
La Passione di Oberammergau: storia, teatro e prossima edizione
Dal voto del 1633 al 2030: il dramma sacro più famoso del mondo
Fra le tante rappresentazioni della Passione di Gesù che si tengono in Europa, la più famosa a livello internazionale è la Passione di Oberammergau. Va in scena in un paese dell'Alta Baviera, Oberammergau, ai piedi delle Alpi dell'Ammergau, e da secoli attira spettatori da ogni parte del mondo. Non è uno spettacolo come gli altri: la compagnia è formata dagli abitanti del paese, il calendario è scandito da un voto pronunciato nel Seicento e la rappresentazione si ripete, di regola, una volta ogni dieci anni.
Questa pagina racconta la Passione di Oberammergau in tutti i suoi aspetti: l'origine legata a un'epidemia di peste, la storia attraverso i secoli, le polemiche e le riforme del Novecento, la preparazione degli attori, il grande teatro all'aperto, il testo e la musica, gli spettatori illustri, l'ultima edizione del 2022 e la prossima, attesa nel 2030, con qualche consiglio per chi vuole organizzare un viaggio.
Il voto del 1633 e la prima Passione del 1634

Questa sacra rievocazione sembra risalire al lontano Medioevo, quando in tutta l'Europa cristiana si rappresentavano i misteri della vita e della morte di Cristo. Nel caso di Oberammergau, però, la storia documentata comincia in un momento preciso e drammatico. Nel Seicento l'Europa era devastata dalla Guerra dei Trent'anni (1618-1648), che nella memoria locale è ricordata come la «guerra degli Svedesi». Alle violenze dei soldati si aggiunsero le malattie infettive: nel 1631 le epidemie si diffusero in Svevia e in Baviera e nel 1632 la peste arrivò anche a Oberammergau, portata in paese da un uomo di nome Kaspar Schisler.
Nel 1633, dopo mesi di morti e sofferenze, il Consiglio comunale fece voto di rappresentare la Passione e la Morte di Gesù in maniera solenne ogni dieci anni, a condizione che nessun altro abitante morisse di peste. Il paese fu risparmiato, e gli abitanti decisero di mantenere la promessa. Il voto era accompagnato da una forte componente di devozione, ma anche da un forte legame comunitario: era l'intera collettività, e non un gruppo di professionisti, a impegnarsi di fronte a Dio.
L'anno seguente, il 1634, esattamente nel giorno di Pentecoste, il voto fu compiuto: la prima rappresentazione si tenne nel cimitero accanto alla chiesa parrocchiale, su un semplice palco di legno, sopra le tombe delle vittime dell'epidemia. Era la scelta più naturale e, allo stesso tempo, la più carica di significato: il dramma della morte e della resurrezione veniva raccontato nel luogo stesso in cui la comunità aveva seppellito i suoi morti.
Il voto fu rinnovato a ogni decennio fino al 1674. A quel punto si decise di anticipare la rappresentazione successiva al 1680, per rendere più significativa e più facile da ricordare la cadenza decennale dell'evento: da allora le edizioni cadono negli anni che terminano con lo zero. Il 1674, la quinta edizione, è ricordato anche per un'altra ragione: compare per la prima volta il nome di un direttore, Michael Eyrl, a cui si attribuiscono alcune aggiunte al testo. Il 1680 è la prima edizione del nuovo ritmo decennale, la sesta in ordine di tempo.
Il dato più importante, per capire il carattere di questa tradizione, è la sua continuità. Gli abitanti la considerano il compimento di un voto e non un evento turistico, anche se nel corso dei secoli il richiamo internazionale è cresciuto fino a trasformare Oberammergau in una delle mete più conosciute della Baviera. Nel Seicento la Passione di Oberammergau non era un caso isolato: nell'area bavarese e austriaca si contano circa 40 rappresentazioni della Passione documentate fra il 1600 e il 1650 e più di 250 fra il 1650 e il 1800. Quasi tutte, nel corso del tempo, sono scomparse; quella di Oberammergau è rimasta, grazie al voto, e oggi è la più conosciuta al mondo.
