agrumi e altre piante esotiche.

Il giardino fu concepito come un salone all'aperto, una continuazione del castello nel verde, ed è organizzato intorno a un grande asse a croce. Al centro si trova la fontana di Ercole, con il suo getto: nel Barocco l'acqua era l'anima del giardino e il getto mostrava l'abilità tecnica della corte. Prima di mettere in funzione la fontana, nel 1717, fu creato intorno a essa il grande giardino fiorito, diviso in quattro aiuole e disegnato come un broderie, un ornamento che imita il ricamo con basse siepi e pietre di vari colori. Il grande bacino alla fine del giardino riflette l'Orangerie. Le vasche perdute nel corso dei secoli sono state ripristinate a poco a poco grazie a indagini archeologiche e storiche.

Il giardino di Weikersheim è famoso per le oltre cento statue di arenaria del Settecento, alcune delle quali sono arrivate in seguito da altri giardini. Tutte nacquero a partire dal 1708 nella bottega di Johann Jakob Sommer a Künzelsau. Rappresentano il mondo degli dèi e delle leggende dell'antichità greca e romana, un linguaggio che i nobili dell'epoca sapevano leggere. Al centro del parterre, intorno alla fontana di Ercole, stanno gli dèi che simboleggiano anche i pianeti: Diana come Luna, Venere, Marte, Giove, Mercurio e Saturno; Nettuno si aggiunse più tardi, perché nel Settecento quel pianeta non era ancora stato scoperto. Agli angoli del parterre si trovano le personificazioni dei quattro venti e all'ingresso dell'asse centrale quelle dei quattro elementi. Ercole, figlio di Giove e della mortale Alcmena, è un semidio che per le sue imprese entra nel cerchio degli dèi: il modello ideale del sovrano barocco, che come lui raggiunge l'immortalità con le sue azioni. Il conte, come tutti i signori del Barocco, si paragonava agli dèi e agli eroi dell'antichità, ed è per questo che le statue costituiscono un vero e proprio programma celebrativo della sua gloria.

Una statua di arenaria del giardino di Weikersheim con il tetto rosso del castello, il portale e un ponte con balaustra sullo sfondo

Un contrasto insolito con gli dèi è la celebre galleria dei nani, la «Zwergengalerie»: sedici figure comiche sulla balaustra all'ingresso del giardino. Il tradizionale racconto vuole che siano caricature della corte di Weikersheim, ma non sono ritratti di persone reali. Rappresentano mestieri e funzioni diverse: il maestro di caccia, riconoscibile dal grande naso aquilino, il buffone di corte, la pastora, la cuoca e il consigliere. Lo scultore Johann Jakob Sommer di Künzelsau ne consegnò quattordici fra il 1711 e il 1712, e le fatture originali sono ancora conservate: una di queste consegne è del 18 settembre 1712. Figure di questa grandezza sono molto rare e in altri giardini quasi non se ne sono conservate; non hanno niente a che vedere né con le incisioni del disegnatore francese Jacques Callot né con i moderni nani da giardino. C'è però un aspetto meno allegro: nel Settecento nani e buffoni erano comuni nelle corti e la società rideva senza scrupoli delle persone con disabilità; alla corte di Weikersheim viveva anche un «Hofmohr», un uomo di origine africana, che quando non servì più fu regalato a un'altra corte come un oggetto.

La chiusura scenografica del giardino è l'Orangerie, progettata dall'architetto Johann Christian Lüttich, e costruita tra il 1719 e il 1723, con le due ali che si estendono per circa cento metri. Colonne, grandi finestre ad arco, un tetto con balaustra e molte statue di pietra mostrano che non era solo una serra per palme e agrumi, ma un elemento di rappresentanza. Fu finanziata con la dote della seconda moglie del conte. Nel 1723 il conte acquistò aranci amari per circa tremila fiorini, una somma notevole anche per un principe, e li fece piantare direttamente nel terreno, con un tetto smontabile in estate. Il giardino arrivò a ospitare circa quattrocento agrumi in vasi e anfore, più alloro, melograni, fichi, cipressi, palme da dattero e aloe, che svernavano nell'Orangerie e in altre cinque serre non più esistenti. Fra le due ali sorgeva una statua equestre del conte, completamente dorata, visibile dal castello; oggi non c'è più, ma resta la vista, che incornicia come una quinta teatrale le verdi colline dell'Hohenlohe.