Le fonti conservano anche i primi tratti concreti dell'organizzazione. Il maestro di scuola Georg Kaiser copiò nel 1662 il più antico testo di Oberammergau che ci sia pervenuto, destinato alla rappresentazione del 1664, la quarta; la sua base era un dramma medievale e la tragedia di Sebastian Wild del 1566. Il più antico conto comunale conservato, del 1690, registra per la rappresentazione la spesa di 45 fiorini e 45 kreuzer: cifre modeste, che raccontano un'impresa nata dentro una piccola comunità di montagna.
Dal Seicento all'Ottocento: successo, divieto e rinascita
Nei primi decenni la Passione di Oberammergau fu una manifestazione di fede e di pietà di dimensioni modeste, e spesso in perdita: nel 1700, con Bernhard Steinle alla regia, l'edizione si chiuse con un disavanzo di 60 fiorini; nel 1720 il disavanzo fu di 73 fiorini e 37 kreuzer; nel 1730 Anselm Manhart aggiunse personaggi allegorici e il disavanzo salì a 84 fiorini. Ma già a partire dalla metà del Settecento la Passione ebbe grande notorietà. Nel 1750 andò in scena un nuovo testo barocco, la «Passio Nova» di Ferdinand Rosner, che richiamò circa 11.000 visitatori; nel 1760 gli spettatori furono circa 14.000. Per un paese di montagna, con strade difficili, erano numeri impressionanti: migliaia di persone raggiungevano Oberammergau per assistere alle recite e il paese doveva imparare a ospitarle.
Nel 1770, però, il clima culturale era cambiato. L'Illuminismo guardava con sospetto alle forme di devozione popolare, giudicate spesso eccessive e poco decorose: il 31 marzo di quell'anno l'elettore Massimiliano III di Baviera vietò tutte le rappresentazioni della Passione, e il 22 maggio respinse la richiesta di Oberammergau di ottenere un'eccezione. Già nel 1778, con l'arrivo al potere dell'elettore Carlo Teodoro, il divieto fu applicato con minore rigore, e nel 1780 Oberammergau ottenne un privilegio speciale, che vide Magnus Knipfelberger rivedere il testo di Rosner. Nel 1790 le recite furono cinque, per circa 11.000 visitatori, e per la prima volta furono emessi biglietti e comparve un annuncio sul giornale.
All'inizio dell'Ottocento le rappresentazioni furono però nuovamente messe in discussione sotto l'influsso delle correnti anticlericali: nel 1801 il governo di Monaco dichiarò scaduto il privilegio, nel 1802 il principato vescovile di Frisinga fu abolito, nel 1803 la diocesi si trasferì a Monaco, le consuetudini ecclesiastiche furono proibite e l'abbazia di Ettal fu soppressa. In questo periodo la Passione conobbe anche le tempeste della storia europea. Nel 1800, durante le guerre napoleoniche, gli spettatori scesero a circa 3.000; il 12 giugno scoppiarono combattimenti nei dintorni e il 26 giugno fu organizzata una recita speciale per i soldati austriaci.
Nel 1810 non ci furono rappresentazioni, ma nel 1811 la Passione tornò in scena, con cinque spettacoli, grazie a un testo in prosa di Othmar Weis (1770-1843), che riuscì a superare i dubbi delle autorità, e alle musiche del maestro del paese, Rochus Dedler (1779-1822). Nel 1815 si tennero 11 recite e Nicolaus Unhoch costruì un nuovo palco; nel 1820, con circa 19.000 visitatori, il resoconto del 25 luglio di Anton Baumgartner è la prima testimonianza di uno spettatore giunta fino a noi. Fu anche l'ultima edizione recitata nel cimitero.
Il passaggio decisivo avvenne nel 1830, quando il re Ludovico I permise la rappresentazione a condizione che il palco venisse spostato ai margini settentrionali del paese, lontano dal cimitero: è lì che sorge ancora oggi il teatro della Passione. Il 27 giugno di quell'anno un articolo di Lorenz von Oken parlò di circa 300 partecipanti, e gli spettatori furono circa 13.000. Nel 1840 il numero di spettatori superò i 35.000 e il pubblico inglese scoprì la Passione grazie al primo resoconto in lingua inglese, scritto da Joseph Brooks Yates. Nel 1845 divenne parroco di Oberammergau Joseph Alois Daisenberger (1799-1883), che nel 1850, anno in cui furono tenute 14 recite per circa 45.000 visitatori, fu anche direttore e rielaborò il testo, tornando a modificarlo nel 1858 su richiesta del governo e nel 1860, con nuove leggende e scene della via crucis. La più antica fotografia conservata ritrae Tobias Flunger nel ruolo di Cristo, nel 1850.