Intorno al giardino barocco si aprono altri spazi: il frutteto con alberi storici, il romantico giardino delle rose, il giardino della città con alberi secolari e, d'estate, il giardino dell'alchimia e delle streghe, dedicato alla fama del conte alchimista, che nel 2026 è aperto dal 17 aprile al 30 ottobre, nel punto, vicino al muro del castello, in cui più di quattrocento anni fa sorgeva il laboratorio. Dal 2013 il giardino fa parte della rete europea dei giardini storici (EGHN) e nello stesso anno è stato premiato come «Garten des Jahres». Un aneddoto curioso racconta che un professore in visita si scandalizzò per le molte dame nude in giardino: è lo «scandalo nella valle del Tauber».

Come visitare il castello di Weikersheim: orari, prezzi e consigli pratici

Le informazioni pratiche che seguono sono verificate sul sito ufficiale del castello e valgono per il 2026. Il castello si trova in Marktplatz 11, 97990 Weikersheim, e il sito è www.schloss-weikersheim.de. Il giardino è aperto dal martedì alla domenica e nei giorni festivi, dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.30). Il castello si può visitare solo nell'ambito di una visita guidata, che si svolge più volte al giorno dal martedì alla domenica e nei giorni festivi; gli orari delle singole visite si trovano nel calendario del sito. Rispetto al passato l'apertura non è quindi quotidiana: il lunedì è giorno di chiusura, salvo festività.

Prezzi di ingresso nel 2026
BigliettoAdultiRidottoFamiglie
Visita guidata breve (circa 60 minuti)9,00 €4,50 €22,50 €
Visita guidata lunga (circa 80 minuti)11,00 €5,50 €27,50 €
Visite speciali13,00 €6,50 €32,50 €
Solo giardino, da aprile a ottobre5,00 €2,50 €12,50 €
Solo giardino, da novembre a marzo4,00 €2,00 €10,00 €
Biglietto combinato con la Residenza di Mergentheim12,00 €6,00 €30,00 €

Il biglietto combinato «2erlei Schlosskultur» comprende il castello e il giardino di Weikersheim con la visita guidata breve e l'ingresso alla Residenza di Mergentheim, a pochi chilometri; è valido un anno dalla data di acquisto e si può passare alla visita lunga con un supplemento di 2 euro. Pagano il prezzo ridotto i bambini dai sei anni, gli studenti e gli scolari fino a 28 anni con documento, chi presta servizio di volontariato e le persone con un grado di invalidità dal 50 per cento; sono considerati adulti i maggiori di quindici anni. Valgono anche la Schlosscard e il Landesfamilienpass. L'ingresso al giardino dell'alchimia è compreso nel biglietto del giardino.

Alcune date di autunno 2026 possono interessare chi viaggia nelle prossime settimane. Il giardino dell'alchimia e delle streghe resta aperto fino al 30 ottobre. Fra le visite speciali, «Schlüsselmomente mit Madame», dedicata alla cameriera e alla servitù a corte, si tiene domenica 25 ottobre 2026 alle 14.30; «Der Duft des Südens», sull'Orangerie d'inverno, domenica 15 novembre 2026 alle 14.30; «Prächtiges Schloss und faszinierender Herrscher», con il conte Wolfgang II costruttore e alchimista, domenica 29 novembre 2026 alle 14.30. Per tutte il prezzo è di 13 euro per gli adulti. Dal 15 settembre 2026, come detto, due appartamenti del Langenburger Bau sono chiusi per restauro.

Per l'arrivo, in auto si usano i parcheggi pubblici gratuiti: «Heiliges Wöhr» per le auto e «Tauberwiesen» per pullman e camper. Dal 28 settembre 2026 il passaggio sul Tauber fra i due parcheggi non è possibile, perché la passerella pedonale è chiusa fino a nuovo avviso. Chi arriva in treno scende alla stazione di Weikersheim; da Bad Mergentheim ci sono treni e autobus. Una raccomandazione pratica: borse più grandi di un foglio A4 e zaini non possono essere portati nelle sale del castello, ma sono a disposizione degli armadietti. Per esplorare il giardino da soli è disponibile gratuitamente l'app «Monument BW», con percorsi guidati. La visita al castello richiede circa un'ora o un'ora e mezza, il giardino almeno un'ora in più; chi ama la fotografia scelga la tarda mattina, quando la luce illumina la facciata verso il giardino, e la tarda primavera o l'estate per la fioritura delle aiuole.