Nel 1870 il prologo annunciò la guerra contro la Francia, scoppiata il 17 luglio; la rappresentazione riprese nel 1871, con circa 40.000 spettatori e circa 500 partecipanti. Nella seconda metà dell'Ottocento il successo crebbe in modo esponenziale: nel 1880 i visitatori furono circa 100.000, anche grazie al prolungamento della ferrovia fino a Murnau, mentre il pioniere del turismo organizzato Thomas Cook cominciò a proporre il viaggio ai suoi clienti inglesi. Il 22 e 23 agosto di quell'anno fu fra gli ospiti il compositore Anton Bruckner. Nel 1890 un nuovo palco fu realizzato da Carl Lautenschläger, gli spettatori furono 124.000 in 40 recite e il parroco ottenne un seggio, con diritto di voto, nel comitato della Passione. La rappresentazione era ormai un fenomeno internazionale.
Il Novecento: guerre, nazismo e ripresa
Nel 1900 fu costruita una nuova sala per il pubblico, con 4.200 posti: una struttura di ferro con sei grandi travi, sormontata da un padiglione di legno aperto sul palcoscenico all'aperto. L'edizione ebbe un'eco internazionale e portò una novità: per la prima volta lo spettacolo fu analizzato da un teologo ebreo, il rabbino Joseph Krauskopf, che pubblicò le sue impressioni. Nel 1910 le recite furono 56 e gli spettatori 223.548.
Il Novecento portò alla Passione anche le grandi ferite della storia. Nel 1920 la rappresentazione non ebbe luogo: la comunità aveva deciso, già nella primavera del 1918, di non prepararla a causa della Prima guerra mondiale, in cui il paese aveva perso sessanta soldati, fra cui sedici musicisti. Il 21 marzo 1921 gli abitanti decisero con un voto di rappresentarla nel 1922: in quell'edizione, la trentunesima, furono 311.127 gli spettatori, circa 100.000 dei quali stranieri. Una società cinematografica offrì alla comunità 14 miliardi di marchi per i diritti di ripresa, ma il paese rifiutò.
Nel 1930 lo scultore Johann Georg Lang e suo fratello Raimund costruirono un nuovo palcoscenico e ampliarono la sala, portandola a 5.200 posti. Fu l'edizione in cui il teatro assunse la forma monumentale che, con poche modifiche, conserva ancora oggi. Nel 1934 fu organizzata un'edizione speciale per i 300 anni del voto, in un clima politico ormai molto diverso: la Passione fu influenzata dal movimento nazionalsocialista. Il ministro bavarese Hermann Esser, autore di un opuscolo antisemita, divenne patrono della Passione contro il parere del parroco, e furono introdotte regole più rigide per i partecipanti: già il 24 gennaio il cardinale Faulhaber aveva chiesto che i ruoli fossero affidati solo a cattolici, e un incarico a Leo Weismantel di riscrivere il testo fu poi revocato. Hitler assistette alla recita il 13 agosto, definendo la Passione importante per il Reich, e Goebbels la usò a scopo propagandistico, dimezzando il prezzo dei biglietti e presentandola come «pellegrinaggio nazionale del popolo». Per approfondire il contesto storico di quegli anni si può leggere la pagina dedicata al nazismo in Baviera.
Nel 1940 la Passione non fu rappresentata: i preparativi erano iniziati nel 1938, ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1939 portò all'annullamento. Fu la seconda interruzione in più di trecento anni, dopo quella del 1920. Il paese riprese la sua tradizione nel 1950: la Passione del 1950 attirò circa 480.000 spettatori in 87 recite, mentre ne erano state previste 33. Si tornò a rappresentarla con un successo che di volta in volta attirò un numero maggiore di spettatori, grazie anche all'intelligente azione di promozione messa in atto dalle autorità locali, che negli anni del dopoguerra capirono come far crescere la fama internazionale dell'evento.
Il successo, tuttavia, si accompagnò a polemiche sempre più accese: nel 1950 alcuni intellettuali, fra cui il drammaturgo Arthur Miller e il direttore d'orchestra Leonard Bernstein, firmarono una petizione che definiva il testo antisemita nella rappresentazione degli ebrei. Il paese reagì con indignazione: il direttore Johann Georg Lang dichiarò che la coscienza della comunità era a posto, perché si trattava di adempiere a un voto. Era l'inizio di un lungo dibattito, che avrebbe portato alle grandi riforme degli ultimi decenni.
| Anno | Dati |
|---|---|
| 1850 | 14 recite, circa 45.000 visitatori |
| 1890 | 40 recite, 124.000 spettatori |
| 1910 | 56 recite, 223.548 spettatori |
| 1922 | 311.127 spettatori, circa 100.000 dall'estero |
| 1950 | 87 recite, circa 480.000 spettatori |
| 1980 | circa 460.000 spettatori |
| 1984 | edizione straordinaria per i 350 anni, 480.000 spettatori |
| 1990 | 98 recite, 480.000 spettatori |
| 2000 | 110 recite, circa 520.000 spettatori |
Le riforme dal 1970 al 2022: una Passione che cambia
Negli anni Sessanta e Settanta le critiche, provenienti sia da ambienti cristiani sia da ambienti ebraici, si fecero più forti. Nel 1960 l'abate Johannes Höck apportò alcune lievi correzioni al testo e fu creato un comitato consultivo, che propose di tornare alla «Passio Nova» di Rosner del 1750; il compositore Carl Orff si dichiarò disposto a scrivere le musiche, ma la proposta non fu adottata. Nel 1970 il cardinale Döpfner, arcivescovo di Monaco, chiese un ripensamento ma il testo rimase quello antico, le organizzazioni ebraiche americane boicottarono la Passione e l'arcivescovo ritirò il consenso ecclesiastico (la «Missio Canonica»). Fu un momento di tensione che mostrò quanto il vecchio testo fosse ormai insostenibile. Nel 1977 il paese mise in scena una prova con il testo di Rosner, con sette mesi di prove, circa 700 partecipanti e otto recite, che furono accolte bene; in una successiva votazione, però, i cittadini rifiutarono di adottarlo per il 1980.
Nel 1980 si tornò quindi al testo di Weis e Daisenberger, con la regia di Hans Maier. Fu però un'edizione di svolta per un altro motivo: per la prima volta i 18 ruoli principali furono assegnati a due interpreti ciascuno, e i primi due Cristo furono Gregor Breitsamter e Rudolf Zwink. Gli spettatori furono circa 460.000, e fra loro ci fu anche il cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI. Nel 1984 si tenne un'altra edizione straordinaria, per i 350 anni del voto, con 480.000 spettatori. Fino a quell'anno le donne sposate e quelle sopra i 35 anni erano escluse dalla partecipazione: la regola fu abolita nel marzo 1990 dopo la sentenza del Tribunale superiore regionale di Monaco, che concluse una causa durata alcuni anni, intentata da tre donne di Oberammergau.
La svolta decisiva è legata al nome di Christian Stückl, scultore, eletto nel 1986, a 24 anni, direttore della Passione per il 1990. Stückl, con il suo collaboratore Otto Huber, tornò al manoscritto originale di Daisenberger ed eliminò dal testo i contenuti antisemiti, sulla base delle nuove ricerche degli studiosi; le musiche furono modernizzate da Markus Zwink. Il cambiamento incontrò resistenze: Stückl sopravvisse per poco a un voto del consiglio comunale che chiedeva di rimuoverlo. L'edizione del 1990 ebbe 98 recite e 480.000 spettatori.
Nel 2000 i cittadini rielessero Stückl con un referendum. Il testo fu rivisto in modo ancora più profondo: la revisione del testo del 2000 fu la più radicale dal 1860, perché la vicenda era raccontata come un conflitto interno al mondo ebraico, con Gesù come forte difensore della propria fede ebraica. Furono realizzati quasi 2.000 nuovi costumi, e per la prima volta presero parte alla Passione anche cittadini musulmani di Oberammergau, mentre in precedenza potevano partecipare solo i cristiani. Sul palco salirono 1.600 adulti e 550 bambini, per 110 recite e circa 520.000 spettatori.