Cosa fare nei dintorni: Bad Mergentheim, la valle del Tauber e la tavola

Una visita a Weikersheim si presta a una giornata piena. A circa dieci chilometri si trova Bad Mergentheim, la stazione termale citata all'inizio, dove sorge il Residenzschloss Mergentheim: per secoli fu la residenza dei Gran Maestri dell'Ordine Teutonico, e il biglietto combinato permette di vedere i due castelli a un prezzo vantaggioso. I due monumenti distano pochi chilometri e si visitano bene nella stessa giornata. A sua volta, la regione dell'Hohenlohe offre altri «piccoli scrigni»: il monastero di Schöntal con la sua grande chiesa barocca e la tomba di Götz von Berlichingen, il castello di Ellwangen con il suo cortile a portici e il monastero di Großcomburg sulla valle del Kocher.

Per la tavola ci sono alcuni indirizzi in piazza del mercato, a due passi dall'ingresso: l'Hotel Laurentius, con una cucina contemporanea e regionale, la Deutschherrenstube, di cucina tradizionale tedesca, e il ristorante Grüner Hof, proprio all'ingresso del castello, anch'esso di cucina casalinga. Chi cerca una specialità locale non può perdere un bicchiere di Tauberschwarz, il vino rosso della zona che si credeva scomparso, né i liquori ricavati dai frutti degli alberi del giardino, né il miele della valle. Dal punto di vista culinario la regione è quella del Württemberg orientale e della Franconia del Tauber, con piatti sostanziosi e vini freschi.

Weikersheim si inserisce in modo naturale in un itinerario più lungo. Se arrivi da nord, il tratto da Würzburg alla valle del Tauber è uno dei più suggestivi della Strada Romantica; se proseguirai verso sud, i prossimi passi sono Creglingen e Rothenburg, e poi le città murate di Dinkelsbühl, Nördlingen e Harburg in Baviera, fino ai castelli reali di Füssen. Chi parte da Monaco o da Stoccarda può organizzare la visita come escursione di una giornata, oppure inserirla in un viaggio organizzato: i nostri tour dedicati ai castelli e alla Strada Romantica, con programma e date aggiornati sul sito, sono segnalati nei riquadri di questa pagina. E chi ama i castelli di Ludwig II può leggere come Weikersheim sia il contrario esatto delle fantasie del re di Baviera: non un sogno da favola, ma una residenza reale, vissuta e rimasta quasi intatta.

Con i bambini la visita funziona meglio di quanto si pensi: l'elefante di stucco del Rittersaal è, per i più piccoli, un incontro che resta impresso, e la galleria dei nani in giardino fa sorridere a ogni età. L'Orangerie, con le sue statue e i suoi angoli nascosti, si presta a una piccola caccia al tesoro in famiglia, e nel calendario delle visite compare ogni anno una categoria di visite speciali per bambini e famiglie. Il biglietto famiglia è conveniente e con il Landesfamilienpass si ottengono ulteriori agevolazioni alla cassa. Fra aprile e ottobre conviene arrivare presto, per fare prima la visita guidata, quando le sale sono più tranquille, e dedicare poi il pomeriggio al giardino, magari con una sosta seduti sulle panchine di fronte al grande bacino che riflette l'Orangerie. In inverno il giardino apre con orario ridotto e le aiuole sono semplificate, ma l'atmosfera di silenzio, con la brina sulle siepi di bosso, è altrettanto suggestiva.

Ricordiamo infine che i dati su orari, prezzi e date speciali possono cambiare: prima di partire conviene controllare il sito ufficiale del castello e il calendario delle visite. Una giornata a Weikersheim, fra sale rinascimentali, statue barocche e piazze di provincia, è uno degli incontri più riusciti che la Strada Romantica possa offrire.

Mappa

Schloss Weikersheimm Marktplatz 11

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