Nel 2010 la squadra di Stückl rivide ancora una volta il testo; le scene dei «quadri viventi» ebbero colori vivaci, la musica fu ampliata e lo spettacolo fu prolungato nella serata, nonostante la forte resistenza locale. Fu costruito anche un tetto mobile sopra il palcoscenico, prima completamente all'aperto. L'edizione del 2020, a causa della pandemia da Covid-19, fu rinviata al 2022; il 10 agosto di quell'anno Stückl ricevette a Oberammergau l'Isaiah Award dell'American Jewish Committee. La Passione non è dunque un'immagine immobile del passato, ma una tradizione viva, discussa e riformata a ogni generazione.
Come nasce una Passione: attori, prove e preparazione del paese
La Passione coinvolge tutti gli abitanti e la cittadina vive in funzione di essa. Fra attori, cantanti, musicisti e tecnici si contano oltre 2.000 persone, tutte del posto, che si mantengono in esercizio anche negli anni che precedono le recite ufficiali. Per capire la dimensione di questo impegno basta un dato: nel 2000 salirono sul palco 1.600 adulti e 550 bambini, in un paese di poche migliaia di abitanti. Ogni famiglia, in un modo o nell'altro, è parte della rappresentazione: c'è chi recita, chi canta, chi suona, chi cuce i costumi, chi costruisce le scene.
Nel teatro si tengono di continuo prove e recite per formare la discendenza fra gli attori locali: maestri esperti cercano di individuare, tra i principianti, coloro che in futuro reciteranno le parti più significative, in particolare Gesù, Giuda, la Madonna e la Maddalena. È un lavoro di lungo periodo, che comincia molti anni prima delle recite: i giovani crescono con l'idea che prima o poi potranno essere chiamati a prendere parte allo spettacolo.
Nell'anno precedente la rappresentazione gli attori sono invitati a farsi crescere barba e capelli per aderire meglio ai loro storici personaggi. La regola ha una lunga storia: anche nel 1934 era in vigore un decreto sui capelli, con la deroga dei capelli corti per gli eventi pubblicitari. Si tengono poi prove pubbliche, durante le quali un comitato di attori professionisti osserva e valuta le capacità dei singoli aspiranti dal punto di vista estetico, drammatico e caratteriale. Alcuni mesi prima del debutto viene ufficializzata la scelta degli attori, alla presenza della cittadinanza e di un folto gruppo di giornalisti. È uno dei momenti più sentiti dell'intero ciclo decennale, perché attorno ai ruoli principali ruota l'attenzione del paese.
Le prove durano normalmente dall'autunno alla primavera, mentre Oberammergau si prepara ad accogliere al meglio i numerosi visitatori: si dipingono a nuovo le case, si ravvivano gli affreschi e si decorano con fiori balconi e finestre. È questo il momento in cui il paese diventa, per qualche mese, un grande palcoscenico anche fuori dal teatro. La cosiddetta prova principale è una specie di anteprima, a cui partecipano esclusivamente per invito le autorità religiose e civili e i rappresentanti della stampa.

La regia della Passione è affidata a una figura scelta dalla comunità e non dal mondo dello spettacolo professionale: Christian Stückl, per esempio, fu eletto direttore dai cittadini e confermato con un referendum. La partecipazione è un'esperienza collettiva che attraversa le generazioni, e anche per questo la Passione non è una «produzione» nel senso comune del termine, ma una forma di identità collettiva, rinnovata ogni dieci anni.
Non mancano le occasioni per avvicinare i più giovani. Nel 2022, per esempio, si sono tenute il 7 e l'8 maggio le prime «Giornate dei giovani della Passione», con una recita di prova, un'introduzione allo spettacolo e alla sua storia e incontri con gli interpreti, a partire da biglietti da 8 euro: un modo per avvicinare le nuove generazioni a una tradizione che continua a rinnovarsi.
La gestione degli spettacoli, delle prenotazioni e del teatro fa capo alla società dei servizi culturali del Comune di Oberammergau («Oberammergau Kultur»), che ha sede in Ludwig-Thoma-Straße 10: l'evento non è affidato a un privato, ma resta legato alla comunità che lo ha voluto.
Il teatro della Passione: dal cimitero al Passionstheater

La rappresentazione del sacro dramma avveniva anticamente nella chiesa parrocchiale o all'aperto nel cimitero adiacente, ma con l'affluire sempre più numeroso degli spettatori si rese necessario costruire un teatro. Come si è visto, la tappa decisiva è del 1830, quando il palco fu spostato ai margini settentrionali del paese su progetto di Nikolaus Unhoch, con una platea per 5.000 spettatori: il teatro della Passione di Oberammergau ha ancora oggi la stessa disposizione generale. Il palco fu rinnovato nel 1890, con una parte dei posti coperta da un tetto; nel 1900 fu costruita la sala di ferro aperta sul palcoscenico; nel 1930 la struttura di ferro fu ampliata e divenne la base della sala attuale.
La vecchia struttura in legno non era più rispondente alle esigenze di sicurezza e di comfort. Il teatro attuale permette lo svolgimento della Passione in ogni condizione climatica, mantenendo allo scoperto il palcoscenico, affinché le montagne, il cielo e le nuvole rendano più naturale e significativa la rappresentazione. È una delle caratteristiche più riconoscibili del luogo: gli spettatori sono al riparo, ma l'azione si svolge all'aperto, con il profilo delle montagne che fa da fondale alle scene più drammatiche, dalla via crucis alla crocifissione.
Il teatro ha subito nel tempo diversi miglioramenti. Nel 2000 la sala è stata rinnovata e ha ricevuto una nuova facciata; nel 2010 è stato costruito il tetto mobile sopra il palco, e per l'edizione del 2022 Rudolf Pirc e la sua squadra hanno sviluppato un nuovo sistema di posizionamento e diffusione del suono. Oggi il teatro si avvale delle più recenti conquiste della tecnica, ma conserva un'identità molto forte, tanto che nell'ottobre 2020 è stato iscritto fra i monumenti tutelati.
La scenografia utilizza ancora pezzi d'arredamento e costumi da museo: fra questi il tavolo dell'Ultima Cena, che ha quasi 250 anni, e le due croci, una più leggera per la via crucis e una più massiccia per la crocifissione. Nel teatro sono conservati più di mille costumi di ogni epoca, e in una vetrina si possono ammirare quelli di maggior valore, di gusto barocco, che appartenevano ai Grandi Sacerdoti.
Il teatro non è utilizzato soltanto nell'anno della Passione: nel resto del tempo ospita altri eventi, e il sito ufficiale della Passione lo presenta come uno dei luoghi da visitare. Questo spiega perché, anche negli anni «vuoti», Oberammergau continui a respirare l'aria dello spettacolo.
Testo, musica e struttura: come è fatta la rappresentazione
Le scene della Passione si sviluppano in numerosi quadri che si alternano ad episodi del Vecchio Testamento. Questi quadri, chiamati «quadri viventi», sono scene immobili recitate da cori di attori, che richiamano episodi dell'Antico Testamento considerati una prefigurazione del racconto evangelico: la rappresentazione comprende un preludio e sedici atti. Inizia con l'entrata in scena del Nazareno a Gerusalemme e si conclude con il trionfo e la Resurrezione di Cristo.
Il testo ha una storia complessa. Alla base c'è un dramma medievale, a cui si aggiunse la tragedia di Sebastian Wild del 1566; il più antico testo di Oberammergau a noi pervenuto fu copiato dal maestro di scuola Georg Kaiser nel 1662 per la rappresentazione del 1664. Il dramma ha subito nel tempo diversi rimaneggiamenti: la «Passio Nova» barocca di Ferdinand Rosner nel 1750, la prosa di Othmar Weis del 1811 e le revisioni di Joseph Alois Daisenberger, a cui si deve la forma ottocentesca che a lungo è rimasta in uso. Il testo di oggi non coincide più con quello di Daisenberger: Stückl e i suoi collaboratori lo hanno rivisto nel 1990, nel 2000 e nel 2010, e hanno continuato a lavorarci per il 2022.
La musica e le parti cantate furono scritte all'inizio dell'Ottocento da Rochus Dedler, musicista e insegnante di Oberammergau, e hanno anch'esse subito rielaborazioni nel tempo. Nel 1950 Eugen Papst rivide la musica di Dedler; nel 1977 la prova con il testo di Rosner ebbe una musica composta da Wolfgang Fortner. Dal 1990 Markus Zwink, nato nel 1956, ha modernizzato e ampliato la partitura. Coro e orchestra, composti anch'essi da abitanti di Oberammergau, hanno oggi un ruolo centrale: alla Passione partecipano un coro e un'orchestra con decine di musicisti.
Le rappresentazioni durano circa 5 ore e si tengono nel periodo che va da maggio a ottobre, per soddisfare l'afflusso sempre più crescente di turisti. Lo spettacolo è diviso in due parti, con una lunga pausa per il pasto: nel 2022 la prima parte iniziava alle 14.30 e terminava alle 17, la seconda iniziava alle 20 e terminava alle 22.30. Nel 1930 una versione durava circa sette ore: l'evoluzione verso uno spettacolo di durata più contenuta è parte della storia del teatro, anche se per tradizione la Passione resta una giornata intera, che richiede di organizzare con calma la visita e il soggiorno.
La rappresentazione si svolge in tedesco. Per chi non conosce la lingua è consigliabile prepararsi con la lettura di una sintesi della trama: la vicenda, che segue i Vangeli, è in ogni caso nota alla maggior parte degli spettatori.
Famosi spettatori della Passione di Oberammergau
Nel corso dei secoli la Passione di Oberammergau ha attirato personalità di ogni genere, dai sovrani ai capi di Stato, dagli artisti ai teologi. Il re Ludwig II assistette il 25 settembre 1871 a una rappresentazione della Passione, allestita soltanto per lui e per pochi intimi a conclusione del programma delle recite ufficiali. Il sovrano rimase molto soddisfatto e il suo legame con il paese non finì lì: donò alla comunità un gruppo scultoreo della crocifissione, che arrivò a Oberammergau il 15 agosto 1875 e fu inaugurato il 15 ottobre dello stesso anno. Non lontano dal paese si trova il castello di Linderhof, il più piccolo dei castelli del sovrano, e le due mete si possono facilmente combinare in una gita.
Il Novecento è anche il secolo dei grandi nomi dietro le quinte. Nel 1900 Anton Lang interpretò Cristo e Joseph Mayer recitò il prologo; nella cassetta delle offerte della chiesa finirono monete provenienti da Egitto, India, Hong Kong e da vari Paesi americani, segno di un pubblico ormai davvero mondiale. Nel 1922 lo scultore Georg Johann Lang fu eletto direttore della rappresentazione; nel 1930 le scenografie furono eseguite da Michael Zeno Diemer e la messinscena fu elogiata da Max Reinhardt e Charles Dullin. Lang diresse la Passione per l'ultima volta nel 1960, dopo cinque edizioni; nel 1970 gli subentrò, dopo le dimissioni di Hans Schwaighofer, Anton Preisinger.
Nelle edizioni successive i registri degli ospiti si sono riempiti di nomi celebri. Nel 1900, tra gli spettatori, ci furono John D. Rockefeller, il conte Ferdinand von Zeppelin e la cantante Adelina Patti; nel 1910 il futuro presidente americano William Howard Taft, il compositore Richard Strauss, lo scrittore Hugo von Hofmannsthal, il re Gustavo V di Svezia e Achille Ratti, futuro papa Pio XI; nel 1922 Herbert Hoover, il nunzio Pacelli, futuro papa Pio XII, e Giacomo Puccini; nel 1930 il poeta indiano Rabindranath Tagore e l'industriale Henry Ford.
Le edizioni degli anni Trenta e del dopoguerra hanno uno spessore particolare. Nel 1934, nell'edizione speciale per il trecentesimo anniversario, assistettero allo spettacolo Hitler, che le cronache segnalano il 13 agosto, e Goebbels, futuro ministro della Propaganda; fra gli spettatori ci furono anche i filosofi Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir. Nell'edizione del 1950 furono ospiti d'onore Konrad Adenauer, cancelliere della Germania Ovest, e Dwight D. Eisenhower, già comandante supremo delle forze alleate nello sbarco in Normandia e futuro presidente degli Stati Uniti d'America; fra gli spettatori ci fu anche il presidente federale Theodor Heuss.
Nel 1980 fu presente il cardinale Joseph Ratzinger; nel 1984 il presidente della Baviera Franz Josef Strauß e l'attore Terence Hill; nel 1990 il presidente federale Richard von Weizsäcker; nel 2000 il presidente federale Roman Herzog e Edmund Stoiber; nel 2010 la cancelliera Angela Merkel. L'elenco mostra come la Passione sia stata, nel corso del tempo, anche uno specchio della società tedesca ed europea, con i suoi entusiasmi e le sue contraddizioni.
La Passione del 2022 e la prossima edizione nel 2030
La Passione del 2022 è stata la 42ª edizione. Prevista per il 2020, fu rinviata a causa della pandemia da Covid-19, dopo più di quattro anni di preparazione; si è svolta dal 14 maggio al 2 ottobre 2022 in 110 rappresentazioni. Gli spettacoli erano divisi in due parti: iniziavano nel pomeriggio, per poi continuare alla sera. La prima parte cominciava alle 14.30 e finiva alle 17, la seconda cominciava alle 20 e terminava alle 22.30. I biglietti, nel 2022, andavano da un minimo di 30 euro a un massimo di 180 euro. La stagione si è chiusa con un bilancio positivo per gli organizzatori.
La prossima edizione, la 43ª, è attesa nel 2030, nel rispetto del voto del 1633. Nel novembre 2024 il consiglio comunale ha deciso che Christian Stückl guiderà la regia anche nel 2030. Le date e i prezzi dei biglietti non sono ancora stati annunciati ufficialmente: per ora il sito della Passione invita a iscriversi alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sul 2030 e sugli altri eventi del teatro.
Come prenotare la Passione di Oberammergau: i biglietti si vendono per lo più in pacchetti che comprendono uno o due pernottamenti, e per un evento di questa portata la prenotazione va fatta con molto anticipo. È bene diffidare dei siti non ufficiali: nel 2021 un'agenzia di viaggi e biglietti del paese ha avviato una procedura d'insolvenza e i clienti con crediti in sospeso sono stati rimandati a un comunicato ufficiale. Informazioni e prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale della Passione di Oberammergau.
Anche negli anni senza Passione Oberammergau resta una meta di grande interesse, e il teatro continua a ospitare eventi. Chi vuole conoscere il luogo e la sua storia può visitare il paese in qualsiasi stagione; l'accesso al teatro e le eventuali visite guidate vanno verificati sul sito ufficiale prima del viaggio.
Oberammergau e dintorni: cosa vedere oltre alla Passione

Oberammergau è un paese delle Alpi bavaresi che merita una visita anche per i suoi aspetti più quotidiani. È noto per le case affrescate che affacciano sulle sue vie, con facciate dipinte a trompe-l'oeil secondo la tradizione chiamata «Lüftlmalerei». Alle spalle del paese svetta il Kofel, la montagna che fa da sfondo alla vita quotidiana degli abitanti. Per una descrizione più completa del paese si rimanda alla pagina dedicata a Oberammergau, già indicata nell'introduzione.
La vicinanza con altre mete importanti fa di Oberammergau una tappa ideale in un itinerario fra i castelli e le Alpi bavaresi. A pochi chilometri si trova l'abbazia di Ettal, monastero benedettino fondato nel 1330 dall'imperatore Ludovico il Bavaro, la cui soppressione nel 1803 si lega, come si è visto, alla storia della Passione; poco oltre, il già citato Linderhof, e più a sud la località alpina di Garmisch-Partenkirchen con la montagna più alta della Germania, la Zugspitze. Chi arriva da Monaco di Baviera trova Oberammergau a una novantina di chilometri, e un soggiorno di due o tre giorni permette di unire la Passione ai castelli di Ludwig, a cominciare dal famoso castello di Neuschwanstein.
Per chi viaggia dall'Italia, il modo migliore di organizzare il soggiorno è prenotare con largo anticipo, scegliere un alloggio nel paese o nei dintorni e dedicare almeno una giornata intera alla rappresentazione, che dura circa cinque ore e prevede una lunga pausa. Nelle giornate di recita il paese è molto frequentato: conviene informarsi in anticipo su parcheggi e trasporti sul sito ufficiale.
Da leggere anche
La Passione di Oberammergau è solo una delle grandi tradizioni della Baviera. Per conoscere la storia del territorio si può leggere la pagina sulla storia della Baviera; per organizzare il viaggio, la guida agli itinerari in Baviera; per gli appuntamenti dell'anno, la pagina sugli eventi in Baviera.
Mappa
Passionsspiele Oberammergau
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